Nel 2026, non basta più contare quanta ricchezza o quanti abitanti ha una città per capirne davvero il peso nel mondo. Oxford Economics ha analizzato mille metropoli con un approccio diverso: ha misurato non solo la forza economica, ma anche la capacità di attrarre talenti, innovare e affrontare sfide complesse. Il risultato? Una classifica che sorprende, dove non trionfano solo i giganti finanziari, ma emergono anche città che brillano per qualità della vita, sostenibilità e governo intelligente. Dietro quei numeri, si legge il nuovo volto delle metropoli, fatto di economia, capitale umano, ambiente e politica intrecciati insieme.
New York, prima per economia e talento ma resta indietro su ambiente e governance
New York resta saldamente in cima alla classifica globale. La città americana domina soprattutto per la sua forza economica, confermandosi uno snodo finanziario e imprenditoriale di livello mondiale. Anche sul fronte del capitale umano si difende bene, piazzandosi quinta: segno che continua ad attrarre professionalità e competenze da tutto il mondo. Ma non tutto è oro quel che luccica. La qualità della vita è piuttosto bassa, al 86° posto, e le performance su ambiente e governance sono addirittura più deludenti, rispettivamente 262° e 198°. Questo scollamento ci dice una cosa chiara: un’economia potente non basta a garantire una buona vita o una gestione pubblica efficiente. Per mantenere il suo ruolo di leader, New York deve lavorare su questi fronti, che sono decisivi per il futuro.
La top 30: Europa e Nord America dominano, ma l’Asia avanza forte
Nella classifica delle prime 30 città spiccano soprattutto metropoli europee e nordamericane, che insieme conquistano 78 delle prime 100 posizioni. Guidano New York, Londra e Parigi, con città americane come Seattle, San Francisco, Boston e Los Angeles che si fanno largo nelle posizioni di rilievo. È il segno della lunga tradizione e del peso strutturale dei centri finanziari e tecnologici di queste due aree. L’Asia, però, non resta a guardare: Tokyo e Singapore sono esempi di una crescita forte, soprattutto in termini di innovazione e tecnologia. Le città europee, da Zurigo a Stoccolma, si distinguono anche per la qualità della vita, la buona amministrazione e le politiche verdi. Insomma, il quadro che emerge non è solo economico: è un intreccio complesso di fattori sociali, ambientali e di governance, che raccontano l’ecosistema urbano moderno.
Italia, Milano batte Roma ma resta indietro nella classifica globale
L’Italia si posiziona più in basso nella classifica generale. Milano è la prima città italiana, al 86° posto, seguita da Roma, che si ferma al 119°. Il capoluogo lombardo si conferma il motore economico del paese e un punto di riferimento per l’internazionalizzazione, merito che le vale una posizione relativamente buona rispetto ad altre città italiane. Roma, nonostante il suo enorme patrimonio storico e culturale, paga invece dazio su indicatori più ampi, che guardano oltre l’identità e considerano economia, ambiente e gestione della città. La distanza tra Milano e Roma, ben 33 posizioni, riflette differenze profonde e mette in evidenza la sfida per le città italiane: migliorare su tutti i fronti per risalire in classifica. Chi vuole può consultare la classifica completa e i dati dettagliati sul sito di Oxford Economics, per capire meglio l’evoluzione delle città nel mondo.
