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Open Air in Italia: 68 Milioni di Presenze e la Nuova Ricerca di Disconnessione dalla Frenesia Quotidiana

Redazione 17 Ottobre 2026

Quasi 68 milioni di presenze previste per il 2024: il turismo open air in Italia non è più una semplice tendenza, ma un fenomeno in piena espansione. Sempre più italiani scelgono di viaggiare all’aria aperta, cercando non solo relax, ma un’esperienza autentica, fatta di natura e legami con le comunità locali. Non si tratta di una moda passeggera, ma di un vero e proprio stile di vita che prende piede. A Rimini, durante il TTG Travel Experience, Human Company ha tracciato un quadro chiaro: il futuro del turismo sarà fatto di grandi spazi e di un’attenzione crescente verso la sostenibilità e l’integrazione con il territorio.

Numeri e motivi del boom del turismo open air in Italia

Il turismo open air in Italia non si ferma. I dati dell’Osservatorio del Turismo Outdoor, curato da Human Company insieme a Thrends, parlano chiaro: nel 2024 si toccano quasi 68 milioni di presenze, con un leggero aumento dello 0,4% rispetto all’anno scorso. Non è più una moda stagionale, ma un settore maturo e consolidato.

A trainare la crescita è soprattutto il turismo internazionale, ma anche gli italiani stanno riscoprendo questo modo di viaggiare. Se solo un anno fa il 15% della popolazione sceglieva vacanze open air, oggi la percentuale è salita al 26%. E non è un fuoco di paglia: il 90% di chi ha provato questa formula torna a sceglierla.

Chi opta per l’open air vuole vivere la vacanza in modo più libero, senza programmi rigidi. Si cerca un tempo più lento, ricco di esperienze, un turismo che mette al centro il legame con la natura, la cultura locale e la qualità delle strutture.

Eraclea Mare: il villaggio open air più grande d’Italia

La grande novità firmata Human Company per il 2026 è il villaggio open air di Eraclea Mare, sulla costa adriatica tra Caorle e Jesolo. Un progetto imponente che si estende su 250 ettari, divisi tra struttura ricettiva e Parco Rurale di Valle Ossi, a due passi dalla Laguna del Mort. Sarà il villaggio open air più grande d’Italia, pronto ad accogliere fino a 12.000 persone al giorno.

Si parla di 3.000 piazzole, tra aree libere e case mobili, pensate per offrire comfort e una sensazione di libertà con superfici anche oltre i 200 metri quadrati. Il design punta a rispettare e valorizzare l’ambiente naturale, creando uno spazio dove natura, servizi e socialità si fondono.

Tra le attrazioni spiccano un parco acquatico di 9 ettari con lagune per 15.000 metri quadrati, quattordici sport diversi, un’offerta gastronomica tutta basata su prodotti e gestori locali, e attività per tutte le età: dal parco avventura alla zipline, dal paintball a 10 chilometri di piste ciclopedonali. Insomma, un modo nuovo di concepire l’ospitalità open air, dove spazio e natura sono protagonisti.

Le prenotazioni, aperte da marzo 2024, hanno già superato quota 7.500, nonostante l’apertura ufficiale sia prevista solo a maggio 2026. Un progetto ambizioso che punta a un pubblico vario, grazie a un’offerta ricca e a un’attenzione particolare all’ambiente.

Strutture open air e territorio: un rapporto che fa la differenza

Per Human Company, il legame con il territorio è fondamentale. Ogni iniziativa nasce ascoltando l’ambiente che ospita il villaggio e le esigenze delle comunità locali. Nessuna imposizione dall’alto, ma un dialogo continuo che porta a un’integrazione reale tra struttura e territorio.

La cucina, ad esempio, è tutta basata su prodotti e gestori locali, che hanno spazio per raccontare le loro storie e tradizioni. Nei villaggi non mancano mercatini artigianali e incontri con produttori del posto. L’animazione si amplia con laboratori di edutainment, aperti a tutti e guidati da artigiani e operatori locali.

Eventi speciali come le feste del vino uniscono divertimento e cultura, diventando momenti per far conoscere il territorio e far crescere il legame degli ospiti con quei luoghi.

Non manca poi l’impegno con le comunità: collaborazioni con amministrazioni, promozione di eventi locali e progetti con le scuole aiutano a costruire un rapporto di reciproco vantaggio. I più giovani vengono coinvolti in laboratori che insegnano i rudimenti dell’ospitalità, offrendo esperienze concrete.

L’idea è chiara: “niente formule all-inclusive che isolano gli ospiti, ma un turismo che spinge a uscire, a scoprire davvero il territorio con proposte curate e di qualità.”

Viaggiatori in evoluzione: come cambiano le vacanze open air

Le famiglie sono il cuore pulsante del turismo open air in Italia, rappresentando circa l’80% del pubblico. Ma non sono più un gruppo uniforme: la vacanza si reinventa continuamente.

La tendenza più evidente è il ritorno a un ritmo più lento, dove non tutto è pianificato nel dettaglio. Oggi si lascia spazio alla spontaneità, alla libertà di scegliere giorno per giorno come vivere il soggiorno.

In questo modo si costruisce un’esperienza personale, fatta di rapporti autentici con il territorio e con gli altri ospiti.

La vacanza open air risponde al bisogno di staccare dalla frenesia quotidiana, ritrovare calma e continuità, e vivere davvero lo spazio in cui ci si trova. L’obiettivo non è solo il ricordo, ma creare momenti e legami che restano.

Anche le scelte di acquisto stanno cambiando. La tecnologia, compresa l’intelligenza artificiale, aiuta nella ricerca e nel confronto delle offerte, ma non è più il prezzo a fare la differenza. Conta sempre di più il rapporto qualità-prezzo e la percezione del valore complessivo. Per questo operatori e strutture puntano a servizi di alto livello e su proposte mirate.

Le nuove generazioni cercano una vacanza aperta, flessibile, piena di stimoli e opportunità diverse, in grado di trasformare ogni soggiorno in un’esperienza unica e indimenticabile.

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