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Alpuente, il borgo spagnolo tra le montagne che nasconde impronte di dinosauri e una storia millenaria

Redazione 30 Ottobre 2026

Appena si scorge la fortezza di Alpuente, arroccata su una roccia a dominare un mare di case in pietra, il cuore del paesaggio cambia ritmo. Piccolo, sì, ma carico di storie antiche. Qui, tra mura silenziose, si percepiscono ancora le tracce delle dominazioni musulmane, le tensioni delle guerre di confine e, sorprendentemente, qualche eco preistorica. Alpuente non è solo un borgo da cartolina: fu capitale di una Taifa, un minuscolo regno autonomo sorto dopo la caduta del Califfato di Cordova nell’XI secolo, con un proprio sistema politico e persino una moneta. Nel 2026, ha conquistato un posto d’onore nella rete dei Pueblos Más Bonitos de España, diventando il primo gioiello della provincia di Valencia a entrare in questa élite.

Un centro storico che parla di pietra e acqua

Alpuente si scopre a passo lento, tra strade strette e pavimentate con ciottoli, passaggi angusti e improvvise aperture sul territorio circostante. Il centro storico è stato dichiarato complesso storico-artistico, un riconoscimento che protegge vicoli, piazze e palazzi dal sapore medievale. A dominare il paesaggio è il Castello di Alpuente, costruito su una roccia dalle pareti quasi verticali. Da qui si controllava la valle e le vie d’accesso al borgo. Resti della fortezza islamica si trovano ancora nelle mura difensive, nelle stanze interne e nelle cisterne che conservavano l’acqua, fondamentali durante gli assedi. Tra le strutture più importanti spicca la torre albarrana, una costruzione avanzata per l’epoca, che faceva da spartiacque tra il recinto principale e l’esterno.

Sotto la fortezza si snoda un intrico di vicoli che conserva ancora l’antico tracciato islamico. Le mura che un tempo circondavano il borgo sono visibili in più punti, insieme a torri come la Torre de la Alhama o Torre de la Aljama, una delle porte principali e parte fondamentale del sistema difensivo. Le mura custodiscono feritoie per gli arcieri e spazi usati per la prigionia. Poco lontano, la chiesa arcipretale de Nuestra Señora de la Piedad racconta un passaggio cruciale: la trasformazione da dominio musulmano a cristiano. Costruita sopra l’antica moschea, la chiesa mostra elementi di transizione tra romanico e gotico. Il campanile ottagonale si staglia elegante sopra i tetti, segnando il profilo del borgo con una storia ben precisa.

Orti medievali e antichi sistemi d’irrigazione

Uno degli aspetti meno noti di Alpuente è il sistema di orti medievali ai piedi delle mura. Questi terreni sono il risultato di un’organizzazione agricola di origine islamica, con terrazze modellate sul terreno e una rete di canali per l’irrigazione. Al centro di tutto c’è l’Acequia Madre, un canale principale ancora visitabile, che testimonia l’ingegno idraulico di epoche lontane. Camminare lungo questi sentieri significa entrare in un mondo dove l’acqua veniva gestita con grande cura, essenziale per la sopravvivenza del borgo e dei suoi abitanti.

A pochi chilometri, sulla strada per La Yesa, si trova l’Acquedotto Los Arcos, un’opera idraulica di grande rilievo storico e architettonico. Questa struttura in pietra lunga 265,5 metri portava l’acqua dalle sorgenti alle terre coltivate e al borgo. Con i suoi 13 archi ogivali che seguono il dislivello del terreno, sorreggeva la conduttura attraversando la depressione scavata dal torrente Reguero. L’acquedotto è un esempio significativo dell’ingegneria civile spagnola e lascia un’impronta scenografica notevole nel paesaggio.

Fossili giurassici e musei che raccontano milioni di anni

Alpuente è anche meta per gli appassionati di paleontologia grazie al ritrovamento di importanti fossili del Giurassico superiore. Nel territorio comunale sono state scoperte impronte di dinosauri, alcune appartenenti a sauropodi, grandi erbivori dal collo lungo vissuti milioni di anni fa. Questi reperti hanno dato vita al Museo Paleontologico di Santa Bárbara , allestito in una cappella del XVI secolo. Qui si conservano scheletri parziali e impronte che raccontano una storia preistorica unica.

Vicino al museo paleontologico, spicca una delle costruzioni più particolari del paese: il Museo Etnologico, ospitato in un antico forno pubblico del XIV secolo, ancora in uso fino ai primi anni del Novecento. Al suo interno si trovano attrezzi agricoli, strumenti artigianali e oggetti legati alla preparazione del pane e alla vita quotidiana contadina, offrendo uno sguardo sulle tradizioni di questa comunità.

Natura, tradizioni e sapori tra sentieri e alberi secolari

Intorno ad Alpuente si trova un patrimonio naturale che affascina: come i ginepri arborei della zona di Cañada Pastores. Questi alberi plurisecolari, chiamati sabina albar, resistono al clima degli altopiani con tronchi contorti e cortecce segnate dal tempo, creando un paesaggio suggestivo. Il territorio offre diversi itinerari escursionistici che attraversano il centro e le frazioni vicine, molte di origine medievale. Percorsi come la Ruta de la Taifa guidano alla scoperta di edifici chiusi al pubblico e angoli storici nascosti.

Il sentiero di lunga distanza GR 37 attraversa il comune, collegando boschi, borghi rurali e campi coltivati, offrendo occasioni per esplorare natura e cultura. La cucina locale completa l’esperienza: tra i piatti tipici ci sono gli embutidos, insaccati tradizionali, l’olla de pueblo, uno stufato ricco e sostanzioso, e la caldereta, preparata con carne e ingredienti semplici della tradizione rurale. Sono sapori che raccontano una storia fatta di agricoltura e vita di montagna.

Come arrivare ad Alpuente, cuore della Serranía Valenciana

Alpuente si trova nella provincia di Valencia, al confine con la provincia di Teruel, nella comunità autonoma dell’Aragona. Fa parte della comarca di Los Serranos e dista circa 96 chilometri dal capoluogo. Per arrivarci si percorre la CV-35 in direzione Llíria e Ademuz fino a Titaguas, poi si prosegue sulla CV-345, una strada panoramica che conduce direttamente al borgo.

Questa facilità di accesso, unita alla bellezza paesaggistica e storica, fa di Alpuente una meta ideale per chi cerca un mix di cultura, natura e passato. L’ingresso nei Pueblos Más Bonitos de España conferma il valore del borgo e la sua capacità di raccontare, con poche tracce, secoli di vicende locali e internazionali. Un posto dove ogni pietra e ogni sentiero parlano di un passato tutto da scoprire.

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