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Itinerario enogastronomico in Veneto: 3 giorni tra vini, borghi e colline della Strada del Prosecco

Tra Conegliano e Valdobbiadene, le colline si stendono a perdita d’occhio, punteggiate da vigneti che raccontano storie antiche. Qui nasce la Strada del Prosecco, un percorso che non è solo vino, ma un’immersione totale nella bellezza e nella tradizione di Treviso. I borghi si affacciano silenziosi tra i filari, mentre i sapori genuini delle terre locali conquistano al primo assaggio. Camminare o pedalare lungo queste vie significa lasciarsi avvolgere da un’atmosfera senza tempo, dove ogni angolo parla di natura, arte e convivialità. Le giornate qui sembrano scorrere più lente, scandite dal ritmo della campagna e dal piacere di scoprire piccoli tesori nascosti.

Tre giorni per scoprire le colline patrimonio Unesco

Il primo consiglio per vivere al meglio questa esperienza è prendersi il tempo necessario. Un weekend di almeno tre giorni permette di godersi il territorio senza fretta, lasciandosi guidare dagli scorci e dalle occasioni di degustazione. Il percorso suggerito parte da est, da Conegliano, attraversando San Pietro di Feletto e Refrontolo fino a Follina. Sono circa 25 chilometri, con tappe imperdibili come il suggestivo Molinetto della Croda e l’antica pieve di San Pietro di Feletto, un piccolo gioiello di arte e spiritualità. Il secondo giorno si passa per Cison di Valmarino e Rolle, fino a Miane, Combai e infine Valdobbiadene, per circa 35 chilometri. Qui il paesaggio si fa più articolato, con vigneti famosi in tutto il mondo. Il terzo giorno prevede un giro più breve, una ventina di chilometri, tra le frazioni di San Pietro di Barbozza e Santo Stefano, con la possibilità di fare una deviazione fino ad Asolo, a una ventina di chilometri, che vale la pena per le sue bellezze architettoniche e artistiche. Questo itinerario permette di bilanciare camminate, degustazioni e soste culturali.

Borghi che raccontano storia e vino

Il vero cuore della Strada del Prosecco sono i suoi borghi, ognuno con una sua storia da raccontare. Conegliano, considerata una delle capitali storiche del prosecco, si anima attorno alla Contrada Granda, un centro ricco di portici e palazzi che raccontano l’importanza della città. Poco lontano, a San Pietro di Feletto, l’antica pieve con i suoi affreschi spicca tra vigne e boschi, un luogo di grande fascino e tranquillità. A Refrontolo, il Molinetto della Croda, incastonato nella roccia vicino a una cascata, è un simbolo della tradizione agricola e artigianale della zona. Follina, con l’Abbazia di Santa Maria e il suo chiostro silenzioso, offre un’esperienza spirituale e paesaggistica, con sentieri che si addentrano verso le Prealpi. Cison di Valmarino, legato alla famiglia Brandolini, invita a passeggiare tra piazze e la Via dell’Acqua, un sentiero verde con cascate e ponticelli. Rolle è un angolo tranquillo immerso nella natura, perfetto per chi cerca relax e paesaggi incontaminati. Infine, Valdobbiadene con il suo centro elegante e le frazioni storiche di Santo Stefano e San Pietro di Barbozza, è il cuore della viticoltura eroica della zona.

Castelli e fortezze a guardia delle vigne

Prima che le colline si riempissero di vigneti di prosecco, qui dominavano castelli e fortezze, testimoni di un passato fatto di potere e difese. A Conegliano, la Torre della Guardia si staglia ancora nel centro, oggi trasformata in museo. Poco più a sud, a Susegana, il castello di San Salvatore, proprietà della famiglia Collalto, conserva tracce nobiliari ed è oggi un centro attivo per la produzione agricola e le degustazioni, con un occhio all’ambiente. A Vidor resta poco della fortezza medievale ormai distrutta, ma la memoria è viva grazie alla comunità e alle rievocazioni storiche. Tra le fortezze più imponenti c’è Castelbrando, sopra Cison di Valmarino: residenza nobiliare, fortezza militare, oggi è anche struttura ricettiva; parte del complesso è aperta a chi vuole immergersi nella storia e nell’architettura locale. Questi luoghi sono un ponte tra il passato di guerre e le vigne che oggi si estendono sulle colline.

Strada del Prosecco: un viaggio da costruire sul momento

Inaugurata nel 1966 come primo itinerario enoturistico d’Italia, la Strada del Prosecco non è un percorso rigido da seguire passo passo. È piuttosto un mosaico di occasioni da cogliere secondo i propri ritmi e interessi. Le deviazioni non mancano, invitando a lasciare le strade principali per scoprire angoli meno conosciuti ma altrettanto affascinanti. Tra questi, i Laghi di Revine, perfetti per passeggiate nella natura, i percorsi lungo l’acqua a Cison di Valmarino o i sentieri da Follina verso la frescura delle Prealpi. Il Molinetto della Croda è una delle soste più amate da chi apprezza la fotografia e la storia. Insomma, il viaggio si modella sulle passioni di chi lo vive: per chi ama camminare o per chi preferisce fermarsi spesso a degustare.

Sapori veri che accompagnano il Prosecco Superiore

Nessun viaggio tra queste colline può prescindere da una degustazione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, il vero simbolo del territorio. La produzione si basa soprattutto sull’uva Glera, ma la varietà di esposizioni, altitudini e terreni regala tante sfumature di gusto. Le cantine propongono diverse versioni, dal Brut all’Extra Dry, per scoprire tutte le differenze. Ma non è solo bollicine: a Refrontolo si produce il Refrontolo Passito, un vino rosso da meditazione con uve Marzemino, apprezzato per la sua intensità. La cucina tradizionale locale è ricca e genuina, con salumi, formaggi, polenta, carni, risotti e paste fatte in casa, tutti basati su ingredienti di stagione. L’autunno a Combai è la stagione del Marrone IGP, mentre nei mesi freddi si gustano piatti con radicchio e zuppe rustiche. Tra i prodotti tipici spicca la sopressa, spesso servita con pane o polenta. I formaggi uniscono la tradizione delle Prealpi a quella delle malghe del Monte Cesen, offrendo sapori variegati.

Tra queste strade, tra scorci verdi, borghi pieni di storie e sapori autentici, la Strada del Prosecco conferma il suo ruolo di itinerario capace di raccontare questo territorio con la forza della sua storia e della sua viticoltura.

Redazione

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