Su un colle che si affaccia sulla Valle Subequana, Gagliano Aterno si stringe attorno al Monte Sirente, avvolto da boschi fitti. È un borgo piccolo, ma con radici medievali profonde, che raccontano storie di tempi lontani. Qui il tempo non si è fermato davvero. Negli ultimi anni, il paese ha iniziato a vivere una nuova primavera. Le vie silenziose si animano di nuovo: persone che tornano, idee che fioriscono, progetti che guardano avanti. Le pietre antiche non sono più solo ricordi, ma diventano parte di un presente che non rinnega il passato, ma lo fa risplendere in una luce nuova.
Il Castello di Gagliano Aterno: tra mura imponenti e dimora nobiliare
Il Castello è il simbolo di Gagliano Aterno. Costruito tra la fine del Duecento e l’inizio del Trecento dai Conti dei Marsi, domina il paese e la valle verde sottostante. Nel 1328, la contessa Isabella d’Aquino ampliò la struttura, trasformandola in una fortezza pronta a resistere a ogni attacco, ma anche in una dimora signorile di grande prestigio. Nel borgo si conserva un ricordo speciale: una lapide ricorda il passaggio di San Francesco d’Assisi, che secondo la tradizione soggiornò qui nel 1216, ospite dei Conti di Celano.
Dal punto di vista architettonico, il castello mantiene il suo carattere difensivo intatto. Circondato da due cinte murarie, si ergono torrioni cilindrici e una torre poligonale. A separare le fortificazioni, un fossato con un ponte collega le due parti. Ma dietro a questo aspetto imponente si nasconde un mondo più raffinato: il palazzo interno si sviluppa attorno a un cortile centrale con pozzo, portico, loggetta e una scalinata luminosa che racconta l’essenza di una dimora medievale nobile. Nel corso dei secoli, il castello è passato di mano più volte: dai Piccolomini ai Barberini, dagli Sciarra-Colonna fino ai Lazzaroni. Oggi è una residenza privata, anche se alcune parti si aprono al pubblico in occasione di eventi organizzati dal Comune.
Piazza del Popolo: il cuore pulsante tra fede e storia
Scendendo dal castello verso il centro, le stradine in pietra portano alla Piazza del Popolo, il vero centro della vita sociale del borgo, ieri come oggi. Qui si trova una fontana medievale del 1344, voluta da Isabella d’Acquaviva, con tre nicchie ornate da archi a sesto acuto. Sull’arco si legge un’iscrizione gotica che racconta le sue origini. Accanto, l’antico abbeveratoio ricorda l’attenzione rivolta anche agli animali, compagni indispensabili della vita contadina.
Il patrimonio religioso è rappresentato soprattutto dalla Chiesa di San Martino e dall’ex Convento di Santa Chiara, fondato nel XIII secolo e trasformato tra Cinquecento e Seicento. Oggi il complesso ospita un museo dedicato all’orso marsicano, simbolo delle montagne abruzzesi, che qui racconta la sua storia e il legame con il territorio. Questi luoghi parlano di fede, arte e natura intrecciate da secoli, custodendo memorie vive in ogni pietra.
Da Roma a Gagliano Aterno: la libreria dell’usato che fa rinascere il borgo
Non tutte le storie di Gagliano Aterno affondano nel Medioevo. Una vicenda recente ha portato nuova energia: la libreria dell’usato Simon Tanner, nata e cresciuta per trent’anni nel quartiere Appio Latino a Roma, ha spostato la sua sede qui nel 2024. Rocco Lorusso e Vincenzo Goffredo, i titolari, hanno fatto diciassette viaggi in furgone per trasferire 24.000 libri dalla Capitale al piccolo borgo abruzzese. La libreria è stata inaugurata durante il Festival Libriganzi, portando un patrimonio culturale ricco e variegato che si inserisce in un progetto più ampio di rigenerazione.
Questo trasferimento non è solo un cambio di indirizzo: è un segnale forte, anche sul piano sociale ed economico. L’arrivo di attività culturali e nuove forme di residenza sta contribuendo a ridare vita al tessuto abitativo, combattendo lo spopolamento e riaccendendo la partecipazione della comunità. Sono passi concreti che inseriscono Gagliano Aterno in una rete di borghi che vogliono reinventarsi senza perdere le proprie radici.
Arrivare a Gagliano Aterno: la porta della Valle Subequana
Gagliano Aterno si trova in provincia dell’Aquila, nel cuore della Valle Subequana, protetto dal Parco Naturale Regionale Sirente-Velino. Il percorso più semplice dall’Aquila passa per San Demetrio ne’ Vestini e Acciano, seguendo una strada che si addentra nella valle. Chi arriva da Roma o Pescara può prendere l’autostrada A25, uscire a Pratola Peligna-Sulmona e proseguire verso Raiano e Castelvecchio Subequo.
Chi preferisce il treno può scendere alla stazione di Molina-Castelvecchio Subequo, servita da treni regionali tra Sulmona e L’Aquila. Da qui, Gagliano Aterno dista poco più di quattro chilometri: si può arrivare a piedi in circa un’ora o con gli autobus locali. La rete dei trasporti permette anche di abbinare la visita al borgo con l’esplorazione del parco e dei paesi vicini, rendendo Gagliano Aterno un ottimo punto di partenza per scoprire l’Abruzzo più autentico.
