L’eccellenza nel turismo non è solo questione di lusso. A Rimini, durante il TTG Travel Experience 2026, questa frase ha fatto da filo rosso a una tavola rotonda che ha scardinato molti stereotipi. Gli esperti, seduti attorno al tavolo, hanno raccontato un’Italia che cambia: i viaggiatori oggi vogliono autenticità, cercano esperienze genuine e non si lasciano più sedurre solo dalle stelle degli hotel o dai prezzi da capogiro. Quel che conta davvero, hanno spiegato, è il valore percepito e la capacità di emozionare. Il turismo di eccellenza si misura insomma con parametri nuovi, più concreti e meno sfarzosi.
Eccellenza nel turismo: più sostanza che apparenza
Il punto di partenza è uno studio di Travellyze, piattaforma che ogni sei mesi ascolta 1.500 viaggiatori italiani. I dati mostrano una tendenza chiara: l’eccellenza si misura con la soddisfazione finale e la voglia di consigliare quel viaggio a familiari e amici, non con il prezzo o il lusso ostentato della struttura. Le preferenze vanno verso hotel di categoria media, bed & breakfast e case private, mentre le strutture a cinque stelle restano al di sotto del 10%. Un segnale evidente: la qualità percepita e il valore concreto contano più del glamour.
Anche le destinazioni scelte raccontano questa svolta. Mare e montagna restano le mete preferite, ma la vera novità è il boom dei piccoli borghi e dei centri meno noti, che raggiungono il 46,2%, superando le grandi città. È chiaro che i viaggiatori puntano a luoghi meno affollati, più autentici, dove rilassarsi e scoprire con calma tradizioni e cultura.
Alloggi e motivazioni: comfort e autenticità al primo posto
Franco Di Pietro di Yalla Yalla, piattaforma specializzata in pacchetti vacanze e crociere, ha sottolineato come le scelte degli italiani si concentrino su alloggi comodi ma non eccessivamente costosi. Hotel a 3 o 4 stelle raccolgono oltre metà delle preferenze , seguiti da bed & breakfast e abitazioni private . Il lusso più sfrenato, incarnato da hotel a cinque stelle o grandi catene, resta marginale con meno del 10%. La domanda è chiara: si cerca comfort vero e un’accoglienza genuina, non solo una facciata elegante.
Sul fronte delle motivazioni, il relax domina con quasi la metà delle preferenze , ma accanto a questo emerge forte il desiderio di cultura e scoperta. Il turista italiano vuole esperienze ricche e variegate, che uniscano riposo, arricchimento personale e piaceri semplici.
Passaparola e raccomandazioni: la vera moneta del turismo di qualità
A chiudere il quadro è Michela Marzoli del Club del Sole, che gestisce 29 villaggi vacanza in otto regioni italiane. Per lei, il passaparola resta il cuore pulsante del successo turistico. I dati mostrano che la fascia di spesa medio-alta registra il più alto tasso di raccomandazione, al 92,5%. In pratica, non serve spendere una fortuna per offrire un’esperienza indimenticabile.
Chi spinge con più convinzione questo modello sono i viaggiatori over 50, attenti e selettivi, che valutano con cura la sostanza più che l’apparenza. Sono loro a diffondere e consolidare un modo di viaggiare fatto di contenuti reali, senza ostentazioni. Insomma, la forza del passaparola è il vero motore per far crescere il turismo italiano, orientando anche le scelte future di chi offre le vacanze.
In definitiva, quel che emerge dal TTG Travel Experience è chiaro: l’eccellenza nel turismo italiano si costruisce giorno dopo giorno, con esperienze che rispondono ai bisogni concreti e lasciano un segno nel cuore di chi viaggia.
