“New York non dorme mai”, recita un vecchio adagio. E con la tredicesima stagione di American Horror Story, la città torna protagonista di una storia che mescola volti familiari e misteri nuovi di zecca. Negli Stati Uniti è già andata in onda, mentre in Italia si dovrà attendere fino al primo ottobre 2026 per vederla su Disney+. Ryan Murphy, mente dietro la serie, ha confezionato questo capitolo come un regalo per chi segue la saga fin dai suoi esordi, più di quindici anni fa ormai. Le aspettative sono alte: non solo rivedremo personaggi amati, ma le trame si intrecciano tra stagioni diverse, mantenendo quel alone oscuro e magnetico che ha reso celebre lo show. Chi ha vissuto ogni stagione sa bene che qui i dettagli contano, e ogni riferimento nascosto diventa un tassello di un puzzle più grande, in ambientazioni che sembrano familiari ma riservano sorprese.
Passato e presente si incontrano: volti storici e nuovi protagonisti
Questa stagione si presenta come un vero e proprio crossover, che unisce personaggi di stagioni diverse. Sarah Paulson torna a farci compagnia, affiancata da Evan Peters, portando un mix di familiarità e suspense. La storia si concentra su Ben DeSoto, un operatore sanitario che lavora in un hospice a New York. Quando gli viene affidato un anziano ricco e misterioso, Ben entra in contatto con Constance Langdon, interpretata da Jessica Lange, un personaggio cult della prima stagione “Murder House”. Constance ha il compito, almeno ufficialmente, di guidare Ben nella sua nuova realtà, ma la sua presenza subito carica l’aria di tensione.
Al centro della trama c’è il numero tredici, che pesa come una minaccia oscura per Ben, mentre la sua fidanzata Kira sembra non temerlo allo stesso modo. L’attico dove si svolgono molte scene è un luogo claustrofobico, pieno di misteri e presagi inquietanti. La paura di Ben verso il tredici non è casuale: dietro quel numero si nascondono eventi che vanno oltre la semplice superstizione. In un mix di gotico e horror moderno, la serie sfida gli spettatori a scoprire i dettagli nascosti tra trame parallele e richiami alle stagioni passate.
New York protagonista: tra set reali e scenari gotici
La scelta di ambientare gran parte della stagione a New York si conferma vincente. Manhattan è un vero set a cielo aperto, con quartieri alla moda e luoghi dall’eleganza inconfondibile, spesso scelti da produzioni importanti. Tra queste location spicca The Apollyon, un attico immaginario al tredicesimo piano: non esiste davvero, ma è stato creato mescolando diversi palazzi tipici della New York più esclusiva. Questa costruzione sottolinea quel senso di alienazione e mistero che attraversa tutta la stagione.
Le riprese sono state fatte in posti simbolo come Washington Square Park, un’area pubblica frequentata da residenti e turisti, che aggiunge realismo alla serie e si contrappone all’atmosfera cupa di altre location. Un altro set importante è la Riverside Church, un edificio neogotico con una torre campanaria alta 120 metri che domina lo skyline: la chiesa incarna perfettamente l’estetica gotica e inquietante delle scene più intense.
Gli aeroporti, invece, sono stati ricreati al John Jay College of Criminal Justice, un istituto universitario specializzato in legge e criminalità. Qui l’ambientazione contribuisce a dare un tocco thriller alla trama, aggiungendo realismo e precisione alle scene dedicate alla giustizia e alle indagini.
Da SoHo a Brooklyn: la varietà delle location racconta la complessità della serie
Oltre a Manhattan, American Horror Story 13 si sposta anche in altri quartieri di New York. SoHo, con le sue boutique di moda, ristoranti eleganti e gallerie d’arte contemporanea, offre uno sfondo raffinato e familiare. Questo contrasto tra ambientazioni chic e il tono oscuro delle vicende rende il racconto ancora più vivido, mostrando come l’orrore si nasconda anche nei luoghi più insospettabili.
Brooklyn è un’altra area chiave per le riprese, in particolare tra la W 122nd e la W 124th Street. Qui si alternano spazi esterni e interni vicino agli studi di Broadway Stages, probabilmente usati per le scene più complesse. Brooklyn, con la sua atmosfera bohémien e scorci urbani, è il terreno ideale per mescolare il quotidiano con il soprannaturale, un marchio di fabbrica della serie.
Guardando a New York nel suo insieme, questa stagione si presenta come una vera e propria dichiarazione d’amore per la città. Non è solo uno sfondo, ma un personaggio a sé, capace di aumentare tensione e suspense in ogni episodio di American Horror Story.
