Quando il primo episodio di “La valle dell’Eden” è apparso su Netflix il 1° ottobre 2026, molti spettatori si sono trovati immersi in un’altra epoca, quella della California di inizio Novecento. Ma c’è un dettaglio curioso: le colline e le vallate che fanno da sfondo alla saga di Steinbeck non sono quelle originali della West Coast americana. Sono, invece, paesaggi neozelandesi, scelti con una precisione quasi ossessiva per ricreare quell’atmosfera densa di tensioni familiari, passioni e lotte politiche. La serie non si limita a raccontare una storia; la vive, restituendo ogni sfumatura di un capolavoro che parla di destini intrecciati, di segreti nascosti e di un’umanità fragile e complessa.
Scontro di famiglie: Trask contro Hamilton
Al centro della vicenda ci sono due famiglie, gli Hamilton e i Trask, legate da un rapporto carico di tensioni e segreti. La serie, firmata da Zoe Kazan, segue da vicino i fratelli Adam e Charles Trask, intorno ai quali si sviluppa una storia fatta di gelosie e conflitti nascosti. L’arrivo di Cathy Ames, interpretata da Florence Pugh, agita ulteriormente le acque. Cathy è un personaggio enigmatico, con un fascino oscuro che sconvolge l’equilibrio già fragile delle famiglie. La sua presenza scatena una serie di eventi che si protraggono per generazioni, unendo temi universali come il bene e il male, l’amore e l’odio.
La narrazione si snoda in sette episodi, ognuno denso di scelte difficili e tensioni costanti. La regia è divisa tra Garth Davis, che cura la prima parte, e Laure de Clermont-Tonnerre, responsabile della seconda. Entrambi hanno mantenuto un tono coerente e intenso, rendendo quasi tangibili le dinamiche familiari e mettendo in luce la fragilità dei legami umani e le conseguenze che le azioni possono avere sul corso della vita.
Nuova Zelanda al posto della California: un’ambientazione sorprendente
La storia è ambientata nella Salinas Valley, la celebre valle californiana del romanzo di Steinbeck. Ma per motivi economici e logistici, la produzione ha scelto la Nuova Zelanda come sfondo principale. Una scelta che potrebbe sorprendere, ma i paesaggi neozelandesi si sono rivelati perfetti per ricreare le atmosfere rurali e urbane della California di fine Ottocento e inizio Novecento.
In particolare, l’Oteake Conservation Park nell’Otago Centrale ha ospitato molte scene tra vallate e campi agricoli. Questo parco, che si estende su oltre 65mila ettari, offre panorami spettacolari con lo sfondo delle montagne Hawkdun Range, un tempo teatro della corsa all’oro e terra di popolazioni indigene. Questi spazi selvaggi e autentici sono la cornice ideale per la storia raccontata nel romanzo.
Ōamaru e Dunedin: le città neozelandesi che diventano California
Per le scene ambientate in città, la scelta è caduta sul quartiere vittoriano di Ōamaru, nel distretto di Waitaki. Qui, le architetture in pietra e i vicoli ricordano i piccoli centri californiani dell’epoca. Ōamaru è noto anche per i suoi pinguini blu e per la storica ferrovia a vapore, elementi che compaiono nella serie e contribuiscono a creare un’atmosfera unica e coerente con la storia.
Non lontano, Dunedin ha fornito scorci architettonici vittoriani, dal famoso Queen’s Garden alle facciate storiche dei negozi, usate come set naturali. Spicca la stazione ferroviaria di Dunedin, con le sue decorazioni in pietra e pavimenti a mosaico, diventata uno dei simboli visivi della serie. Questa location non solo rende credibile l’ambientazione, ma aggiunge un tocco storico riconoscibile e suggestivo, perfetto per immergere lo spettatore nell’atmosfera di quegli anni.
Tra nord e sud della Nuova Zelanda: spiagge e borghi in scena
Le riprese si sono svolte anche nell’Isola Nord, dove il sobborgo marinaro di Devonport, ad Auckland, ha fatto da sfondo con le sue spiagge e coste capaci di ricordare la California d’inizio Novecento. Qui la conformazione naturale del territorio è stata sfruttata come un vero e proprio set a cielo aperto, ideale per raccontare un’epoca lontana.
Anche la cittadina di Thames ha ospitato alcune scene chiave: sembra quasi un salto indietro nel tempo, con i suoi edifici storici e le strade che sembrano ferme all’età dell’oro. Queste scelte di location offrono un realismo visivo che fa da vera e propria cornice alla trama, diventando parte integrante della narrazione e della sua forte componente storica.
