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Chott El Jerid: il lago di sale tunisino che cambia colore e incanta i visitatori

Redazione 29 Ottobre 2026

Il sole pomeridiano incendia la superficie bianca del Chott el Jerid, fin quasi a stordire gli occhi. È una distesa immensa, senza confini visibili, dove il sale si fonde col cielo in un gioco di luci e colori: macchie rosa, venature viola si allungano lontano, come disegnate da mano invisibile. All’orizzonte, a tratti, sembra di scorgere un lago, uno specchio d’acqua che in realtà è solo un miraggio. Siamo nel cuore del Sudovest tunisino, in uno dei più grandi laghi salati del Nordafrica. Qui il paesaggio muta con le stagioni: in inverno si copre di acqua, fragile e temporanea, mentre d’estate si trasforma in un deserto di sale, implacabile sotto il sole. Ma il Chott el Jerid non è solo natura. Tra storia antica, miti e sogni di grandezza, questo luogo ha ispirato persino i set di film di fantascienza.

Come è nato il Chott el Jerid: un lago di sale nel deserto

Il Chott el Jerid si trova in una grande depressione naturale nel Sahara settentrionale, tra le montagne dell’Atlante sahariano e le pianure desertiche a sud. La sua origine è legata a movimenti della crosta terrestre e all’accumulo di sedimenti che hanno formato questo enorme bacino salato, che si estende per circa 5.000 chilometri quadrati. L’acqua arriva solo dalle piogge, dai fiumi stagionali chiamati uadi e da falde sotterranee. Ma nel clima secco del deserto, l’acqua evapora in fretta, lasciando dietro di sé uno strato spesso di sale e gesso. Così, col passare delle stagioni, la crosta salina cambia aspetto, a volte si rompe in cristalli trasparenti.

Dal punto di vista chimico, il sale più presente è il cloruro di sodio. Quando d’inverno si formano laghetti poco profondi, diventano habitat temporanei per piante e animali che riescono a vivere in un ambiente così estremo. Dal 2007 il Chott el Jerid è protetto dalla Convenzione di Ramsar come zona umida di importanza internazionale, un’oasi preziosa in un territorio altrimenti ostile.

Tra mito e realtà: storie e sogni di un mare nel deserto

Prima che la scienza spiegasse cosa fosse, il Chott el Jerid aveva già acceso l’immaginazione di molti. Alcuni lo hanno identificato con il lago Tritone, citato dagli antichi e legato alla leggenda di Giasone e gli Argonauti, bloccati nelle sue acque prima di essere liberati dal dio Tritone. Questa fusione tra mito e realtà ha alimentato racconti e anche grandi progetti.

Nel XIX secolo, l’ingegnere François-Élie Roudaire propose un’idea ambiziosa: collegare le grandi depressioni salate del Sahara al Mediterraneo con canali che avrebbero portato acqua dal golfo di Gabès, creando così un mare interno nel deserto. Ma problemi tecnici e errori di misurazione portarono all’abbandono del progetto nel 1882. L’idea ispirò Jules Verne per il romanzo “L’invasione del mare” e il Chott compare anche nei racconti di Frank Heller, legando questo luogo a storie di viaggio e avventura.

Viaggio nel Chott el Jerid: tra paesaggi strani e il set di Star Wars

Per vedere il Chott el Jerid serve spostarsi in auto. Una strada asfaltata attraversa la pianura salata, collegando le città di Kebili e Tozeur. Guidare qui dà una sensazione unica: sembra di muoversi su un mare bianco, con il cielo che si riflette nelle pozze d’acqua e le montagne lontane come sagome sfumate. Fermarsi per guardare da vicino la superficie significa scoprire un mosaico di fratture e cristalli trasparenti.

I colori cambiano dal rosa al verde a seconda della salinità e degli organismi che vivono lì. Nei momenti più caldi, i miraggi sono frequenti: illusioni ottiche che rendono il paesaggio ancora più surreale, dovute alla rifrazione della luce nelle diverse temperature dell’aria. Lungo la strada, qualche venditore offre minerali locali, tra cui le famose rose del deserto, piccoli cristalli di gesso che sembrano petali.

Oltre al valore naturalistico, il Chott el Jerid è entrato nella cultura popolare grazie a George Lucas, che nel 1976 scelse queste distese per girare alcune scene di “Star Wars”, ambientate sul pianeta immaginario Tatooine. La casa bianca, simile a un igloo, doveva essere la dimora di Luke Skywalker. Dopo anni di abbandono, la struttura è stata restaurata nel 2012 e oggi attira fan da tutto il mondo. Raggiungerla non è semplice: serve una guida esperta e attenzione al terreno.

Come organizzare la visita al Chott el Jerid

Il Chott el Jerid si trova nel sud della Tunisia, tra le province di Tozeur e Kebili, a sud dell’Atlante sahariano. Si estende da ovest a est, proseguendo verso il Chott el Fejaj, un’altra vasta depressione salata. È parte di itinerari che attraversano oasi e paesaggi tipici del Sahara tunisino. Tozeur è una base ideale per partire, e vale la pena visitarla per il suo centro storico, con case di mattoni d’argilla ocra decorate da motivi geometrici.

Dal lato est si può entrare da Kebili o dalla porta del deserto a Douz. Chi arriva da Djerba deve affrontare un viaggio di circa 300 chilometri, che richiede almeno quattro ore. Il periodo migliore per visitare è da ottobre ad aprile, quando le temperature sono più miti. In estate è indispensabile portare molta acqua, protezione solare e occhiali da sole per il riverbero. L’itinerario può includere anche le oasi montane di Chebika, Tamerza e Midès, famose per gole e sorgenti, oltre a villaggi come Sabria, Nouil ed El Faouar, per un’immersione completa tra deserti e tradizioni locali.

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