Tra le strade affollate di Roma, un piccolo chiosco di libri usati nasconde una storia che passa quasi inosservata. È qui che prende vita “Nessun dolore”, l’ultimo film di Gianni Amelio, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 83. Alessandro Borghi interpreta Davide, un uomo che vede la sua esistenza sconvolta dall’incontro inatteso con un bambino nordafricano. La città, con i suoi volti indifferenti e i palazzi antichi, fa da sfondo a questa vicenda intensa, che poi si sposta nel silenzioso fascino del centro storico di Orvieto. Un viaggio tra due luoghi emblematici, dove l’umanità si fa strada tra le crepe della quotidianità.
Roma tra Prati ed Esquilino: due volti per Nessun dolore
Nel film di Amelio, Roma si mostra nelle sue sfumature più vere. Da un lato il quartiere Prati, con le sue vie eleganti, i palazzi borghesi e lo sfondo inconfondibile delle mura vaticane. Dall’altro l’Esquilino, un crocevia di culture e comunità diverse. È in piazza Risorgimento che si apre la storia: qui il negozio di libri di Davide diventa il luogo di un incontro che cambierà la sua vita. La scelta della piazza non è casuale: trasformata in occasione dell’ultimo Giubileo, oggi è un punto di ritrovo animato dove la storia convive con la vita quotidiana dei romani.
Il film prosegue tra le strade caotiche e multietniche dell’Esquilino, quartiere dietro la stazione Termini noto per la presenza di tanti stranieri. Via Giolitti fa da sfondo alla ricerca di informazioni di Davide sul bambino che lo segue. Qui Roma mostra il suo lato meno patinato, fatto di voci, volti autentici e storie spesso invisibili.
Non mancano poi le immagini del litorale di Ostia, usato in alcune scene di passaggio. Questi scorci sul mare offrono una pausa visiva e uno sguardo esterno sulla fragilità del protagonista.
Orvieto: il richiamo delle radici
Orvieto non è solo uno sfondo, ma la vera radice di Davide. Le riprese in questa città umbra non si limitano a mostrare la sua bellezza storica, ma diventano parte integrante della narrazione. Con il suo imponente Duomo, la Torre del Moro e il pozzo di San Patrizio, Orvieto si erge su uno sperone di tufo che domina la valle, offrendo un paesaggio che si riflette nell’anima del personaggio.
Le scene girate in Piazza Raneri e a Piazza d’Armi, dove si intravede l’ex Caserma Piave, sottolineano il ritorno alle origini di Davide. Questi luoghi sono simboli di un passato difficile da abbandonare e rappresentano uno spazio di identità e appartenenza, in netto contrasto con la freddezza di alcune zone urbane.
La trama: un incontro che cambia tutto
La storia segue Davide, venditore di libri usati in una piazza centrale di Roma, la cui vita viene sconvolta dall’arrivo improvviso di un bambino nordafricano davanti al suo chiosco. Da quel momento, il bambino lo segue ovunque, costringendolo a fare i conti con una nuova responsabilità e con il mondo reale. Dopo un incidente stradale che li porta al pronto soccorso, Davide incontra Aminah, una ragazza adolescente appena arrivata dall’Algeria via barcone e incinta.
La casa di Davide si trasforma allora in un rifugio improvvisato per chi vive senza un tetto, un luogo di calore umano dove si accumulano persone in cerca di aiuto. Questa situazione crea tensioni con i vicini di casa, mescolando solidarietà e difficoltà quotidiane. Il film scava nella fatica di conciliare accoglienza e sopravvivenza, rimorsi e il desiderio di dare un senso anche ai gesti più piccoli.
Cast e produzione: tra Roma e Orvieto, il cuore del film
Alessandro Borghi guida un cast di alto livello, affiancato da Valeria Golino e Valerio Mastandrea, attori noti per la loro intensità e la capacità di dare vita a personaggi complessi. La produzione ha scelto con cura le location, puntando a valorizzare sia i luoghi più noti di Roma sia quelli meno frequentati ma carichi di significato. Tra questi spiccano i quartieri Prati ed Esquilino, due facce della stessa città.
La scelta di girare anche a Orvieto aggiunge profondità alla narrazione e crea un contrasto visivo importante. Le riprese si sono concentrate su piazze e edifici storici facilmente riconoscibili, che parlano al pubblico familiare con il patrimonio italiano. Questo equilibrio tra ambienti urbani e provinciali costruisce un dialogo visivo che racconta molto dei personaggi e dei temi affrontati.
