Le sponde del Lago Maggiore e del Lago d’Orta si preparano a riflettersi in mille luci. Dal 4 dicembre 2026 al 10 gennaio 2027, non sarà più solo l’acqua a incantare, ma un vero spettacolo di installazioni luminose e videomapping. Borghi antichi, isole silenziose e architetture storiche si trasformeranno in un palcoscenico vibrante, dove natura e spiritualità si intrecciano, raccontando storie di ieri e di oggi sotto il cielo freddo dell’inverno. Un viaggio visivo che promette di sorprendere, avvolgendo i visitatori in atmosfere cariche di magia.
Tra storia e natura: un viaggio di luce nei borghi lacustri
Il cuore dell’iniziativa è proprio questo: mettere insieme la ricchezza storica del territorio con l’arte contemporanea. Si parte da Stresa, elegante cittadina sul Golfo Borromeo, dove due isole dell’arcipelago borromeo diventano il fulcro dello spettacolo. All’Isola Bella, il fastoso Palazzo Borromeo e i suoi giardini a terrazze ospiteranno “Il sole, la luna e l’armonia del cosmo”, un’installazione che colora l’architettura barocca con sfumature che vanno dall’ambra dorata alle tonalità della notte, creando un dialogo suggestivo tra forme umane e cielo infinito.
Sull’Isola dei Pescatori, invece, l’atmosfera cambia: luci delicate esaltano i vicoli pedonali e le facciate delle case, ricordando il movimento delle onde che accarezzano pietre e vegetazione. Il borgo si trasforma così in un mondo sospeso tra riflessi d’acqua e luce, a metà strada tra realtà e fiaba.
Oltre le isole: Baveno e Verbania si vestono di luce
Lo spettacolo non si limita alle isole. A Baveno, il complesso dei Santi Gervaso e Protaso diventa il protagonista di un videomapping che richiama la madre terra. Pietra viva, cristalli locali e rinascita naturale si intrecciano in immagini evocative, che ricordano il presepe di Greccio, simbolo della tradizione francescana.
A Verbania, la facciata del Palazzo Municipale di Pallanza prende vita con “Fratello vento”, un’installazione che dà forma al respiro invisibile degli elementi naturali. Luce e movimento raccontano il moto degli spiriti dell’aria, creando un contrasto affascinante tra l’immobilità dell’edificio e il dinamismo delle immagini, invitando a guardare la natura con occhi diversi.
Orta San Giulio: tra simboli francescani e magia lacustre
Orta San Giulio è senza dubbio una delle tappe più suggestive. Qui “Borghi di luce” illumina Piazza Motta con la facciata dell’ex Albergo Orta decorata da richiami al mondo di San Francesco. Gli edifici intorno ospitano invece una rappresentazione della Natività, amplificando la narrazione religiosa con una forte carica visiva.
A completare il quadro, un albero alto cinque metri viene posizionato davanti al Palazzotto, portando una presenza viva e luminosa. L’illuminazione dell’Isola di San Giulio valorizza l’intero paesaggio lacustre, trasformando l’insieme in uno scenario magico dove acqua e luce si fondono.
I dettagli tecnici e il senso del progetto “Isole di Luce” 2026-2027
Le luci si accendono ogni sera dalle 17:00 a mezzanotte e mezza, dal 4 dicembre 2026 al 10 gennaio 2027. Il filo conduttore è il “Cantico delle Creature” di San Francesco d’Assisi, reinterpretato attraverso gli elementi della natura: sole, luna, acqua, vento, terra e pietra. I colori e le immagini si ispirano ai toni e ai simboli del ciclo pittorico giottesco, creando una narrazione diffusa che lega tra loro i vari luoghi.
Promosso dal Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli dell’Ossola, il progetto ha il patrocinio del Comitato Nazionale per le celebrazioni dell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco d’Assisi. Un connubio di cultura, memoria e attrazione turistica che punta a dare nuova vita al territorio del Verbano e del Cusio, rendendolo una meta originale anche in inverno.
In definitiva, “Isole di Luce” è un incontro tra arte, spiritualità e paesaggio, capace di offrire una nuova prospettiva sul patrimonio lacustre lombardo-piemontese. Serate di luce e riflessione, immerse nel silenzio affascinante dei laghi, che invitano a scoprire angoli nascosti e tradizioni antiche sotto una luce nuova.
