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Oltre 1.200 Musei Insoliti nel Mondo: La Mappa Definitiva e i 10 da Non Perdere

Redazione 21 Settembre 2026

In Nuova Zelanda c’è un museo interamente dedicato alle patate. Sì, patate. Non si tratta di un’eccezione isolata, ma di uno tra più di 1.200 musei davvero strani sparsi in tutto il mondo. Questi spazi raccolgono collezioni fuori dal comune, storie curiose che sfidano il convenzionale. L’idea nasce da James Lees, fisico e divulgatore inglese, che ha mappato luoghi insoliti con una passione quasi contagiosa. Quello che era un progetto personale si è trasformato in una rete globale, con quasi 1.500 musei segnalati da chi ha voglia di scoprire l’insolito.

Alcuni di questi musei sembrano usciti da un racconto surreale: ci sono quelli dedicati ai vecchi gabinetti, ai cani, persino alle peggiori sbornie o alle relazioni finite male. Piccoli spazi, spesso microscopici, costruiti attorno a un solo tema, un oggetto o una storia particolare. Alcuni fanno ridere, altri inquietano. Ma tutti raccontano qualcosa di unico. Dalla Europa agli Stati Uniti, dal Giappone all’Italia, esiste un mondo di musei che non ti aspetti.

Croazia, Museum of Broken Relationships: quando gli amori finiti diventano storia

A Zagabria c’è un museo che racconta l’amore da una prospettiva insolita, più amara: il Museum of Broken Relationships. Non troverai quadri o oggetti di artisti famosi, ma quello che resta delle storie d’amore finite, i frammenti più intimi di legami spezzati. Scarpe, lettere, peluche: piccoli oggetti donati in forma anonima da chi ha vissuto una separazione, raccolti in una collezione ricca di emozione.

Nato nel 2010 da un’idea degli artisti Olinka Vištica e Dražen Grubišić, è diventato un punto di riferimento internazionale, con nuovi oggetti che arrivano ogni anno. Il valore non sta solo negli oggetti, ma nelle storie che raccontano vite spezzate e ricordi trasformati in memoria collettiva, accessibile a tutti. La collezione cresce e, anche se solo una parte è esposta, l’impatto emotivo dello spazio ha conquistato il mondo dei musei.

USA, Museum of Bad Art: l’arte “brutta” che conquista pubblico e critica

Se sei abituato a visitare musei per ammirare opere d’arte di grande valore estetico e tecnico, il Museum of Bad Art a Boston ti offre qualcosa di completamente diverso. Fondato nel 1994 per raccogliere e conservare opere che “falliscono” sotto il profilo artistico tradizionale, il MOBA espone quadri, sculture e creazioni di dubbia qualità, ma con una sincerità che le rende affascinanti.

La collezione permanente conta quasi 900 pezzi, anche se ne vengono esposti solo alcuni alla volta. Non basta che l’opera sia brutta: deve anche riuscire a comunicare, mostrare candidamente un errore o un fallimento, un’idea andata storta ma che suscita interesse. Il museo si trova all’interno della Dorchester Brewing Co., con ingresso gratuito, e organizza mostre itineranti e una sede a Québec City.

Svezia, Museum of Failure: un viaggio tra flop e innovazioni mancate

Nel 2017 in Svezia è nato il Museum of Failure, ideato dallo psicologo Samuel West per raccogliere innovazioni, prodotti e servizi che hanno clamorosamente deluso le aspettative. Lo scopo è mostrare quanto sia importante il fallimento nella ricerca scientifica, tecnologica e commerciale, dimostrando che anche le idee più brillanti possono finire male.

Il museo non ha una sede fissa, si presenta come mostra itinerante che ha toccato città come Parigi, New York, Taipei, Budapest e San Francisco. Prodotti tecnologici dimenticati, tentativi commerciali sbagliati: tutto diventa occasione di riflessione. Qui il fallimento non è una sconfitta, ma una tappa fondamentale dell’innovazione.

Croazia, Museum of Hangovers: storie di sbronze da tutto il mondo

Sempre a Zagabria c’è il Museum of Hangovers, un altro museo che non troverai nelle guide tradizionali. Racconta storie vere di sbronze attraverso otto ambienti tematici. Ci sono oggetti curiosi, giochi, foto e un simulatore che mostra come cambiano percezione e tempi di reazione sotto l’effetto dell’alcol.

Una delle attrazioni più particolari è il “drunk floor”, un pavimento inclinato da affrontare con occhiali che simulano l’ubriachezza. La visita si chiude con uno shot di rakija, un distillato tipico dei Balcani, riservato agli adulti. Aperto tutti i giorni, il biglietto costa 10-11 euro, acquistabile online o in loco. Un’esperienza interattiva che mescola divertimento e riflessione sulle conseguenze dell’alcol.

Giappone, Godzilla Museum: il kaiju più famoso del cinema prende vita

In Giappone non poteva mancare un omaggio al mostro più celebre del cinema. Il Godzilla Museum si trova sull’isola di Awaji, nel parco tematico Nijigen no Mori, ed è il primo museo permanente dedicato al kaiju. Qui si trovano modellini, diorami, oggetti di scena e persino il costume usato nei film.

All’esterno c’è una riproduzione gigante di Godzilla lunga circa 120 metri, parte del percorso interattivo Godzilla Interception Operation. Chi visita può immergersi nel mondo del mostro con filmati, missioni di tiro al bersaglio e una zipline che attraversa la bocca di Godzilla. Un mix di cinema, gioco e storia del personaggio.

Emilia-Romagna, Museo della Merda: dallo sterco all’arte e all’energia

Il nome può far sorridere, ma il Museo della Merda a Castelbosco, in provincia di Piacenza, è molto più di un titolo provocatorio. Nato nel 2015 per iniziativa dell’imprenditore agricolo Gianantonio Locatelli e di artisti e curatori, il museo parte dallo sterco prodotto quotidianamente dagli allevamenti dell’azienda.

L’idea è trasformare quello che normalmente è scarto in materia prima per energia, concime, materiali innovativi e persino opere d’arte. Il museo riflette sui cicli produttivi e la sostenibilità, raccontando la storia di una risorsa alternativa attraverso scienza, tecnologia e creatività.

Veneto, Museo dei Cuchi: 12.000 fischietti di terracotta da tutto il mondo

Nel cuore del Veneto, a Cesuna, c’è un piccolo museo che custodisce una collezione unica per numero e varietà: oltre 12.000 fischietti di terracotta, diffusi in molte culture. Nato dalla passione di Gianfranco Valente, espone pezzi di forme, colori e significati molto diversi.

Il “cuco” ha una storia antica: usato per imitare il canto degli uccelli, come oggetto scaramantico, giocattolo o pegno d’amore. Questa collezione mostra come un piccolo oggetto possa avere ruoli simbolici e pratici diversi, influenzando tradizioni popolari in paesi lontani.

Umbria, Museo delle Mummie: tesori dalle cripte di Ferentillo

Nel borgo umbro di Precetto, dentro la chiesa di Santo Stefano, si trova il Museo delle Mummie di Ferentillo, una testimonianza gotica che racconta la storia locale. La cripta conserva corpi mummificati dal XVI all’Ottocento, riesumati dopo l’editto napoleonico che vietava le sepolture dentro i centri abitati.

I corpi si sono conservati naturalmente, mantenendo capelli, denti, unghie e perfino vestiti originali. Il museo custodisce un patrimonio unico che parla di antiche pratiche di sepoltura, condizioni di conservazione e storia sociale della zona.

Svezia, Börje’s Tie Museum: quasi 9.000 cravatte per una passione singolare

Nella campagna di Ramnaklev, in Svezia, c’è il Börje’s Tie Museum, nato dalla passione solitaria di Börje Gustafsson. Tutto è iniziato nel 2004 con una svendita che gli permise di raccogliere un gran numero di cravatte, fino a quasi 9.000 pezzi, tutti diversi.

La collezione è cresciuta con nuovi acquisti e donazioni, richiedendo nuovi spazi espositivi. L’ingresso non ha un biglietto fisso, ma si basa su una donazione per scopi benefici. Le visite sono preferibilmente su appuntamento, visto che gli orari variano.

Islanda, Icelandic Phallological Museum: la collezione più insolita di Reykjavík

A Reykjavík c’è il museo più singolare di tutti: l’Icelandic Phallological Museum, dedicato allo studio degli organi riproduttivi maschili di varie specie animali. Nato da una donazione di esemplari di balena al fondatore Sigurður Hjartarson, è cresciuto grazie a donazioni da tutto il mondo.

Nel cuore della città, a Hafnartorg, il museo apre tutti i giorni dalle 10 alle 19. Ospita una collezione rara che attira visitatori curiosi di un tema poco esplorato, raccolto con rigore e attenzione. Un luogo davvero fuori dagli schemi.

Un giro tra questi musei insoliti fa riflettere sulle infinite passioni e storie che la cultura umana riesce a trasformare in esposizione. Luoghi sparsi per il mondo, spesso lontani dai radar turistici, ma essenziali per chi cerca qualcosa di unico e fuori dal comune.

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