
“Il vento qui non soffia solo per produrre energia”. Così raccontano i nuovi percorsi che stanno nascendo attorno ai parchi eolici italiani, spazi dove natura, storia e cultura si intrecciano a pochi passi dalle pale che girano silenziose. Nel 2026, sette nuovi itinerari apriranno le porte di queste aree, soprattutto in Sicilia e Sardegna, trasformando impianti spesso visti come luoghi industriali in tappe ideali per chi ama il turismo lento. Legambiente, insieme al Touring Club Italiano, ha aggiornato la guida del Cigno Verde per valorizzare questi angoli meno battuti del Paese, invitando a scoprirli camminando o pedalando, con calma e attenzione. Non è solo energia pulita: è un invito a vivere il territorio con occhi nuovi.
Turismo green e lento: le nuove tappe eoliche dal Sud alle isole
Il 2026 segna l’ingresso di sette nuovi parchi eolici nella mappa di Legambiente dedicata a chi cerca un turismo più autentico e rispettoso dell’ambiente. In Sicilia Occidentale, i parchi tra Partinico, Monreale, Camporeale e Salemi-Castelvetrano offrono panorami che spaziano dai laghi Poma e Trinità a monumenti come il Duomo di Monreale o i templi di Selinunte, senza dimenticare il borgo medievale di Salemi. Qui la tecnologia si fonde con uliveti DOP e vini locali di grande qualità.
Nel Catanese, il parco di Mineo-Militello-Vizzini si rinnova con un progetto che riduce l’impatto visivo, proponendo sentieri per trekking e mountain bike con l’Etna sullo sfondo. Le tappe culturali si legano a Giovanni Verga a Vizzini e ai centri medievali di Mineo e Militello – quest’ultimo patrimonio Unesco per il suo barocco. Non mancano prodotti tipici come le Arance Rosse IGP e l’Olio DOP Monti Iblei, segno di un rapporto saldo tra natura, energia e territorio.
In Sardegna, il Parco di Sa Turrina Manna tra Tula ed Erula, in provincia di Sassari, è un esempio di come ambiente e turismo possano convivere. I sentieri, nati per la manutenzione degli impianti, si trasformano in percorsi per escursioni a piedi e in bici, con panorami su Gallura, Monte Acuto e Lago Coghinas. Boschi e altopiani accompagnano la visita, che si arricchisce con le tradizioni del borgo di Tula.
Nel centro-sud, il parco di Baselice, in provincia di Benevento, si trova sulle dorsali della Val Fortore a quasi 900 metri di altitudine. Qui i percorsi ciclopedonali regalano vedute che spaziano fino a Puglia e Molise, integrando l’esperienza con itinerari culturali come il cammino di San Giovanni Eremita e le rive del Lago di Occhito, noto per il birdwatching. Tra i prodotti locali spiccano il Caciocavallo Silano DOP e il Moscato di Baselice.
Infine, in Puglia, il Parco di Mondonuovo a Mesagne si inserisce tra uliveti secolari e segue l’antico tracciato della Via Appia. Da qui si può partire per esplorare Mesagne, il Castello Orsini del Balzo e il Museo Granafei, ricco di reperti messapici. Un mix di archeologia, cultura e campagna, completato da specialità come il vino Brindisi DOC e il Carciofo Brindisino IGP.
Da Nord a Sud, 34 parchi eolici per vivere natura e cultura a passo lento
La guida di Legambiente racconta un’Italia diversa, che punta sull’energia pulita e un turismo sostenibile. Sono 34 i parchi eolici mappati, dalla Pianura Padana alle isole, che offrono attività all’aria aperta: trekking, ciclismo, passeggiate a cavallo, ma anche sport più specifici come arrampicata, rafting e birdwatching. Così si aprono nuovi scenari lontani dai soliti circuiti, valorizzando ambiente e cultura di ogni angolo del Paese.
Non si tratta solo di numeri o dati tecnici, ma di uno strumento pensato per orientare il viaggiatore curioso. Percorsi dettagliati, storie del territorio, consigli sulle tappe imperdibili e suggerimenti per assaporare le specialità locali e godere dell’ospitalità. Visitare un parco eolico diventa così un’esperienza a tutto tondo, tra natura, arte, storia e gusto.
Tra i parchi più noti al Nord ci sono Rivoli Veronese e quelli liguri di Savona come Naso di Gatto, Valbormida e Cinque Stelle. In Toscana spiccano Zeri , Firenzuola e Montecatini Val di Cecina, mentre in Umbria c’è il Cooperativo di Gubbio. Nell’Appennino centro-meridionale si segnalano Tocco di Vento in Abruzzo e vari parchi in Molise come Fortore Molisano, Castelmauro e Vastogirardi.
In Campania, oltre a Baselice e San Marco dei Cavoti, la Puglia conta Valleverde a Bovino, Porto di Taranto e il già citato Mondonuovo a Brindisi. La Basilicata porta il suo Tivano ad Avigliano, mentre in Sardegna, oltre a Sa Turrina Manna, ci sono diversi impianti in provincia di Sassari. La Sicilia, infine, ospita Santa Ninfa, Selinus, Vento di Vino e vaste aree tra Trapani e Palermo.
In questo mosaico di territori, i parchi eolici italiani uniscono innovazione energetica a un turismo che vuole andare piano, rispettare l’ambiente e immergersi davvero nei luoghi e nelle tradizioni. Ogni impianto è una porta aperta per scoprire un’Italia diversa, con occhi nuovi e a misura d’uomo.
