«Qui si respirava l’aria di Monte Carlo». Così, nei primi decenni del Novecento, Salsomaggiore Terme si guadagnava un posto d’onore tra le mete più ambite dall’alta società europea. Nei saloni dorati del Kursaal, gonne vaporose e fiches scintillanti animavano serate di lusso e divertimento senza fine. Poi, come spesso accade, è arrivata la crisi: hotel chiusi, edifici abbandonati, e quell’atmosfera da grande mondo si è lentamente dissolta. Ma adesso la città sembra pronta a rinascere. Non più solo regina mondana, Salsomaggiore punta a diventare un polo del benessere e della cultura, rilanciando le sue famose terme con un nuovo slancio che sta attirando l’attenzione internazionale.
Salsomaggiore: le radici termali di una città che cura e accoglie
Il nome Salsomaggiore parla chiaro: tutto ruota intorno alle sue acque salso-bromo-iodiche, che emergono dal sottosuolo. La storia di questa risorsa parte nel 1839, quando il medico Lorenzo Berzieri dimostrò il potere curativo di quelle acque, aiutando una bambina malata di scrofola, una forma di tubercolosi. Da allora la città è diventata una delle mete termali più note d’Italia, richiamando chi cercava sollievo da disturbi articolari, respiratori, della pelle e della circolazione.
L’apertura del Casinò Kursaal, con la sua elegante architettura in stile Liberty, ha dato a Salsomaggiore un’anima mondana, che si sposava bene con la sua vocazione sanitaria. Nel secondo dopoguerra la città diventò meta di massa: dagli anni Cinquanta ai Settanta, lo Stato copriva le spese delle cure termali per i lavoratori, spesso anche il soggiorno negli alberghi. Questo sostegno pubblico fece fiorire hotel e strutture e portò eventi di richiamo nazionale, come le finali di Miss Italia, ospitate al Grand Hotel per oltre quarant’anni. Nel 1950 tra le concorrenti c’era una giovane Sophia Loren, appena diciottenne e in gara come Miss Lazio.
Con gli anni Ottanta e Novanta, però, la riduzione degli incentivi pubblici ha colpito duramente il settore termale. Molti hotel e centri chiusero, e la città perse parte del suo fascino di un tempo.
Il rilancio parte dal Grand Hotel e dal centro QC Terme
Oggi il rilancio di Salsomaggiore passa dal Grand Hotel Salsomaggiore Terme & Spa, l’unico cinque stelle della zona. Nato nel 1902, l’hotel ha appena concluso un restauro durato cinque anni, che ha riportato a nuova vita i suoi interni originali, con pavimenti in marmo e un prezioso archivio fotografico che racconta gli ospiti illustri del passato.
Altro protagonista di questa rinascita è il centro benessere QC Terme Salsomaggiore, ospitato all’interno del Palazzo Berzieri. Questo edificio, un gioiello dell’architettura Liberty, sfoggia marmi pregiati, mosaici e decorazioni dorate. Sorge proprio dove un tempo si trovavano gli antichi pozzi di sale, aggiungendo un valore storico e simbolico all’esperienza termale. Il recupero non ha riguardato solo queste strutture, ma anche il centro storico, che è stato valorizzato con cura per riscoprire il patrimonio artistico e architettonico. L’ufficio turistico ha creato itinerari a piedi per scoprire palazzi, piazze e monumenti, mettendo in relazione la storia termale con il volto della città.
Tra storia e natura: cosa vedere nei dintorni di Salsomaggiore
Ma Salsomaggiore non è solo terme. A pochi chilometri c’è il Castello di Scipione, ancora abitato dai discendenti della famiglia Pallavicino. Qui si possono visitare saloni affrescati, sale arredate in stile storico e un loggiato del Seicento con una vista sulle colline circostanti. Un luogo dove la storia si sente in ogni dettaglio.
Non lontano si trova il borgo di Fontanellato, con la sua imponente Rocca Sanvitale. All’interno c’è la Saletta di Diana e Atteone, decorata con affreschi del Parmigianino, e la curiosa Camera Ottica ottocentesca, che con un sistema di specchi riflette l’immagine della piazza esterna, un vero capolavoro di ingegneria ottica d’altri tempi.
Sempre a Fontanellato c’è il Labirinto della Masone, progettato da Franco Maria Ricci. È il più grande labirinto di bambù al mondo, un intreccio di corridoi, bivi e vicoli ciechi. Oltre al percorso verde, ospita una collezione d’arte che spazia dal Cinquecento al Novecento, un mix di natura e cultura che arricchisce ancora di più la proposta turistica della zona.
Nel 2024, la rinascita di Salsomaggiore Terme si inserisce in un più ampio progetto di rilancio del territorio, dove storia, cultura e natura si intrecciano con un’offerta termale rinnovata. Un equilibrio che punta ad attrarre nuovi visitatori senza dimenticare le radici di un passato glorioso.
