Tra Brașov e Sighișoara, una collina basaltica emerge all’improvviso lungo la strada, catturando lo sguardo di chi passa. L’aria porta con sé l’odore della terra bagnata, quasi un sussurro dal passato. Là, in cima, si erge la Fortezza di Rupea: mura spesse, torri con tetti rossi e bastioni che si avvolgono a spirale, come un guscio di lumaca che si protende verso il cielo. Da oltre sette secoli, questo baluardo medievale domina la Transilvania, testimone silenzioso di epoche e storie che si intrecciano. Chiunque percorra la DN13, a piedi o in auto, non può fare a meno di fermarsi davanti a questo simbolo antico, circondato da dolci colline e piccoli villaggi sparsi.
Rupea, dalle origini antiche alle leggende che la circondano
L’area intorno a Rupea nasconde tracce di insediamenti risalenti addirittura alla preistoria. Gli scavi hanno riportato alla luce utensili in pietra e frammenti di ceramica, segni di una presenza umana che va indietro nel tempo di migliaia di anni. La collina che ospita la fortezza era un tempo Ramidava, un presidio dacico trasformato dai Romani in Rupes, una postazione militare strategica. La prima volta che la fortezza medievale appare nei documenti è nel 1324, quando fu teatro di uno scontro tra nobili sassoni e il voivoda della Transilvania. All’inizio si chiamava Castrum Kuholm e nel tempo è diventata un centro commerciale e artigianale per la comunità sassone.
Nel Cinquecento, la fortezza cominciò ad accogliere centinaia di abitanti al suo interno: mura che racchiudevano case, magazzini, uffici e una cappella per i culti luterani. Nel Seicento raggiunse il massimo splendore come struttura militare, ma nel 1716 la peste cambiò tutto. La fortezza divenne rifugio per chi scappava dall’epidemia, ma quella crisi segnò anche l’inizio del suo declino. Per molto tempo rimase abbandonata, finché tra il 2010 e il 2012 non fu restaurata.
Attorno a Rupea si intrecciano anche storie e leggende: si dice che il re daco Decebalo si rifugiò qui e si tolse la vita dopo la sconfitta contro Roma. E c’è una tradizione locale secondo cui le coppie sassoni, il giorno del matrimonio, portavano un mattone ciascuna per contribuire a rafforzare le mura. Racconti che vanno oltre la pietra e raccontano l’anima di questa terra.
Spirale di pietra: dentro i tre settori della fortezza
Visitare Rupea significa attraversare quattro cinte murarie e tre grandi settori fortificati, costruiti e ampliati in epoche diverse. La parte più bassa si chiama Cetatea de Jos, la Fortezza Inferiore. Qui c’è un grande cortile protetto da mura spesse e una porta fortificata tra torri minacciose. Tra queste la più famosa è la Turnul Slăninii, la Torre della Pancetta, dove un tempo si conservava carne e lardo per la comunità.
Salendo si arriva alla Cetatea de Mijloc, dove gli spazi si fanno più stretti e le difese più complesse. Porte ad arco, passaggi coperti e mura costruite in epoche diverse per resistere alle nuove tecniche di guerra. Qui si trovano due torri particolari: la Torre Pentagonale, con la sua forma a cinque lati, e la Torre degli Scrivani, o Turnul Diecilor, che ospitava documenti amministrativi e presenta elementi in legno risalenti al XV secolo.
In questo settore si trova anche la Cappella, non solo luogo di preghiera ma anche spazio multifunzione. Vi si trovano i resti di un pozzo medievale, fondamentale durante gli assedi lunghi. Si vedono tracce di case, vecchie finestre e camini, testimonianza della vita quotidiana dentro quelle mura.
L’ultima parte è la Cetatea de Sus, il cuore più antico, scavato nella roccia basaltica. Per raggiungerla bisogna passare attraverso un corridoio stretto e voltato, un tempo difeso da grate. Le mura conservano ambienti usati dalle autorità locali e resti di abitazioni di varie epoche. Dall’alto si domina il tetto di Rupea, la campagna intorno e le colline senza fine della Transilvania. Il panorama rende chiara la spirale delle mura, i cortili e le torri che si avvolgono attorno alla collina.
Come arrivare e organizzare la visita alla Fortezza di Rupea
La Fortezza di Rupea si trova nel distretto di Brașov, vicino al confine con il distretto di Mureș, sulla cima della collina di Cohalm, a ovest del centro abitato di Rupea. Sorge lungo una delle strade principali della Transilvania, la DN13, che fa parte dell’itinerario europeo E60. Da Brașov dista circa 65-70 chilometri, mentre da Sighișoara poco meno di 50.
Si può raggiungere facilmente in auto grazie a una strada asfaltata che sale dal paese fino a un parcheggio vicino all’ingresso. Le indicazioni sono ben visibili lungo il percorso. Chi preferisce i mezzi pubblici può usare i treni regionali: la stazione di Rupea dista circa 4 chilometri dal centro, quindi serve un breve tragitto in taxi o con mezzi locali per arrivare alla fortezza.
Le visite seguono percorsi ben segnati tra le varie parti dell’edificio, accompagnando i visitatori alla scoperta della storia e delle storie racchiuse in queste mura. La fortezza è aperta tutto l’anno, ma primavera e autunno sono i periodi migliori per godersi un tour che unisce natura, archeologia, storia e panorami mozzafiato. Rupea non è solo un sito storico: è un racconto vivo di una regione ricca di memoria e cultura.
