Skip to content
thesenseofwonder.it

thesenseofwonder.it

  • Viaggi
  • Notizie
  • Mondo
  • Personaggi
  • Home
  • 2026
  • Ottobre
  • 28
  • Chott El Jerid: Il Magico Lago di Sale Tunisino che Cambia Sempre Aspetto
  • Viaggi

Chott El Jerid: Il Magico Lago di Sale Tunisino che Cambia Sempre Aspetto

Redazione 28 Ottobre 2026

Il sole brucia senza pietà, e davanti a voi si stende un’immensa distesa bianca, così abbagliante da costringervi a strizzare gli occhi. Nessuna montagna, nessun albero all’orizzonte: solo un vasto specchio salato che si fonde con il cielo limpido. È il Chott el Jerid, il mare di sale nel cuore del Sahara tunisino, un lago che muta continuamente, raccontando storie antiche e avvolto in leggende che sembrano uscire dal cinema.

Sale e sole: il gigante bianco del Sahara tunisino

Nel sud-ovest della Tunisia si estende il Chott el Jerid, una depressione naturale che supera i 5.000 chilometri quadrati. In inverno, qualche pioggia riempie alcune sue parti, formando laghetti temporanei. Ma con l’estate arriva il caldo feroce – si può arrivare anche a 50 gradi – e l’acqua evapora, lasciando dietro di sé una crosta di sale dura e spessa, fatta di cristalli. Il terreno si trasforma in un mosaico abbagliante di bianco, punteggiato da sfumature rosa, viola e verde, colori dati dai minerali e da organismi che sopravvivono in condizioni estreme.

Questa meraviglia naturale è anche un luogo importante per l’ambiente. Dal 2007, il Chott el Jerid è riconosciuto come zona umida di rilevanza internazionale dalla Convenzione di Ramsar. Nonostante l’aspetto immobile, qui vivono specie speciali adattate a sopportare le acque salate e il clima duro, mantenendo un raro equilibrio tra natura e deserto.

Storia geologica e miti antichi attorno al Chott el Jerid

Dietro la formazione del Chott el Jerid ci sono milioni di anni di movimenti della terra e di depositi di sedimenti. Questo bacino si trova tra i rilievi dell’Atlante sahariano e la vasta pianura desertica a sud. È nato dall’accumulo di acqua proveniente da piogge, torrenti stagionali chiamati uadi e falde sotterranee, che poi evaporava lasciando il sale sul terreno.

I depositi di sale, soprattutto cloruro di sodio e gesso, cambiano nel tempo con ogni ciclo di piena e asciutta. Ma il Chott non è solo geologia: è avvolto da miti antichi. Alcuni studiosi lo identificano con il lago Tritone delle fonti greche. Secondo Erodoto, “Giasone e i suoi Argonauti rimasero intrappolati nelle sue acque, finché non furono salvati dal dio Tritone.”

Nel XIX secolo, questa fama spinse un ufficiale francese, François-Élie Roudaire, a un progetto ambizioso: collegare le depressioni salate del Sahara al Mediterraneo con canali per creare un mare interno enorme. Il lavoro iniziò nel 1882 ma fu abbandonato per errori tecnici e difficoltà pratiche. Quel sogno epico ispirò anche Jules Verne, che nel 1905 ne parlò nel romanzo “L’invasione del mare”. Il Chott el Jerid rimane così un ponte tra paesaggio reale, mito e fantasia letteraria.

Il viaggio nel deserto bianco: un paesaggio da film

Il modo migliore per scoprire il Chott el Jerid è attraversarlo in auto lungo la strada asfaltata che unisce Kebili a Tozeur. Questa via corre per chilometri su un rialzo artificiale, circondata da pianure salate che sembrano non finire mai. Chi viaggia qui ha la sensazione di muoversi su una superficie infinita, con il cielo che si riflette nell’acqua salmastra e le montagne lontane che appaiono come ombre sfocate.

Lungo il percorso si possono fare soste per vedere da vicino la crosta screpolata, i cristalli irregolari, le pozze che cambiano colore tra rosa e verde, a seconda delle sostanze chimiche e dei microrganismi presenti. Spesso il caldo intenso crea miraggi, illusioni ottiche di acqua e forme strane.

Alcuni venditori lungo la strada offrono minerali locali: la “rosa del deserto” è uno dei pezzi più ricercati, cristalli di gesso che si aggregano come petali di fiore. Ed è qui, ai margini della pianura, che si trova un pezzo di storia del cinema: nel 1976 George Lucas scelse questo scenario per alcune scene del primo Star Wars, trasformando il bordo occidentale del Chott nel pianeta natale di Luke Skywalker, Tatooine. La piccola casa bianca a forma di igloo, simbolo di quel mondo, è diventata meta di pellegrinaggi per i fan, restaurata nel 2012 dopo i danni del tempo.

Come arrivare e cosa vedere nei dintorni del Chott el Jerid

Il Chott el Jerid si trova nel sud della Tunisia, tra i governatorati di Tozeur e Kebili, poco a sud delle montagne dell’Atlante sahariano. Si estende da ovest a est, continuando verso il Chott el Fejaj, un’altra grande pianura salata. Questa posizione lo rende tappa naturale per chi visita le oasi e i paesaggi del Sahara.

Tozeur è il punto di partenza ideale: città antica, crocevia di carovane, con quartieri storici dalle facciate ocra decorate con motivi geometrici che raccontano la cultura locale. Si può raggiungere il Chott anche da Kebili o da Douz, spesso chiamata la porta del Sahara.

Chi parte dall’isola di Djerba deve affrontare un viaggio di circa 300 chilometri, che può durare più di quattro ore a seconda della strada. Chi vuole allargare l’itinerario può visitare le oasi montane di Chebika, Tamerza e Midès, note per gole rocciose e sorgenti d’acqua. Oppure esplorare i piccoli villaggi ai margini delle dune come Sabria e Nouil, scoprendo un angolo ancora poco conosciuto della Tunisia.

Il consiglio è di visitare il Chott tra ottobre e aprile, quando le temperature sono più sopportabili. In estate, invece, serve prepararsi con molta acqua, protezioni solari e occhiali da sole per affrontare il riverbero accecante del sale. Tra natura, storia e cinema, il Chott el Jerid è una terra sospesa tra deserto e mito, pronta a sorprendere chi la attraversa.

Continue Reading

Previous: Signora Volpe 3: I Borghi Medievali e i Laghi Incantevoli che Fanno da Scenario alla Nuova Stagione

Articoli recenti

  • Chott El Jerid: Il Magico Lago di Sale Tunisino che Cambia Sempre Aspetto
  • Signora Volpe 3: I Borghi Medievali e i Laghi Incantevoli che Fanno da Scenario alla Nuova Stagione
  • Rocchetta Mattei riapre l’ala araba dopo 30 anni: scopri le stanze segrete del conte sull’Appennino bolognese
  • Apocalypse Z: Il nuovo mondo su Prime Video, spiagge vulcaniche e acque cristalline nel sequel apocalittico
  • Chott El Jerid: il lago di sale tunisino che incanta con la sua distesa scintillante unica al mondo
Copyright © All rights reserved.