Appena fuori dalle imponenti mura di Dubrovnik, l’isola di Lokrum si stende come un’oasi verde sulla superficie cristallina dell’Adriatico. Poco più di settanta ettari, ma abbastanza per racchiudere un mondo tutto suo. Pini secolari si ergono maestosi, mentre pavoni si muovono senza fretta lungo sentieri antichi, testimoni silenziosi di un passato che parla di sovrani, monaci e misteri nascosti. Qui, tra i ruderi di monasteri benedettini, ogni pietra racconta storie di gloria e tormento, di leggende oscure che aleggiano da secoli. Un angolo di natura selvaggia, carico di fascino, sospeso tra tempo e segreti.
Lokrum, tra monasteri antichi e leggende oscure
Le prime tracce di Lokrum risalgono a tempi lontanissimi, molto prima delle prime testimonianze scritte. È però nel 1023 che l’isola compare per la prima volta in documenti ufficiali, legata alla comunità benedettina che vi si insediò. I monaci la trasformarono in un rifugio spirituale e in un centro di coltivazioni: orti, vigne, uliveti e piante medicinali crescevano tra le mura del monastero.
La storia più affascinante riguarda Riccardo Cuor di Leone, il re inglese che, secondo la tradizione, trovò rifugio nella baia di Skalica durante una tempesta al ritorno dalla Terza Crociata. Promesse di costruire una chiesa in segno di ringraziamento, ma poi dirottò i fondi sulla cattedrale di Ragusa, l’antico nome di Dubrovnik.
Un alone più oscuro avvolge invece la fine dei benedettini: si dice che durante l’ultima notte sull’isola abbiano lanciato una maledizione contro i futuri dominatori. La leggenda lega questa maledizione alle tragiche sorti della famiglia imperiale asburgica, con eventi drammatici come l’esecuzione di Massimiliano in Messico nel 1867, la misteriosa morte del principe Rodolfo a Mayerling e l’assassinio dell’imperatrice Sissi nel 1898.
Tra naufragi, eventi drammatici e monumenti antichi, Lokrum resta un luogo dove storia e mito si intrecciano.
Cosa vedere a Lokrum: tra rovine, giardini e panorami da cartolina
Nonostante i suoi 72 ettari, l’isola offre diverse ore di esplorazione. Dal porto di Portoč partono sentieri ben segnalati che si snodano tra boschi di pini e radure tranquille. Il monastero benedettino, danneggiato dal terremoto del 1667, conserva ancora parti della sua struttura romanico-gotica e gli ambienti conventuali, accanto a un complesso gotico-rinascimentale costruito tra Quattrocento e Cinquecento.
Tra archi imponenti, chiostri e iscrizioni latine, spicca una frase che ricorda come la concordia sia essenziale per la prosperità, un messaggio ancora valido per chi visita l’isola. Ai resti storici si aggiunge l’impronta dell’imperatore Massimiliano, che introdusse elementi neoromanici, neogotici e neorinascimentali. Tra le vestigia c’è Charlotte’s Well, una cisterna in pietra usata per irrigare piante esotiche, un richiamo al passato imperiale.
Il Giardino Botanico occupa 3,3 ettari, divisi in 13 settori tematici con circa 500 specie di piante. Un vero paradiso per chi ama la natura. Vicino alla cappella dell’Annunciazione, costruita tra Quattrocento e Cinquecento in stile gotico-rinascimentale, si conservano gli inginocchiatoi appartenuti a Massimiliano e a sua moglie Carlotta, un ricordo tangibile di quel tempo.
Salendo sulla collina Glavica si arriva a Fort Royal, la fortezza costruita dai francesi che regala una vista mozzafiato sull’isola e sul profilo di Dubrovnik. La salita passa per il Path of Paradise, un viale un tempo fiancheggiato da cipressi mediterranei, segno della cura paesaggistica asburgica.
Un’altra particolarità è il Mrtvo more, o Mar Morto, un piccolo lago di acqua salata collegato al mare da passaggi sotterranei. Qui le acque sono calme e protette dal vento, perfette per un tuffo rinfrescante in estate.
La costa è per lo più rocciosa, con piattaforme calcaree dove prendere il sole. La zona di Stijene è molto frequentata, mentre a nord-ovest c’è un’area per naturisti, scelta da chi cerca tranquillità e riservatezza immersi nella natura. A fare da guida, spesso, ci sono i pavoni indiani che passeggiano liberi tra prati e sentieri, aggiungendo un tocco unico all’atmosfera dell’isola.
Come arrivare a Lokrum e qualche consiglio per la visita
Lokrum si trova a circa 600 metri dalla costa di Dubrovnik, proprio di fronte al centro storico. Non è abitata e non ci sono strutture ricettive: l’accesso è controllato per proteggere il delicato ecosistema.
Il modo più semplice per arrivarci è dal Porto Vecchio di Dubrovnik, ai piedi delle mura cittadine, con un viaggio in barca di circa dieci minuti. Il biglietto per il 2026 costa 30 euro e include andata e ritorno in nave più l’ingresso alla riserva naturale.
Anche chi arriva con barche private o taxi boat deve comprare il biglietto, che resta lo stesso. Le partenze variano a seconda della stagione e del tempo. In inverno l’isola è chiusa. Nei mesi aperti, bisogna rientrare con l’ultima nave in programma.
Sull’isola ci sono alcuni punti ristoro, ma è meglio portare con sé acqua e qualcosa da mangiare, oltre a scarpe adatte per i sentieri sterrati. Lokrum è l’ideale per chi vuole passare una giornata nel verde, tra storia, natura e panorami spettacolari, a due passi da una delle città più belle dell’Adriatico.
