A pochi chilometri da Siena, la Val di Merse si svela come un tesoro nascosto della Toscana. Qui, il tempo sembra rallentare tra borghi silenziosi e boschi fitti che avvolgono un fiume placido. È un angolo di mondo dove l’estate invita a perdersi a piedi, tra un castello appena intravisto e una spiaggia d’acqua dolce, perfetta per una pausa rinfrescante. La Merse, con il suo fluire costante, disegna il percorso di una terra che da secoli vive al ritmo lento della natura e delle sue comunità.
Brenna, il borgo semplice che vive tra fiume e storia
Brenna, frazione di Sovicille, è il punto di partenza perfetto per chi vuole assaporare l’atmosfera autentica della Val di Merse. Qui tutto parla di semplicità: poche case in pietra, vicoli stretti e una chiesa antica che si affaccia sul fiume. Il borgo esiste almeno dal X secolo, come ricorda un documento del 969 firmato dall’imperatore Ottone I. Già allora Brenna era un villaggio adagiato sulle rive della Merse, un fiume chiamato al femminile dagli abitanti, quasi a sottolinearne l’importanza vitale.
Per secoli la Merse ha segnato la vita economica del territorio. Sulle sue sponde si trovavano mulini, alimentati da canali e chiuse medievali. Molte di queste strutture, costruite anche dai monaci dell’Abbazia di Torri, sono ancora visibili tra gli alberi: silenziosi testimoni di un lavoro antico. Le acque limpide e il verde che le circonda raccontano un paesaggio vivo e in continuo cambiamento. La Merse nasce dal Poggio di Montieri e attraversa settanta chilometri di territorio, passando per le Colline Metallifere fino a sfociare nell’Ombrone.
Il sentiero lungo il fiume, poco lontano da Brenna, si snoda nella Riserva Naturale dell’Alto Merse, un’area protetta dove i boschi di querce e lecci si mescolano all’ambiente fluviale, creando un ecosistema ricco e affascinante.
Castiglion che Dio sol sa, il castello nascosto nei boschi
Dalla piazza di Brenna parte il sentiero CAI 400, che segue la sinistra orografica della Merse tra boschi silenziosi e pieni di vita. L’ombra dei cerri e delle roverelle e l’aria fresca rendono piacevole la camminata, che si svolge quasi sempre vicino al corso d’acqua. Tra piccoli ponti in pietra e dighe costruite nei secoli, si scorge una storia di lavoro e ingegno umano, fatta di canalizzazioni perfettamente integrate nel paesaggio.
La meta è il Castiglion Balzetti, detto Castiglion che Dio sol sa, un nome che racconta bene il carattere isolato del luogo. Un castello misterioso, nascosto tra gli alberi, quasi un segreto per chi arriva fin qui. Dopo quasi cinque chilometri di cammino nel bosco si supera un piccolo fosso e si trovano le rovine del Mulino della Ricausa, abbandonato ma ancora ben conservato con la sua struttura in pietra e le ruote in legno. Un ricordo del lavoro dei mulinai fino agli inizi del Novecento.
Il castello risale al XIII secolo, con la prima citazione nel 1262. Ha iniziato a declinare nel XIV secolo, insieme al tramonto della Repubblica di Siena. Oggi i resti restaurati lasciano immaginare un possibile recupero futuro, ma per ora rimane un luogo sospeso nel tempo.
La spiaggia nascosta sulla Merse, un fresco rifugio tra sabbia e acqua verde
Dopo il castello, il ritorno non segue il sentiero per Montarrenti, ma prende una deviazione poco dopo il bivio per la valle del Ricausa. Qui, tra una traccia nel bosco o camminando nell’acqua bassa del torrente, si arriva a un guado semplice. Oltre la riva opposta si apre una piccola spiaggia d’acqua dolce, che d’estate diventa un rifugio per chi cerca frescura.
La spiaggia è fatta di ciottoli e sabbia morbida, circondata da alberi imponenti che offrono ombra naturale. A pochi metri dalla riva c’è una piscina naturale, un invito a tuffarsi. L’acqua qui è di un verde smeraldo intenso e avvolge un grande masso bianco che spicca nel letto del fiume. È uno di quei posti che sorprendono, perché restano fuori dal caos e permettono di stare davvero immersi nella natura.
In estate questa spiaggia è tra i luoghi più frequentati della valle, meta di famiglie e appassionati di camminate che cercano nel Merse un’alternativa fresca alle spiagge di mare. Chi vuole può tornare indietro dallo stesso percorso oppure seguire una traccia laterale che porta alla strada bianca di Calcinari, un percorso più breve che riporta a Brenna dall’altra parte del fiume.
