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Italia protagonista nella classifica Best Wine Regions Europe 2027: ecco le migliori regioni vinicole premiate

Redazione 2 Ottobre 2026

Più di 250 regioni vinicole si contendono l’attenzione in Europa, ognuna con le sue vigne, cantine e storie da raccontare. Un vero labirinto per chi cerca un’esperienza autentica nel mondo del vino. La classifica Best Wine Regions in Europe 2027 ha messo ordine in questo caos, scegliendo 12 destinazioni su oltre 90, quelle che spiccano non solo per la qualità del vino, ma anche per tradizione, paesaggi, sostenibilità e accessibilità. L’Italia emerge con forza, piazzando quattro delle sue regioni nella top list.

Štajerska, la Slovenia che conquista l’Europa del vino

Al primo posto si piazza la Štajerska, regione slovena che ha ottenuto un punteggio quasi perfetto, 19,5 su 20. Qui la vite non è solo una coltivazione, ma un’eredità che affonda le radici nella storia millenaria. Proprio qui si trova la vite più antica del mondo, simbolo di una tradizione che si tramanda da generazioni. È anche la terra dove è nato lo spumante sloveno, e nelle cantine sotterranee delle città si conserva il vino d’archivio più antico del Paese. I vigneti crescono quasi a ridosso delle aree urbane, in un continuo dialogo tra città e campagna.

La regione si compone di sette zone principali: Maribor, Ptuj, Jeruzalem Slovenija, Haloze, Slovenske gorice, Ravno polje e Pohorje, tutte con una forte identità vinicola. Un’immagine che resta impressa è la strada a forma di cuore di Špičnik, che si snoda tra i filari in modo unico. Nel territorio di Jeruzalem, le colline terrazzate di Ljutomer-Ormož sono perfette per i vini bianchi, in particolare lo Šipon. Haloze invece si distingue per i vigneti su pendii molto ripidi, che rendono la vendemmia una vera sfida. Un territorio che offre un’esperienza completa: storia, paesaggi mozzafiato, degustazioni e percorsi tra vigne.

L’Italia in grande spolvero: quattro regioni nella top 12

L’Italia si fa valere con quattro regioni tra le prime dodici, il primato nazionale. Al secondo posto c’è Langhe-Roero-Monferrato, con 18,8 punti. Qui le dolci colline, i noccioleti e i borghi spesso avvolti dalla nebbia sono la casa del Nebbiolo, uno dei vitigni più amati al mondo. Le cantine di famiglia tramandano antiche conoscenze, mentre eventi legati al tartufo e pranzi lunghi accompagnano l’autunno, stagione magica per il territorio.

Al quinto posto troviamo il Chianti Rufina, una delle zone più riservate del Chianti, con un clima fresco e altitudini importanti. Il Sangiovese qui prodotto ha un carattere elegante e strutturato, ideale per chi cerca vini raffinati. La zona offre esperienze genuine in agriturismi, cantine ricavate in casali del Cinquecento e passeggiate tra borghi storici, per un’atmosfera più raccolta e intima rispetto ad altre parti del Chianti.

Al settimo posto c’è l’Etna, con il suo paesaggio in continuo cambiamento grazie ai terreni vulcanici. I vigneti regalano vini intensi da Nerello Mascalese e Carricante. Qui si possono unire degustazioni a escursioni sui crateri, soggiorni tra agrumeti e momenti a contatto con la natura.

Chiude la pattuglia italiana la Valle d’Aosta, decima in classifica. La regione vinicola più piccola d’Italia, ma con vitigni autoctoni come Fumin, Petite Rouge e Prié Blanc, coltivati in un contesto paesaggistico straordinario, tra castelli antichi e ghiacciai. Un territorio dove il vino racconta storie di fatica e adattamento alle dure condizioni alpine.

Il resto d’Europa: tradizioni e paesaggi che parlano di vino

La classifica non si ferma a Slovenia e Italia. Tra le dodici regioni ci sono anche Francia e Austria con due territori ciascuno, oltre a Spagna, Portogallo e Grecia. Ognuna porta con sé caratteristiche che arricchiscono il panorama europeo del vino.

In Spagna, la Ribeira Sacra affascina con i suoi vigneti che si arrampicano a picco sui canyon della Galizia, sfidando la natura. Questa verticale disposizione dei filari si traduce in vini dal carattere deciso.

In Austria, la Wachau si distingue per le sue terrazze che scendono dolcemente verso il Danubio, un paesaggio unico che dà vita a bianchi di grande qualità. Kamptal, sempre in Austria, aggiunge un equilibrio tra territorio e produzione grazie a clima e suolo favorevoli.

In Francia brillano Sancerre e Pouilly-Fumé, celebri per i loro vini bianchi, e Saumur e Anjou, territori più morbidi ma ricchi di storia e varietà.

Il Portogallo porta in classifica l’Alentejo, una vasta area conosciuta per vini rossi e bianchi robusti, frutto di una tradizione antichissima. Infine, la Grecia con Naoussa chiude la lista, portando il sapore della viticoltura ellenica, basata su vitigni autoctoni e una cultura vinicola che affonda le radici nell’antichità.

Una selezione che dipinge un quadro ricco e variegato, dove paesaggi, tradizioni, biodiversità e innovazione si intrecciano, raccontando il cuore storico e le nuove frontiere dell’enoturismo europeo.

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