
Lungo la strada militare georgiana, all’improvviso, appare il castello di Ananuri. La sua sagoma massiccia si riflette nelle acque placide del bacino di Zhinvali, quasi sfidando il tempo che scorre. Mura robuste, torri imponenti, chiese silenziose: ogni pietra racconta battaglie antiche e fede incrollabile. Camminare qui significa immergersi in un passato vivo, dove storia e mistero si intrecciano ancora oggi.
Due cuori fortificati e le tracce del potere
Il castello si divide in due parti principali, separate ma collegate da mura merlate che ancora oggi si possono percorrere a piedi. Questi bastioni sono il nucleo di una fortezza costruita tra il XIII e il XIV secolo, un tempo roccaforte dei duchi di Aragvi. Nella parte alta, chiamata Sheupovari, si staglia la torre quadrata più antica: le sue pareti spesse portano i segni del tempo, ma restano solide e imponenti. Questa è la parte meglio conservata, simbolo del potere militare di una delle famiglie più influenti della regione.
La zona inferiore invece è in gran parte in rovina, con resti di mura e una torre rotonda che spicca solitaria tra le macerie. Segni evidenti di anni di assedi, saccheggi e abbandono. L’intero complesso è un chiaro esempio di architettura militare caucasica, pensata tanto per difendersi quanto per vivere in sicurezza.
Le chiese di Ananuri: tra fede e potere terreno
Dentro le mura si trovano due chiese costruite a qualche decennio di distanza, che raccontano un legame stretto tra religione e potere. La più antica è la Chiesa della Vergine, eretta nella prima metà del Seicento con mattoni dal colore rosato. L’interno, semplice ma suggestivo, conserva il baldacchino in pietra fatto erigere da una moglie in memoria del duca Edishera, insieme alle tombe di alcuni membri della famiglia Aragvi. Un luogo che parla di fede ma anche di una nobiltà profondamente legata alla Chiesa.
Più grande è la chiesa della Dormizione, costruita nel 1689 con una pianta centrale e una cupola decorata, segno di un’elevata attenzione estetica per l’epoca. Un incendio nel 1739 ha danneggiato gli affreschi, ma quel che resta testimonia un’arte di qualità. Qui, tra elementi militari e religiosi, Ananuri si presenta come un crocevia dove arte, politica e fede si intrecciano senza soluzione di continuità, offrendo un’esperienza rara tra le fortezze dell’Europa centrale.
Leggende oscure e la croce di Santa Nino
Ananuri non è solo pietra e storia, ma anche misteri e racconti che si perdono nel tempo. Una delle leggende più note parla di un figlio del duca di Aragvi, bruciato vivo nella torre Sheupovari durante un assedio, un episodio così tragico che l’ingresso fu murato per quasi due secoli. Un’altra storia narra dello sterminio completo della famiglia ducale per mano di casate rivali, punite per la loro arroganza nel controllo della regione.
Il castello ha avuto anche un ruolo chiave nella storia religiosa della Georgia. Durante le invasioni persiane e ottomane del Settecento, Ananuri ospitò la Croce di Santa Nino, una reliquia simbolo della conversione del Paese al Cristianesimo nel IV secolo. La croce venne custodita qui, lontana da Tbilisi, troppo esposta allora ai pericoli. Solo nel 1802, con l’annessione della Georgia all’Impero Russo, tornò alla cattedrale di Tbilisi. Quel passaggio attraverso Ananuri resta una pagina importante della sua storia.
Come arrivare e cosa vedere
Il castello si trova a circa 70 chilometri da Tbilisi, nel villaggio che porta lo stesso nome, lungo la storica strada militare georgiana. Il modo più semplice per raggiungerlo è noleggiare un’auto in città, così da potersi fermare lungo il tragitto e catturare i panorami mozzafiato che questa strada regala. Qui si domina il fiume Aragvi e il bacino di Zhinvali, un angolo perfetto per chi ama unire natura e storia.
Chi preferisce i mezzi pubblici può prendere un minibus dalla stazione di Didube, con fermate in punti chiave come Ananuri e località oltre come Gudauri, Pasanauri e Stepantsminda. La fortezza diventa così una tappa ideale per chi vuole scoprire il Caucaso, mettendo in fila passato e presente in un viaggio autentico. Passeggiare lungo le sue mura significa immergersi tra storia e mistero, in un luogo che non tradisce chi cerca la vera anima della Georgia.
