Nel cuore verde della Sardegna, tra boschi fitti e vecchie linee ferroviarie, sorge Villa Piercy. Non è una villa qualunque: sembra un angolo d’Inghilterra trasportato lì, in mezzo a una natura ancora intatta. Era il 1921 quando D.H. Lawrence attraversò questi paesaggi selvaggi in treno, lasciando parole che portarono la Sardegna ben oltre le sue coste. Ma dietro a quelle descrizioni e a quella villa c’è una storia precisa, fatta di uomini e visioni che hanno segnato un’epoca.
La storia comincia nel 1863, quando Benjamin Piercy, ingegnere gallese, arriva in Sardegna con il compito di costruire le principali linee ferroviarie dell’isola. È lui a progettare tratti fondamentali come Cagliari-Olbia e Chilivani-Porto Torres, per conto della Compagnia Reale delle Ferrovie Sarde. Ma il suo lavoro non si limitò ai binari: in cambio, ottenne vaste terre intorno a Bolotana, un territorio che stava cambiando volto, con le vecchie terre comuni – gli ademprivi – che passavano a proprietà privata.
Tra il 1879 e il 1883 Piercy acquistò le tenute di Badde Salighes e Padru Mannu e decise di trasformare un antico casino di caccia in una residenza elegante. Così nacque Villa Piercy, un angolo di Inghilterra in Sardegna, dove l’eleganza vittoriana si mescolava a un’atmosfera aristocratica edoardiana. Qui si tenevano ricevimenti, si ospitavano personaggi importanti e si giocava a tennis su un prato curato. Un pezzo di Gran Bretagna nel cuore dell’isola.
Quando Piercy morì nel 1888, la villa rimase in famiglia e venne custodita con attenzione. L’ultima a viverci fu Vera Piercy, fino al 1966. Dopo un lungo periodo di abbandono, nel 2010 è partito un restauro che ha restituito al pubblico il fascino e la storia di questo luogo unico.
La villa colpisce subito. La sua pianta quadrata, con quattro torrette circolari agli angoli, ricorda un piccolo castello arroccato sulle colline. Piercy volle che la sua casa richiamasse le residenze campestri inglesi, quelle dimore fortificate tipiche della sua terra. Sopra il portone campeggia un leone rampante, simbolo del Galles, a ricordare le radici del proprietario.
Dentro, il piano terra conserva volte a crociera decorate con antichi affreschi, testimoni silenziosi di un tempo passato. La villa si sviluppa su tre livelli, uno parzialmente interrato, con spazi che uniscono praticità e un’atmosfera d’altri tempi.
Ma il vero tesoro è il parco e il giardino che circondano la villa, un’oasi di biodiversità e storia. Un viale fiancheggiato da calocedri secolari conduce all’ingresso laterale, passando per una galleria di bosso curata nei dettagli. Dietro la villa una scalinata di pietra si addentra nel bosco, tra alberi antichissimi come lecci, agrifogli e tassi, alcuni così imponenti da richiedere quattro persone per abbracciarne il tronco.
Accanto a questi giganti crescono specie esotiche importate da luoghi lontani: cedri dell’Himalaya, cipressi di Lawson, calocedri californiani e abeti spagnoli. Questo mix nasce dalla passione vittoriana per la botanica, quando la nobiltà britannica si sfidava a collezionare specie rare e insolite, trasformando i giardini in veri musei viventi. Oggi il parco di Villa Piercy ospita circa un terzo delle specie botaniche della Sardegna, offrendo una passeggiata tra gli angoli più nascosti e affascinanti della natura isolana.
Villa Piercy si trova a Badde Salighes, nel verde del Marghine, nel comune di Bolotana, provincia di Nuoro. È un angolo della Sardegna lontano dal turismo di massa, che conserva ancora un senso di pace e riservatezza.
La villa è aperta al pubblico nel weekend, sabato e domenica, dalle 10 alle 18. Non serve prenotare, il biglietto costa 10 euro. Chi vuole può scegliere visite guidate, per scoprire gli interni, i dettagli architettonici e le piante più rare del giardino.
Questo luogo è un’occasione preziosa per immergersi in un pezzo di storia poco noto e per conoscere l’ingegnere gallese che ha lasciato una traccia indelebile nelle ferrovie sarde e nel cuore della natura isolana. Villa Piercy è un testimone silenzioso di un’epoca in cui il mondo era ancora tutto da scoprire, custode di storie che parlano attraverso muri, alberi e viaggiatori.
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