Sulla collina di San Pancrazio, il Castello Bonoris si erge con le sue torri merlate e il ponte levatoio, come se fosse appena uscito da un racconto cavalleresco. Eppure, non è un castello medievale. La sua storia inizia alla fine dell’Ottocento, quando Gaetano Bonoris, un giovane banchiere pieno di idee, acquistò i resti di una vecchia rocca e li trasformò in una residenza neogotica. Qui, il Medioevo non è autentico, ma reinventato con passione e cura, un sogno romantico che continua a rapire chi lo visita.
Da rovine a castello da fiaba: la trasformazione di San Pancrazio
Le prime tracce scritte della rocca risalgono al 1107, ma un secolo dopo di quel castello restavano solo le fondamenta. Nel corso dei secoli la fortezza fu distrutta, ricostruita, abbandonata e infine dimenticata. Quando nel 1890 Gaetano Bonoris la acquistò, era un rudere in rovina. Non voleva solo una casa qualunque: sognava un maniero che raccontasse un Medioevo immaginato, fatto di torri imponenti e mura merlate, un luogo che evocasse cavalieri e dame di altri tempi. L’obiettivo era chiaro: un castello che, pur non essendo autentico, trasmettesse l’atmosfera di una fortezza storica.
Per realizzare il suo sogno, Bonoris chiamò prima l’architetto Antonio Tagliaferri, poi subentrò Carlo Melchiotti che diede forma a un’imponente struttura neogotica, ricca di fascino. L’ispirazione arrivò anche dal Borgo Medievale di Torino, costruito per l’Esposizione Universale del 1884. Non si badò solo all’esterno: gli interni furono curati nei minimi dettagli, affidati a maestranze artistiche specializzate, molte delle quali avevano lavorato proprio al Borgo torinese. Nel 1901 il paesaggista Giuseppe Roda disegnò il parco all’inglese di circa tre ettari attorno al castello, con un giardino “segreto” affacciato su un panorama mozzafiato. Il risultato è un complesso dove architettura e natura si fondono in un’armonia perfetta, espressione di un romanticismo storico che non passa inosservato.
Dentro il Castello Bonoris: arredi su misura e decorazioni che raccontano una storia
Il fascino del Castello Bonoris non si ferma all’esterno. Entrando, si entra in un mondo sospeso tra realtà e fantasia storica. Le stanze si susseguono con una ricchezza di dettagli e una cura che non lasciano indifferenti: affreschi, mobili preziosi e decorazioni pensate per esaltare il sogno neogotico di Bonoris. La cappella al piano terra offre un’atmosfera religiosa intensa, mentre la sala del consiglio al primo piano riproduce fedelmente quella quattrocentesca del Castello della Manta, vicino a Saluzzo, con decorazioni di Giuseppe Rollini.
Gli arredi furono realizzati dai fratelli Arboletti di Torino, che disegnarono pezzi ispirati all’arte antica e al Medioevo. Mobilio e decorazioni murarie lavorano insieme per raccontare una storia di eleganza e prestigio, riflettendo il sogno del suo creatore con grande precisione. Non mancano poi particolari curiosi, come una cassaforte nascosta che rimase segreta fino alla morte di Bonoris, aggiungendo un tocco di mistero alla dimora. Ogni stanza ha la sua personalità, ma tutte insieme fanno sentire il visitatore come in un teatro d’altri tempi, senza perdere mai il legame con la storia.
Come visitare il Castello Bonoris: orari, biglietti e indicazioni
Il Castello Bonoris è aperto al pubblico dalla prima domenica di aprile fino alla fine di ottobre, nei weekend dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Il biglietto, acquistabile online sul sito ufficiale di Montichiari Musei o direttamente alla biglietteria, include la visita guidata al castello e l’ingresso al Museo Lechi. Un’occasione da non perdere per esplorare a fondo gli spazi e la storia di questo luogo unico. Durante l’anno sono previste aperture straordinarie, come quella di venerdì 28 agosto, dalle 15 alle 18, dedicate a eventi speciali e visite più approfondite.
Il castello si trova su una collina in Piazza Santa Maria 36, nel centro storico di Montichiari, a pochi chilometri da Brescia. Chi arriva in auto può prendere l’autostrada A4: da Milano si esce a Brescia Est e si segue la SS236 verso Montichiari; da Verona le uscite più comode sono Desenzano del Garda o Brescia Est. Anche da Bergamo si arriva in circa un’ora lungo la stessa autostrada. Per chi arriva in aereo, gli scali principali sono Verona Villafranca e Bergamo Orio al Serio; in alternativa, Milano Linate e Malpensa distano circa due ore di viaggio. Arrivati in paese, il castello è raggiungibile a piedi con una breve e panoramica salita oppure in auto, grazie a diverse aree di sosta vicine.
Visitare il Castello Bonoris non è solo scoprire un edificio, ma entrare nella storia di un uomo che ha trasformato un rudere dimenticato in un’opera d’arte viva, capace di raccontare secoli di storia e leggenda con ogni pietra, ogni affresco e ogni dettaglio curato con passione.
