A pochi passi da Largo di Torre Argentina, sotto il rumore e il caos della città, si cela un luogo che per anni è rimasto chiuso ai visitatori: la cripta della Chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco. Tra ossa, affreschi e antiche pietre, questo spazio sotterraneo racconta un pezzo poco conosciuto della Roma del Seicento e Settecento. Ora, dopo mesi di restauri, la cripta riapre le sue porte. L’occasione è rara, gratuita e limitata nel tempo. Per chi cerca un viaggio tra arte e memoria, è un invito difficile da rifiutare.
Un restauro che riporta in vita l’arte funeraria del Seicento e Settecento
Il recupero della cripta è stato possibile grazie a un investimento di 2,1 milioni di euro, finanziati dal PNRR Caput Mundi e coordinati dalla Soprintendenza Speciale di Roma. L’intervento ha riportato alla luce due sale sotterranee finora inaccessibili, permettendo di ammirare da vicino un esempio unico di arte funeraria. Le pareti sono decorate con ossa umane disposte secondo schemi che riflettono le pratiche religiose e i simboli tipici tra Seicento e Settecento.
Qui la tradizione trasforma la morte in un messaggio artistico carico di spiritualità. Il restauro ha riguardato anche gli affreschi a finto marmo, danneggiati dall’umidità nel tempo. Tra le opere murali restaurate spicca la Deposizione, un dipinto che testimonia la qualità artistica di questo luogo nascosto.
Sono stati sistemati anche il pavimento e le lapidi, oltre a ripristinare l’antico ingresso della cripta. Ora, una passerella interna e un moderno impianto di illuminazione a LED aiutano i visitatori a muoversi agevolmente e a godere appieno degli elementi architettonici e decorativi. Un esempio concreto di come il patrimonio sotterraneo di Roma possa offrire una chiave originale per scoprire la città da punti di vista meno noti.
Scavi rivelano radici romane sotto la cripta
La storia della cripta non si ferma al Seicento. Sotto il pavimento, infatti, sono emerse strutture di epoca romana, probabilmente legate al Diribitorium, l’edificio dove nell’antica Roma si esaminavano le votazioni fatte presso i vicini Saepta Julia. Questa scoperta racconta la lunga stratificazione storica dell’area, facendo della cripta un crocevia di epoche e funzioni diverse.
La presenza di questi resti arricchisce la visita, che si confronta con una realtà archeologica stratificata e complessa. In questo angolo di città si sono alternati momenti di vita pubblica e religiosa, da spazi dedicati al voto a luoghi sacri per il culto e la memoria. Largo delle Stimmate racconta così secoli di evoluzione urbana e culturale.
Qui antico e moderno si intrecciano, archeologia e fede dialogano, continuità e trasformazione convivono. Roma si mostra come un organismo vivo, dove anche i sotterranei parlano con la stessa forza delle piazze e delle chiese più famose.
Come visitare gratis la cripta delle Sacre Stimmate
La cripta si trova proprio sotto la Chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco, in Largo delle Stimmate, nel centro storico. Il complesso, di origine medievale, ha mantenuto la sua struttura soprattutto grazie a una ricostruzione settecentesca firmata dall’architetto Giovan Battista Contini. Oggi la chiesa è un punto di partenza ideale per scoprire questa parte meno conosciuta di Roma.
Per celebrare il restauro, la Soprintendenza Speciale di Roma ha organizzato aperture straordinarie, senza bisogno di prenotazione e a ingresso gratuito. Le date del 2026 sono: giovedì 5, 12, 19 e 26 novembre e giovedì 3 e 10 dicembre, con orario dalle 15 alle 20. In questi giorni chiunque potrà entrare e ammirare da vicino le particolarità della cripta.
Un’occasione aperta a tutti, dagli appassionati di storia a chi vuole vivere nuove esperienze culturali nella Capitale. La facilità d’accesso e l’ingresso gratuito sono un modo concreto per far emergere un patrimonio spesso nascosto. Così la cripta diventa un esempio di come un intervento mirato possa restituire alla città spazi preziosi, ricchi di valore e aperti alla conoscenza di tutti.
