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Storia della mia famiglia 2: le location segrete di una Roma da scoprire su Netflix

Redazione 10 Giugno 2026

Il 10 giugno 2026 segna il ritorno su Netflix di Storia della mia famiglia, con una seconda stagione che promette di scavare ancora più a fondo nelle dinamiche del dolore e dei legami di sangue. Sei nuovi episodi in cui la perdita non è solo un evento da superare, ma un terreno su cui si costruisce – o si ricostruisce – un clan, una famiglia allargata che cambia forma. Il racconto si fa più intenso, il dolore più palpabile, eppure la speranza si nasconde, silenziosa, in gesti quotidiani e in dettagli apparentemente insignificanti. Il cast torna quasi per intero, ma con l’ingresso di Sergio Castellitto, che dà nuova voce a questo intreccio di segreti e conflitti. Al centro, Fausto: la sua eredità affettiva è il filo sottile che unisce chi gli è stato vicino, trasformando ogni relazione in un nodo da sciogliere.

Famiglie allargate e il peso del lutto: la trama si fa più complessa

La seconda stagione riparte da dove eravamo rimasti: Fausto non c’è più, ma la sua presenza si sente ovunque. I familiari cercano di tenere insieme quel gruppo che lui considerava unito, ma il dolore spinge ognuno in direzioni diverse. Valerio , il fratello, sembra voler cancellare il passato per andare avanti. La situazione si complica con l’arrivo dell’anziano padre di Fausto, interpretato da Sergio Castellitto. Un uomo deciso, che non sa cosa è successo negli ultimi tempi e che con il suo carattere forte costringe la famiglia ad affrontare il lutto senza filtri. In questa stagione, il concetto di “famiglia” si allarga: non sono più solo i legami di sangue, ma emozioni e radici che si intrecciano, si complicano e si confondono. Il tono della serie oscilla tra dramma e commedia, mescolando momenti duri con sprazzi di umanità e qualche sorriso.

Roma Tuscolano: il quartiere che fa da sfondo e cuore pulsante

Roma non è mai solo una semplice cornice. In questa stagione, la Capitale diventa protagonista insieme ai suoi abitanti, soprattutto nel quartiere Tuscolano. La produzione Palomar ha scelto di raccontare con cura questo angolo di città, dai suoi spazi di vita quotidiana alle sue radici storiche. Piazza Ragusa è il fulcro, con i suoi negozi, bar e botteghe che animano la vita di quartiere. Poco lontano, il Parco Giordano Sangalli offre uno spazio dove respirare, fare jogging o incontrarsi tra comitati civici. Le antiche mura romane e porte come Porta Furba danno un senso di continuità con la storia millenaria di Roma, lontano dai classici luoghi turistici. Qui passato e presente si intrecciano: da un lato la vita di tutti i giorni dei personaggi, dall’altro i resti archeologici che arricchiscono la scena.

Il Mandrione, celebre per essere stato rifugio di artisti come Pasolini e Fellini, emerge come un luogo autentico, meno costruito e più vero, capace di evocare atmosfere rare. Proseguendo verso l’Appia Antica, si incontrano le Tombe della Via Latina, perfettamente conservate. Non manca la maestosa Basilica di San Giovanni in Laterano con la sua piazza, simbolo imponente del territorio. Alcune scene sono state girate intorno a Castel Sant’Angelo, soprattutto in Piazza Adriana, che offre una cartolina classica con vista sul Tevere e sul cupolone di San Pietro. La serie mostra anche la Piramide Cestia e Porta San Paolo, elementi che raccontano la stratificazione storica della città. Le aree più eleganti di Roma, come il quartiere Parioli e Via Veneto, completano il quadro, creando un contrasto con i vicoli popolari del Tuscolano.

Campania: ricordi e radici che tornano a farsi sentire

Rispetto alla prima stagione, la Campania è meno presente in scena, ma resta un elemento importante, seppur più discreto. Ercolano, con i suoi scavi e le ville romane distrutte dall’eruzione del 79 d.C., è il luogo d’origine della madre di Fausto . Un punto di partenza che segna non solo geograficamente, ma soprattutto emotivamente il protagonista. È proprio per assistere Fausto nella malattia che la famiglia si sposta a Roma, ma il legame con la terra natale resta forte nei ricordi.

La Penisola Sorrentina e i suoi borghi sul mare diventano un rifugio immaginario, un porto sicuro nei momenti più difficili. La vista sul Golfo di Napoli e i suoi paesaggi mozzafiato richiamano un attaccamento profondo alla natura e alle radici, spesso richiamate per dare forza ai personaggi. Questo intreccio tra luoghi reali e stati d’animo contribuisce a costruire una narrazione che parla di un’Italia sospesa tra storia e presente.

Nel complesso, la seconda stagione di Storia della mia famiglia si conferma una produzione curata, capace di far dialogare luoghi e storie con naturalezza. Il racconto sul lutto e le famiglie allargate si intreccia con l’ambiente urbano e rurale, restituendo allo spettatore un quadro vero, coinvolgente e vicino.

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