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Castello Fantast in Serbia: il sogno bianco del milionario tra torri, passaggi segreti e leggende serbe

Redazione 31 Ottobre 2026

Nella vasta pianura della Voivodina, tra campi che sembrano non finire mai, spunta un castello bianco, elegante, con torri che sfidano il cielo azzurro. È il Castello Fantast, un luogo che pare uscito da un romanzo gotico, ma che invece si trova lì, in mezzo alla pianura, lontano da montagne o colline. Questa dimora non è solo una costruzione, ma un simbolo di ricchezza e passioni aristocratiche. Dietro le sue mura si cela la figura di Bogdan Dunđerski, il proprietario terriero che ha lasciato un segno indelebile in questa terra, avvolta in un alone di mistero e storie mai del tutto raccontate.

Bogdan Dunđerski e il castello: tra mito e realtà

Bogdan Dunđerski nacque nel 1862 e fu la mente dietro il Castello Fantast. Erede di immense terre agricole in Voivodina, ampliò con grande attenzione il patrimonio di famiglia, diventando uno degli uomini più ricchi e influenti della zona. Solo dopo i cinquant’anni, decise di costruire una residenza che non fosse solo un simbolo della sua ricchezza, ma anche un omaggio al suo amore per l’arte e l’architettura, maturato durante viaggi in tutta Europa.

Si racconta che dietro la costruzione del castello ci fossero anche ragioni personali e sociali: alcune voci locali suggeriscono che Dunđerski, sotto accusa per un presunto dissesto finanziario, volle rispondere con un gesto di grande sfarzo. Il nome della tenuta, Fantast, non è casuale: era il nome del suo famoso stallone da corsa, che nel 1932 vinse tre gare consecutive all’ippodromo di Belgrado, diventando un simbolo di orgoglio locale.

Il castello custodisce ancora segreti. La leggenda vuole che Dunđerski abbia chiamato artigiani dalla Boemia per costruire passaggi nascosti, forse collegamenti tra il palazzo e le scuderie. Sappiamo che furono usate grandi quantità di quercia della Slavonia per rivestire questi ambienti, ma prove certe di questi passaggi mancano. Un altro mistero riguarda la cappella di San Giorgio, dove riposa lo stesso Dunđerski, morto nel 1943. La gente del posto racconta che ogni 19 agosto, giorno della Trasfigurazione, lo spirito di Bogdan si aggiri ancora nella tenuta, accompagnato dal nitrito del suo cavallo Fantast, come a rivivere quei giorni di gloria.

Dal dopoguerra a oggi: il declino e la speranza di rinascita

Il secondo conflitto mondiale segnò una svolta per il castello. Dopo la guerra, la proprietà fu nazionalizzata e gran parte degli arredi originali andarono persi o danneggiati. Gli interni caddero in rovina, e per anni il castello sembrò aver perso ogni splendore. Negli anni Ottanta ci fu un tentativo di recupero: il castello fu trasformato in un albergo e per un po’ tornò a vivere grazie ai visitatori.

Tuttavia, il sogno di Dunđerski di destinare la tenuta alla Matica srpska, la prestigiosa istituzione culturale serba, per aprire un’accademia agricola non si realizzò mai. Le complicazioni legali legate alla restituzione della proprietà restano un ostacolo pesante. Dal 2021 il castello è chiuso al pubblico, in attesa di una decisione finale. Nel frattempo, la stampa locale ha documentato il progressivo degrado, mentre i restauri si sono limitati a poche aree, come la cappella di San Giorgio, rinnovata nel 2023.

Architettura e arte: un mix di stili e misteri

Il Castello Fantast colpisce per la sua combinazione di stili architettonici che gli conferiscono un’eleganza unica. Il corpo centrale è solido e quadrato, dominato da una torre grande e quattro torrette agli angoli che danno movimento alla struttura. L’ingresso è imponente, pensato per impressionare chi varca la soglia e invitare a scoprire gli interni.

Dentro, il neogotico delle torri si mescola con tocchi neoclassici negli spazi pubblici, creando un’atmosfera raffinata e armoniosa. La torre principale, usata come punto panoramico, ospita saloni arredati con mobili d’epoca e ambienti dedicati alla memoria della famiglia Dunđerski.

La cappella di San Giorgio è un gioiello neobizantino, con dodici icone firmate dal celebre pittore serbo Uroš Predić, amico di Bogdan. Le immagini della Vergine Maria portano i lineamenti di Mara, una donna importante nella vita privata di Dunđerski. La cappella conserva anche bassorilievi dello scultore Đorđe Jovanović che ritraggono Dunđerski e Predić, simbolo del loro legame e della collaborazione artistica.

Il parco intorno al castello segue uno stile ispirato ai giardini inglesi e francesi, con viali alberati, spazi aperti e percorsi ornamentali che collegano la residenza a un edificio secondario e alle scuderie. Queste ultime erano un tempo la casa di cavalli da corsa di pregio, con paddock, strutture di servizio e persino una pista per l’allenamento. Nel complesso c’è anche una piscina storica, oggi inutilizzata, che aggiunge un ulteriore elemento di fascino.

Come arrivare e cosa sapere prima di visitare

Il Castello Fantast si trova nella Voivodina centrale, a circa 14 chilometri da Bečej, sulla strada per Bačka Topola. Da Novi Sad, capoluogo regionale a circa 60 chilometri, si raggiunge facilmente in auto passando per Bečej. Da Belgrado dista circa 130-140 chilometri, seguendo l’itinerario via Novi Sad o alternativamente Zrenjanin.

L’ingresso alla tenuta si trova lungo la strada per Bačka Topola, ma il castello è parzialmente nascosto dai boschi del parco. Il trasporto pubblico arriva fino a Bečej, da lì serve un mezzo privato per raggiungere la proprietà. Attenzione: dal 2021 l’area è chiusa al pubblico per questioni legali legate alla proprietà.

Prima di organizzare una visita, anche solo esterna, è fondamentale informarsi sulle condizioni di accesso. La riapertura e l’eventuale possibilità di visitare gli interni non hanno ancora una data precisa. Al momento, la cappella di San Giorgio è l’unica parte restaurata di recente. Il resto del castello e le scuderie attendono una soluzione che ne permetta il recupero completo. Il Castello Fantast resta così un luogo affascinante, intriso di storia e misteri, che veglia silenzioso sulla pianura da più di un secolo.

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