Per decenni, quell’area nel cuore di Anversa non era altro che un vasto parcheggio di asfalto, un deserto urbano che assorbiva calore e soffocava il quartiere. Oggi, invece, quel vuoto si è trasformato in un parco pubblico rigoglioso, un polmone verde capace di ridare respiro alla città. Inaugurato nel 2024, il progetto ha appena conquistato un prestigioso premio europeo, riconosciuto per l’eccellenza nella rigenerazione degli spazi urbani e per il suo approccio innovativo.
Zuidpark, la rinascita di un’area portuale
L’area dove ora sorge Zuidpark ha una storia lunga. Risale all’Ottocento, quando nel quartiere dei Gedempte Zuiderdokken furono realizzati tre bacini portuali, fulcro delle attività commerciali della zona. Negli anni Sessanta, con la progressiva chiusura del porto, quei bacini vennero interrati e l’area trasformata in un enorme parcheggio asfaltato, molto utile ma a lungo andare un vero e proprio peso per il quartiere.
Nonostante la crescita di bar, musei e servizi nei dintorni, quella distesa di cemento rimaneva un ostacolo: accumulava calore, peggiorava il microclima e limitava le occasioni di socialità all’aperto. Per anni, insomma, è stata una ferita nel tessuto urbano, un’occasione sprecata.
Il progetto firmato da Tractebel, Atelier Adr e Georges Descombes ha ribaltato questa situazione. Partendo dalla forma storica dei bacini, hanno disegnato un nuovo spazio che unisce passato e presente, togliendo l’asfalto e restituendo un ambiente vivibile. Oggi, il parco si sviluppa attorno a un grande prato centrale, affiancato da un giardino d’acqua e da aree dedicate a sport, relax e orti urbani. Tre piazze collegano il parco alle strade limitrofe, integrandolo perfettamente nel quartiere.
Un sistema intelligente raccoglie e riutilizza l’acqua piovana, mentre la vegetazione aiuta a rinfrescare l’aria e a rendere il parco un rifugio accogliente nelle giornate più calde.
Il riconoscimento europeo e la sfida della rigenerazione urbana
Il 15 ottobre 2024, a Barcellona, Zuidpark ha conquistato l’European Prize for Urban Public Space 2026. Un premio che va oltre l’estetica, riconoscendo la capacità del progetto di unire sostenibilità ambientale e rinnovamento sociale. La giuria, guidata dall’architetta Eva Prats, ha sottolineato come l’intervento superi i modelli urbani tradizionali, restituendo spazio ai cittadini con soluzioni innovative.
Istituito nel 2000, questo premio celebra ogni due anni gli interventi che migliorano la vita nelle città europee, valorizzando spazi collettivi con uno sguardo inclusivo e moderno. L’edizione 2026 ha registrato un record di partecipazioni, con 381 proposte, segno di quanto la rigenerazione urbana sia una priorità per le città di oggi.
Durante la cerimonia, Georges Descombes ha ricordato l’importanza di osare nel progettare, andando “oltre ciò che è già noto”. Il parco non è solo un successo ambientale, ma anche sociale: uno spazio aperto e accessibile che dialoga con il quartiere e le persone che lo vivono.
Dal Belgio alla Spagna, la nuova vita degli spazi urbani europei
Zuidpark non è l’unico progetto a brillare nell’edizione 2026 del premio. Tra le menzioni spicca Round About Baths a Logroño, in Spagna, un’installazione temporanea che ha trasformato una fontana in un’area per il bagno pubblico durante il festival Concéntrico 2025, con spogliatoi e vasche fredde. Un esempio di creatività e uso temporaneo degli spazi.
Finalisti importanti sono anche la trasformazione di Plaça de les Glòries Catalanes a Barcellona, da complesso svincolo stradale a piazza-giardino, e il Parco della Pace a Vicenza, che ha recuperato un’ex area aeroportuale di 65 ettari per gestire acque, preservare la biodiversità e creare nuovi luoghi di incontro.
Questi progetti raccontano una stessa storia: le città non devono per forza allargarsi, ma possono rinascere valorizzando ciò che già hanno. Rigenerare pensando al clima, alla mobilità sostenibile e al benessere delle persone è la strada da seguire per disegnare il volto delle metropoli europee che verranno.
La trasformazione di Zuidpark è una tappa importante di questo percorso, un invito a ripensare gli spazi urbani mettendo al centro la qualità della vita e la comunità.
