
Mentre scavavano per la nuova ferrovia ad alta velocità tra Haifa e Tel Aviv, gli operai hanno fatto una scoperta che ha lasciato tutti a bocca aperta. Due statue romane in marmo, integre come se il tempo non fosse mai passato, sono emerse da un antico torchio per il vino. Non dentro un tempio o una villa, ma proprio nel serbatoio di quel torchio, risalente all’epoca romano-bizantina. Un dettaglio curioso: non erano più al loro posto originale. Proprio quel trasloco, in un certo senso, le ha protette per quasi 1700 anni.
Scavi per l’alta velocità: da problema a scoperta storica
A circa 6 chilometri da Cesarea, nella zona di Binyamina, i lavori per la linea ferroviaria “Connecting Israel” hanno portato alla luce due preziosi busti di marmo. Il progetto punta a collegare Haifa a Tel Aviv in mezz’ora, con treni che potranno toccare i 250 km/h. Durante gli scavi, alcuni oggetti sono emersi da una fossa, attirando subito l’attenzione degli archeologi dell’Autorità israeliana per i beni culturali. Michael Sorotskin, responsabile della ricognizione, ha raccontato l’emozione di vedere spuntare marmo invece dei soliti frammenti di ceramica: a poco a poco sono affiorate due statue praticamente intatte.
I busti, detti protomi, risalgono all’epoca romana e potrebbero aver decorato la villa di un cittadino importante di Cesarea antica. Su una delle statue si legge ancora un’iscrizione in greco con il nome “Licurgo”. Gli storici pensano possa riferirsi a Licurgo di Sparta o di Atene, figure di rilievo nella cultura greca antica. Questo dettaglio aggiunge valore alle statue, inserendole nel contesto delle influenze greco-romane diffuse nella zona.
Statue ritrovate dentro un torchio: un mistero tutto da svelare
Il punto più curioso della scoperta è proprio il luogo dove sono state trovate le statue. Non erano nel loro sito originale, come spesso accade, ma dentro una fossa usata per raccogliere il vino di un torchio romano-bizantino. Gli archeologi Eliran Oren e Avishag Reiss, a capo degli scavi, spiegano che le statue erano sistemate con cura, a faccia in giù, come se qualcuno le avesse nascoste o messe al sicuro.
Il torchio faceva parte di un complesso legato alla tradizione vitivinicola locale, poi abbandonato, probabilmente durante un periodo di cambiamenti storici o politici. Non si sa perché gli abitanti abbiano deciso di interrare quelle opere d’arte proprio lì, ma forse volevano conservarle, evitando che venissero distrutte o danneggiate nel tempo.
Il valore delle statue e il legame con Cesarea
Le statue risalgono a un’epoca in cui Cesarea era un centro importante, sia culturale che amministrativo, sotto il dominio romano. Peter Gendelman, archeologo esperto della zona, sottolinea che ritrovamenti simili non si vedevano dagli anni Novanta e mostrano il livello di raffinatezza raggiunto dalla città. Le sculture richiamano sia le residenze di personaggi influenti sia gli spazi pubblici dell’epoca, confermando il forte legame con la tradizione greco-romana nelle province orientali dell’Impero.
Nei dintorni di Cesarea sono già stati scoperti un antico complesso termale e resti di ville di lusso. Probabilmente i busti appartenevano a una di queste dimore prestigiose. Prima di poter identificare con certezza le figure e la loro origine, le statue saranno sottoposte a un lungo lavoro di restauro e studio.
Statue in mostra al MUZA di Tel Aviv nell’estate 2024
Grazie al loro stato di conservazione, le statue potranno essere esposte subito al pubblico. Per tutta l’estate 2024, i due busti saranno visibili al MUZA – Eretz Israel Museum di Tel Aviv. Un’occasione rara per studiosi e appassionati di ammirare da vicino reperti di straordinaria importanza storica, a poche settimane dal loro ritrovamento.
Questa mostra offre uno sguardo diretto sulla ricchezza culturale di Cesarea antica e sulle stratificazioni storiche che intrecciano epoca romana e bizantina. Un contributo importante alla conoscenza archeologica di Israele in questo anno.
