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Le Gole del Daluis: il “Colorado” delle Alpi con canyon rosso e panorami mozzafiato

Redazione 2 Settembre 2026

Tra le Alpi Marittime si apre una fenditura rossa che sembra uscita da un altro mondo. Le Gole del Daluis non sono un set cinematografico, eppure sembrano scolpite da mani antiche: una gola lunga quasi un chilometro, con pareti che si innalzano fino a 300 metri. La strada si insinua tra gallerie scavate nella roccia e ponti sospesi nel vuoto, seguendo il corso del fiume Var. È lui, con pazienza millenaria, a modellare questo canyon dal colore rosso intenso, che ricorda da vicino i paesaggi del Colorado. Un angolo nascosto della Francia del sud, dove la natura si mostra in tutta la sua forza e bellezza.

Una storia geologica scritta nel rosso

Le Gole del Daluis nascono da eventi di 270 milioni di anni fa, alla fine dell’era primaria. In quel tempo lontano, questa zona della Provenza era molto diversa, dominata da un clima tropicale e umido. I sedimenti che oggi formano la roccia chiamata pélite si accumularono in un vasto rift, una zona di fratture profonde nella crosta terrestre, che con il tempo si trasformò nel canyon che vediamo oggi. La pélite, riconoscibile per il suo rosso bordeaux intenso, prende il colore dall’ossidazione del ferro contenuto al suo interno. Fragile e poco resistente, questa roccia friabile è stata erosa lentamente dal fiume Var, che ha scavato e allargato fenditure, creando pareti verticali spettacolari.

Le gole si estendono per oltre 900 metri e si distinguono per la presenza di diverse rocce, che rendono il paesaggio ancora più vario e affascinante. Sopra la pélite rossa si trovano formazioni calcaree e quarzitiche, questa ultima una pietra dura usata nei dintorni per costruzioni come il Ponte di Berthéou. Questi strati di colori e materiali raccontano una lunga storia geologica e fanno del canyon un tesoro naturale raro. L’area è anche ricca di minerali unici: più di 70 specie diverse, alcune scoperte proprio in queste gole, conferiscono alle Gole del Daluis un valore scientifico e turistico di livello internazionale.

Il Ponte della Sposa e il mistero del canyon

Il ponte in quarzite conosciuto come Pont de la Mariée è il simbolo delle Gole del Daluis e il luogo più visitato lungo il percorso. Sospeso a circa 80 metri dalla base del canyon, questo ponte è legato a una tragedia misteriosa avvenuta il 30 luglio 1927. Una giovane sposa in viaggio di nozze precipitò nel vuoto in circostanze mai del tutto chiarite. Tra le ipotesi, si parla di un errore dovuto alla scarsa illuminazione serale, ma la vicenda ha alimentato nel tempo un alone di mistero senza risposte definitive.

Non lontano da qui si trova un blocco di pélite naturale, scolpito a forma di volto femminile, soprannominato “la Guardiana delle gole”. Questa figura sembra vegliare sulle pareti, accompagnando i visitatori lungo il fiume. La fauna della zona è altrettanto particolare: specie alpine e mediterranee convivono in un equilibrio delicato. Camosci agili, gallo forcello, aquile reali e lucertole ocellate trovano rifugio tra le rocce, testimoni silenziosi di un ambiente che si mantiene intatto nonostante l’interesse crescente.

Tra gallerie strette, belvederi e tracce di un passato minerario

La D2202 è la via principale per scoprire le Gole del Daluis: un tratto di circa 11 chilometri che si snoda tra gallerie scavate nella roccia e tornanti affacciati sul precipizio, regalando panorami spettacolari a ogni curva. La strada asfaltata permette un accesso comodo anche in auto o moto, ma la prudenza è d’obbligo. Le diciassette gallerie lungo il percorso creano un’atmosfera intensa, quasi da film. Alcune sono brevi e illuminate, altre più lunghe e buie, invitando a rallentare e ad assaporare ogni scorcio.

Fermarsi è d’obbligo per cogliere tutta la maestosità della gola. Il punto di riferimento è il Pont de la Mariée, da cui si apprezza la profondità e la forza del canyon. Per chi preferisce camminare, il Point Sublime è un percorso di circa due ore che parte vicino al ponte di Berthéou e arriva a un belvedere spettacolare. Da lì il fiume Var si vede come una striscia sottile tra le pareti imponenti, e si possono riconoscere alcune delle vecchie miniere di Roua.

Per i più avventurosi, il Circuit des Balcons des Gorges de Daluis è un anello di due giorni che comprende sentieri esposti, passaggi con scale lungo la roccia e una passerella sospesa sul fiume, permettendo di visitare anche villaggi abbandonati. È previsto un bivacco per la notte a Roua, da prenotare in anticipo, per immergersi completamente in questo paesaggio unico.

Natura da proteggere nella Riserva delle Gole del Daluis

La flora delle Gole del Daluis si è adattata a un ambiente arido e roccioso. Arbusti come ginestra, timo, bosso e ginepro crescono su terreni poveri d’acqua e nutrienti. Tra le rocce si trovano anche piante speciali, capaci di vivere in condizioni estreme, mentre sulle superfici rosse spiccano piccoli molluschi simbolo della riserva. La presenza insieme di specie alpine e mediterranee sottolinea l’importanza ecologica dell’area.

La Riserva Naturale Regionale delle Gorges de Daluis, istituita nel 2012, tutela oltre 1.000 ettari tra Guillaumes e Daluis. Qui è vietato raccogliere minerali, piante o disturbare gli animali. Chi visita deve rispettare l’ambiente, evitando rifiuti e tenendo i cani al guinzaglio. La raccolta è riservata solo a ricercatori autorizzati. Grazie a queste regole rigide, il territorio mantiene intatto un equilibrio prezioso, conservando bellezza e biodiversità.

Come arrivare e cosa vedere nei dintorni

Le Gole del Daluis si trovano nell’entroterra a nord-ovest di Nizza, tra Daluis e Guillaumes. La posizione le rende un ottimo punto di partenza per esplorare l’alto entroterra nizzardo, collegandosi alle vicine Gorges du Cians e al borgo medievale di Entrevaux. Seguendo la strada verso Daluis e Guillaumes, la gola si apre piano piano allo sguardo, mostrando le sue sfumature rosse.

La D2202 attraversa il tratto principale del canyon lungo la famosa Route des Grandes Alpes. Chi arriva in treno può scendere a Entrevaux, servita dal Train des Pignes, a una quindicina di minuti dalla riserva. Da Guillaumes si può proseguire verso località montane come Valberg, o visitare l’Ecomusée de la Roudoule a Puget-Rostang.

Per chi vuole unire natura e storia, Entrevaux è una meta imperdibile: il suo borgo medievale fortificato è un contrappunto affascinante alla natura selvaggia delle gole. Questo mix di paesaggi naturali, testimonianze storiche e borghi autentici rende ancora più ricca l’esperienza nelle Alpi Marittime.

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