Le strade attorno al lago Trasimeno si animano di nuovo. Pedalate che solcano sentieri nascosti, passi che risvegliano borghi addormentati dal caldo estivo. È un ritorno alla vita lenta, quella fatta di scoperte autentiche e incontri veri. “ViViamo il Trasimeno” non è solo un festival, ma un invito a conoscere davvero un territorio ricco di storie e bellezze nascoste. Fino all’11 ottobre, arte, ciclismo e natura si intrecciano per raccontare un modo diverso di stare insieme, rispettando l’ambiente e vivendo ogni momento con attenzione.
Da metà a fine settembre, i sentieri del Trasimeno si trasformano in un percorso dedicato a Pietro Vannucci, il Perugino. L’associazione “L’Olivo e la Ginestra” organizza cinque giorni di camminate su 103 chilometri, lungo strade secondarie e campagne, con partenza e arrivo a Panicale. Si parte il 18 settembre alle 9 da Panicale verso Fontignano, il paese dove il pittore visse e lavorò. Il giorno dopo si prosegue da Fontignano a Castiglion Fosco, cuore rurale dell’Umbria, attraversando borghi antichi e campagne.
Domenica si cammina da Castiglion Fosco a Piegaro, fra verde e storia. Il 21, da Piegaro si raggiunge nel pomeriggio Città della Pieve, città natale del Perugino. L’ultima tappa, il 22, parte dal municipio di Palazzo Fargna per tornare a Panicale. Un viaggio che unisce arte e paesaggio, evocando le atmosfere dipinte dal grande maestro rinascimentale.
Il 19 e 20 settembre Castiglione del Lago si fa teatro di due giornate dedicate al ciclismo e al legame con il territorio. Sabato 19 alle 17 apre a Palazzo della Corgna la mostra sulla “Cicloturistica dei Borghi più belli d’Italia” e sulla “Pedalata Rosa del 1995”. Qui si possono vedere documenti, foto e abbigliamento originale di quegli eventi. Nel pomeriggio, un convegno mette a fuoco il rapporto tra cammini, turismo sportivo e strategie di promozione territoriale, con la partecipazione di rappresentanti regionali, della Federciclismo, esperti di bike hospitality e giornalisti. Tra gli ospiti spicca Evgenij Berzin, vincitore del Giro d’Italia 1994 e secondo nel 1995, a sottolineare l’importanza sportiva dell’appuntamento.
Domenica 20 va in scena la XIV “Cicloturistica dei Borghi più belli d’Italia” con due percorsi: 70 chilometri per cicloamatori e 118 per chi cerca una sfida più dura. Partenza e arrivo a Castiglione del Lago, con passaggi nei comuni di Tuoro, Passignano, Magione e Panicale. Una festa che mette in luce le bellezze naturali e culturali del territorio, promuovendo un turismo consapevole e rispettoso.
Il festival si sposta anche lungo il confine tra Umbria e Toscana, vicino ai laghi di Chiusi e Montepulciano, con eventi organizzati dall’ASD GS Filippide il 20 settembre. Si comincia all’alba, alle 6, con una camminata di 29 chilometri che gira intorno ai due laghi, un percorso impegnativo che regala scorci tra fiumi e colline. Alle 8.30 parte un itinerario di 16 chilometri intorno al lago di Chiusi, più facile ma comunque suggestivo, adatto a tutti.
Alle 9.30 una camminata breve di 8 chilometri porta a visitare due torri medievali, “Beccati Questo” e “Beccati Quest’altro”. Questi simboli raccontano un’antica rivalità tra Siena e Perugia: la prima torre fu eretta nel 1279 dai Guelfi senesi in una zona di confine paludosa; i Perugini risposero costruendo quella opposta, vicina ma in posizione dominante. Nonostante i nomi scherzosi, le torri non erano fortificazioni militari, ma punti di riscossione delle tasse, offrendo uno spaccato sulla vita economica del Medioevo.
Per chi ha più esperienza, la giornata si chiude con la tradizionale corsa di 18,5 chilometri che parte alle 9.30 dal lago di Chiusi, passa per la frazione di Vaiano di Castiglione del Lago e torna dopo un percorso intenso. Una prova tecnica e impegnativa, immersa in un paesaggio ricco di storia e natura.
Il festival “ViViamo il Trasimeno 2026” si conferma così un’occasione preziosa per valorizzare un territorio unico, attraverso esperienze che intrecciano sport, cultura e ambiente. Un invito a vivere il Trasimeno con un turismo lento, attento a raccontare storie e a far scoprire angoli di rara bellezza, all’insegna della sostenibilità e della partecipazione.
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