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Tutto l’amore che resta: Raoul Bova e i luoghi iconici del Lazio nella nuova fiction Rai

Redazione 29 Settembre 2026

«Non è solo una scuola, è un mondo a sé». Raoul Bova, con lo sguardo deciso del preside Stefano Fogli, incarna una figura che lotta contro la malattia e, insieme, contro l’indifferenza. “Tutto l’amore che resta” non racconta soltanto le difficoltà di un’adolescenza sospesa tra sfide e crescita. È un viaggio dentro il cuore pulsante del Lazio, dove ogni vicolo, ogni pietra, ogni panorama racconta una storia. La trama si snoda in una scuola ai margini di Roma, un luogo che diventa specchio e spinta per i giovani protagonisti. Qui, temi come l’inclusione, le fragilità personali e i legami si intrecciano con paesaggi ricchi di memoria e cultura. Non è un semplice sfondo: è una presenza viva, che plasma e accompagna il racconto.

Il liceo Helen Keller: un microcosmo di diversità e sfide

Il cuore della vicenda è il liceo Helen Keller, scuola immaginaria ma ambientata a Frascati, nei Castelli Romani. Qui, studenti e insegnanti si confrontano ogni giorno con il valore della diversità e dell’accoglienza. L’arrivo di Vittoria, ragazza della Roma bene, fa da spunto per raccontare i nuovi rapporti che nascono in un ambiente che include anche ragazzi con fragilità, come il fratello autistico di Vittoria. È un percorso di integrazione che coinvolge tutti, anche chi inizialmente guarda con diffidenza. Al centro, la figura di Stefano Fogli, interpretato da Raoul Bova, che con la sua esperienza personale dona verità e profondità al tema dell’inclusione. Il liceo diventa così un luogo di amicizie, tensioni e scelte decisive per il futuro.

Frascati e dintorni: tra storia e vita quotidiana

Le riprese si sono concentrate soprattutto a Frascati, dove il set si è sviluppato tra la scuola e le vie del centro storico. Qui, la Cattedrale di San Pietro con la sua facciata imponente e i palazzi rinascimentali creano un’atmosfera densa e autentica. Piazza Marconi, cuore pulsante della città, si trasforma in un palcoscenico naturale a cielo aperto. La troupe ha trovato base al campo di rugby di Cocciano, mantenendo così una stretta connessione con il territorio. Tuttavia, per questioni di spazio, il liceo Helen Keller non è stato girato in una vera scuola di Frascati, ma a Marino Laziale, nei pressi. Lì, l’ex Convento dei Padri Agostiniani, edificio storico della fine del Cinquecento oggi set cinematografico, ha fornito una cornice scenica perfetta, senza barriere architettoniche.

Il Castello Ducale Orsini di Fiano Romano: un commissariato fuori dal comune

Una delle scelte più originali della produzione è stata trasformare il Castello Ducale Orsini di Fiano Romano nel commissariato di polizia della fiction. Questo castello medievale, con le sue ampie sale quattrocentesche progettate da Niccolò III, trasmette rigore e rispetto per le istituzioni, elementi chiave per la sua funzione nella trama. Usato di solito come uffici pubblici e museo, il maniero ha regalato una location imponente e suggestiva. La produzione ha voluto un luogo che parlasse di storia e autenticità, creando così un contrasto efficace tra antico e moderno che valorizza la storia e i personaggi.

Ariccia e Piazza di Corte: il barocco che fa da sfondo

Ariccia completa il quadro con la sua ricchezza artistica e storica, in particolare Piazza di Corte, trasformata nel Seicento da Gian Lorenzo Bernini. Qui, il Palazzo Chigi si affaccia sulla piazza offrendo scorci suggestivi. Oggi sede del Museo del Barocco Romano, il palazzo è circondato da un grande parco storico un tempo riserva di caccia. La fiction sfrutta questi elementi per dare profondità alle scene e alle relazioni tra i personaggi. Importante anche la Collegiata di Santa Maria Assunta in Cielo, chiesa circolare con una cupola alta 17 metri ispirata a quella di San Pietro. Questi ambienti creano un contesto forte, ricco di storia e cultura, che rende vivo il territorio.

La cura per i dettagli e la scelta delle location raccontano il lavoro della produzione, attenta a mostrare il legame tra persone e luoghi. “Tutto l’amore che resta” unisce così impegno sociale e valorizzazione del Lazio, offrendo uno sguardo coinvolgente tanto sulle storie quanto sui paesaggi che le ospitano.

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