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San Carlone di Arona: il gigante italiano che ispirò la Statua della Libertà sul Lago Maggiore

Redazione 31 Ottobre 2026

Nel cuore di Arona, sulla riva del Lago Maggiore, si erge una statua che lascia senza fiato: il Colosso di San Carlo Borromeo. È alta più di 35 metri, risale alla fine del XVII secolo e, cosa rara, si può visitare dall’interno, salendo fino alla testa per ammirare un panorama che spazia tra acqua e montagne. Ma c’è di più: questo gigante di rame ha ispirato niente meno che Frédéric-Auguste Bartholdi nella creazione della Statua della Libertà di New York. Un legame storico che trasforma il San Carlone da semplice monumento a simbolo di connessione tra due continenti.

San Carlo Borromeo in gigante: l’omaggio che non passò inosservato

La storia del San Carlone parte dal Seicento, poco dopo la canonizzazione di Carlo Borromeo, avvenuta nel 1610. Nato ad Arona nel 1538, Borromeo fu arcivescovo di Milano e figura religiosa di grande rilievo nel suo tempo. Per celebrare la sua memoria, il cardinale Federico Borromeo, suo cugino, spinse per un progetto ambizioso: un Sacro Monte nella città natale, con una chiesa, quindici cappelle dedicate alla vita del santo e una statua monumentale. Il progetto non si completò del tutto, ma il colosso restò protagonista.

La statua nacque da un disegno di Giovan Battista Crespi e venne realizzata nel 1698 dagli scultori Siro Zanella e Bernardo Falconi. Da allora, il San Carlone veglia sul territorio con il braccio destro alzato a benedire, un gesto carico di significato spirituale e simbolico.

Non è solo una statua religiosa: cattura lo sguardo e impone rispetto per la sua presenza, consacrando la devozione a San Carlo Borromeo su scala monumentale. Il colosso non è solo il santo, ma la storia di una città e di una fede che dura da secoli.

Dietro le quinte del San Carlone: tecnica e ingegno al servizio della grandezza

Il San Carlone è straordinario non solo per le dimensioni, ma anche per come è stato costruito. La statua arriva a 35,10 metri di altezza, contando la base in marmo. La figura del santo misura circa 23 metri, la base supera gli 11. Dentro c’è una struttura solida fatta di pietra, mattoni e ferro, mentre fuori è rivestito da lastre di rame battute a martello, una tecnica che rende il tutto spesso e resistente.

Il braccio destro, alzato in segno di benedizione, è sorretto da un’armatura di metallo studiata per resistere al vento, che in quella zona non manca mai. Questo dettaglio attirò l’attenzione di Frédéric-Auguste Bartholdi.

Nel tardo Ottocento, Bartholdi venne ad Arona proprio per osservare da vicino la struttura del San Carlone. Ammirò la tecnica e le soluzioni adottate per rendere stabile la statua. Quell’esperienza lo ispirò e contribuì a progettare la Statua della Libertà, che poi superò il colosso italiano diventando la statua più alta del mondo nel porto di New York, con i suoi 93 metri.

Così, due monumenti lontani e diversi si legano in un dialogo fatto di metallo, arte e ingegno.

Visitare il San Carlone: un’avventura tra scale strette e panorami da togliere il fiato

Entrare nel San Carlone è un’esperienza fuori dal comune. Il pubblico può scegliere se fermarsi al terrazzo panoramico alla base della statua, da cui si gode una vista ampia sul Lago Maggiore e sulla Rocca di Angera. Questa è la scelta ideale per chi ha paura degli spazi chiusi o soffre di vertigini.

Chi invece ama l’avventura può salire all’interno del colosso lungo un percorso di 85 gradini. Si passa da una scala a chiocciola a una ripida scala verticale, fino ad arrivare alla testa della statua, a circa 24 metri di altezza. Da lì il panorama è spettacolare e insolito: si guarda il lago e le montagne attraverso le aperture degli occhi, delle orecchie e delle narici del santo. Una vista che lascia davvero senza fiato.

Attenzione però: il percorso non è per tutti. I passaggi sono stretti e angusti, può risultare faticoso per chi ha problemi cardiaci o respiratori, o per chi soffre di claustrofobia o vertigini. Possono entrare solo persone dai 6 anni in su, e i minori di 12 devono essere accompagnati.

L’accesso è regolato da norme rigide: vietate scarpe aperte come infradito o ciabatte, così come zaini, borse grosse o ombrelli. Il biglietto intero costa 10 euro e include sia il terrazzo panoramico sia la visita interna. Chi vuole fermarsi solo al terrazzo paga 7 euro. Sono previsti biglietti ridotti a 5 euro per bambini e ragazzi dai 6 ai 16 anni. Non si possono prenotare i biglietti online: vanno presi direttamente in biglietteria.

Come arrivare al Colosso e cosa aspettarsi

Il San Carlone si trova su un colle poco fuori Arona, in provincia di Novara. Il piazzale dove sorge si chiama Piazzale San Carlo ed è facilmente raggiungibile dal centro della città, seguendo la strada che porta a Dagnente.

Chi arriva in auto può prendere la Statale del Sempione, poi via Verbano e seguire le indicazioni per il monumento. Da Milano si può scegliere l’autostrada A8 verso i Laghi e poi proseguire verso Arona.

Dalla sua posizione sopraelevata, il colosso si vede da molti punti lungo la costa del Lago Maggiore, diventando un punto di riferimento per chi vive o visita la zona. L’area intorno è organizzata con un parco, perfetto per una passeggiata o una pausa dopo la visita. Arte, storia e natura si incontrano in questo luogo, rendendolo una tappa imperdibile per chi passa in Piemonte.

Il San Carlone continua ad affascinare, con la sua storia antica e la sua presenza imponente, ricordando a chi lo vede il legame sorprendente tra Arona e una delle icone più celebri al mondo.

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