Il lago di Mezzano, tranquillo e nascosto nella Tuscia, ha appena restituito un segreto che cambia tutto. Una spada dell’Età del Bronzo, quasi intatta, è riaffiorata insieme a vasi e oggetti in bronzo, tutti risalenti a più di tremila anni fa. Questi ritrovamenti non sono semplici testimonianze: raccontano di un insediamento palafitticolo datato XIII-XII secolo a.C., secoli prima di Roma. Quel che emerge dal fondo del lago è una storia dimenticata, un pezzo di vita antica che riscrive le origini di questa terra.
Terza spada dal fondo: un tassello in più per la storia del lago
Nel settore meridionale del lago, ancora poco studiato, è riemersa una spada a lingua da presa, un tipo di arma tipica dell’Età del Bronzo. È la terza spada portata alla luce dalle ricerche iniziate negli anni Settanta; le prime due erano già parte della collezione di oggetti in bronzo scoperti qui. Ma non è tutto: nei dintorni gli archeologi hanno trovato anche un’ascia, un rasoio in bronzo e diversi recipienti quasi intatti.
Durante la campagna del 2025, il fondale ha restituito oltre 25 manufatti preziosi, tra cui punte di lancia, fibule, anelli, uno spillone e un falcetto. Sono emersi anche resti di lingotti, chiamati “panelle“, segno che qui si lavorava o scambiava il bronzo. La concentrazione di questi oggetti metallici a quote simili non sembra casuale: indica un deposito organizzato, non una dispersione accidentale.
Gli esperti discutono se questi oggetti siano stati persi durante le attività quotidiane del villaggio, offerti come rituali legati all’acqua o se il paesaggio sia cambiato nel tempo, sommergendo aree un tempo vicine alla riva e spostando così i reperti dalla loro collocazione originaria. Ogni ipotesi apre nuovi interrogativi, rendendo il sito ancora più intrigante.
Mezzano, uno specchio della vita nell’Età del Bronzo in Tuscia
La spada cattura l’attenzione per il suo valore simbolico e storico, ma è il contesto in cui è stata trovata a dare al sito un peso straordinario. Il lago di Mezzano, in provincia di Viterbo, sembra custodire uno dei più importanti insediamenti palafitticoli italiani dell’Età del Bronzo. Le strutture in legno visibili sotto l’acqua, gli utensili e le ceramiche ritrovate permettono di ricostruire aspetti concreti della vita quotidiana di quelle comunità.
Tra il XIII e il XII secolo a.C., il bronzo era una risorsa preziosa, frutto di reti commerciali complesse e di abilità tecniche elevate. Oltre alle armi, la presenza di frammenti di lingotti suggerisce che qui si fondeva e si scambiava metallo, segno di un contesto produttivo ben organizzato e inserito in una rete di scambi che superava i confini locali.
Particolarmente interessante è il legame, ancora da chiarire, tra questi oggetti metallici e l’acqua. In molti siti europei dell’Età del Bronzo si trovano armi e manufatti in laghi e fiumi, spesso in contesti rituali. A Mezzano, la presenza di tre spade insieme a contenitori intatti fa pensare a offerte con un significato simbolico o cerimoniale legato all’ambiente acquatico.
Le ricerche subacquee, condotte in condizioni difficili per visibilità e accesso, proseguono con determinazione. Nel frattempo, il lago continua a cambiare lentamente, svelando nuovi strati di storia e mantenendo alta l’attenzione su questo angolo nascosto della Tuscia. Da luogo appartato a vero scrigno sommerso della protostoria italiana, il lago di Mezzano si conferma un sito di grande interesse nazionale, pronto a raccontare ancora tante storie del nostro passato.
