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Vacanze 2024: Gli Italiani Puntano Sempre di Più su Turismo Sostenibile e Scelte Green

Redazione 26 Settembre 2026

Quasi un italiano su tre si sente in colpa per l’impatto ambientale delle proprie vacanze. È il dato più sorprendente emerso dalla terza edizione dell’Osservatorio “Turismo & Sostenibilità” di Human Company, in collaborazione con Ipsos Doxa e Legambiente. Il turismo, insomma, sta cambiando pelle: non si cerca più solo relax o avventura, ma un modo di viaggiare che rispetti l’ambiente e chi ci vive. Questa “eco-ansia” – un disagio crescente – spinge molti a riflettere sulle scelte di viaggio, trasformando le vacanze in un gesto consapevole.

Turismo e sostenibilità: la consapevolezza che cambia le abitudini

La sostenibilità sta entrando nella testa e nel cuore degli italiani. Il 72% sa che le scelte individuali pesano sulla salute delle destinazioni turistiche. E quasi l’80% è pronto a cambiare abitudini per ridurre l’impatto sull’ambiente. Così spuntano azioni concrete: il 37% presta attenzione alla tutela di flora e fauna, un altro 37% si impegna nella gestione corretta dei rifiuti. Il 35% punta a salvaguardare le risorse naturali, mentre il 33% fa attenzione a consumi energetici e sprechi. Sorprende anche la mobilità: il 28% preferisce mezzi pubblici o soluzioni a basso impatto, e il 26% sceglie mete meno affollate, praticando il cosiddetto “turismo slow”. Va detto però che chi partecipa attivamente a iniziative di turismo responsabile o a volontariato rimane una minoranza, poco più dell’8%.

Come gli italiani scelgono l’alloggio: la sostenibilità fa la differenza

Quando si tratta di dove dormire, la sostenibilità conta davvero. Per il 44% è importante che le strutture usino energie rinnovabili. Il risparmio idrico convince il 39%, mentre il 38% guarda alla raccolta differenziata. Il 35% vuole che si tuteli l’ambiente naturale, e il 34% dà valore ai prodotti locali a chilometro zero. Cresce anche l’attenzione al legame con il territorio: il 26% preferisce strutture che sostengono l’economia locale e si riforniscono sul posto. Tra le strutture più “green” spiccano agriturismi , rifugi di montagna , campeggi e village . Seguono bed & breakfast , ostelli e appartamenti in affitto . Meno eco-friendly appaiono invece alberghi tradizionali , resort e strutture termali . Le navi da crociera, infine, sono percepite come poco sostenibili .

Turismo all’aperto: un modo di viaggiare che unisce e responsabilizza

Il turismo outdoor è ormai un fenomeno consolidato: il 71% degli italiani lo pratica, e tre su dieci lo fanno spesso. Più diffuso tra famiglie con bambini piccoli, giovani della Generazione Z e nel Nord Est . Questo tipo di viaggio crea un legame vero tra viaggiatori, comunità locali e territorio: il 79% crede che le attività all’aria aperta favoriscano un turismo positivo per la comunità, basato su rispetto e relazione. Questa convinzione è più forte tra i Millennials e chi viaggia spesso in Europa , a conferma del crescente interesse per esperienze autentiche e socialmente sostenibili.

Nuove rotte: mete meno affollate e vacanze fuori stagione

Il futuro sembra segnato da una voglia di cambiamento, soprattutto alla luce della crisi climatica e di una sensibilità ecologica più diffusa. Il 75% degli italiani sarebbe disposto a scegliere destinazioni meno battute, mentre il 74% preferirebbe viaggiare in bassa stagione per ridurre l’impatto ambientale. Anche il mezzo di trasporto conta: il 62% punta su treni, autobus o soluzioni a basso impatto, accettando anche viaggi più lunghi. Il 57% conferma questa disponibilità. Sul fronte degli alloggi, circa il 60% privilegerebbe strutture con sistemi di raffrescamento più efficienti, anche rinunciando un po’ al comfort.

Chi deve fare la mossa? Le responsabilità secondo gli italiani

Per gli italiani, la svolta verso un turismo più sostenibile è una sfida da affrontare insieme. Le istituzioni sono viste come i principali attori, indicate dal 28%. Seguono albergatori, Unione Europea e amministrazioni locali, tutte intorno al 25%. Solo il 22% punta il dito sui viaggiatori. Tra le misure più apprezzate per gestire i flussi turistici ci sono incentivi per la bassa stagione , potenziamento dei trasporti pubblici e nuovi itinerari per evitare le mete troppo affollate . Tra le misure più restrittive, il 15% sostiene limitazioni agli affitti brevi e il 12% una tassa di soggiorno più alta.

Turismo rigenerativo: oltre la sostenibilità, un impegno per il futuro

Sta crescendo l’interesse per il turismo rigenerativo, scelto dal 29% come possibile direzione futura. Questo approccio non si limita a ridurre l’impatto, ma mira a lasciare un segno positivo duraturo su territori, natura e comunità. Tra le altre tendenze emergenti ci sono il turismo di prossimità e regole più severe e standard condivisi . C’è però anche una difficoltà crescente a distinguere le buone pratiche dal greenwashing, un problema segnalato dal 18%, che sottolinea la necessità di trasparenza e fatti concreti nel settore.

“La crescente consapevolezza e responsabilità degli italiani – afferma l’Osservatorio – testimonia una trasformazione profonda del modo di viaggiare.”*

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