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Le Migliori Piscine Naturali Scavate nella Roccia sul Mare: Dalle Spiagge del Cilento alla Liguria

Tra le insenature del Tirreno e le scogliere della Liguria si nascondono piccole piscine naturali, veri gioielli di acqua limpida e silenzio. Non si trovano per caso: spesso è necessario scendere scale scavate nella roccia o avventurarsi lungo sentieri di pietra stretti e ripidi. Ma quando il panorama si apre, ogni fatica svanisce. Le onde, nel corso dei secoli, hanno scavato questi bacini protetti, creando rifugi d’acqua fresca dove il mare si fa dolce e il paesaggio racconta storie antiche. Luoghi che sembrano sospesi tra natura e tempo, pronti a sorprendere chi cerca un angolo di calma lontano dalla folla.

Iscolelli, le piscine nascoste nel Parco del Cilento

Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, lungo il celebre Sentiero degli Infreschi, si trovano le piscine naturali di Iscolelli. Dietro una piccola spiaggia di ciottoli bianchi, l’acqua limpida riempie vasche incastonate nella scogliera scura e frastagliata. Una strettoia naturale le separa dal mare aperto, tenendo lontane le barche e regalando un angolo perfetto per chi vuole un tuffo tranquillo, lontano dalla confusione.

Si parte dall’Oasi degli Infreschi, struttura ricettiva che segna il punto di partenza. Da lì un sentiero breve attraversa la macchia mediterranea, profumata e selvaggia, fino alle piscine. Il percorso, poco battuto e quasi nascosto, aggiunge un pizzico di avventura a questa breve escursione; è un invito a chi ama il silenzio e la natura incontaminata. L’acqua nelle conche è bassa ma fresca, ideale per rinfrescarsi nelle giornate più roventi. Il mix tra roccia, vegetazione e mare crea un piccolo paradiso estivo che resta impresso nella memoria.

Punta Rossa sul Monte Circeo: snorkeling e storia a due passi dal Lazio

Sulla costa laziale del Parco Nazionale del Monte Circeo, Punta Rossa si staglia con la sua scogliera che si apre in due calette naturali. Il mare qui sfoggia un verde smeraldo perfetto per lo snorkeling, tra anfratti e rocce abitate da pesci e molluschi. Il nome delle piscine naturali deriva dai resti di un fortino napoleonico che ancora domina il promontorio, un segno evidente di un passato militare che si intreccia con la natura.

Per arrivarci si lascia l’auto in via del Faro e si prosegue a piedi su una strada privata. Dopo aver superato un cancello aperto, si scende lungo una strada asfaltata e poi si prosegue su un sentiero nella macchia mediterranea. La camminata dura una decina di minuti, con una discesa non troppo difficile ma consigliata con scarpe robuste. Qui il mare è amatissimo dai locali, che si tuffano anche dagli scogli più alti, ma resta un rifugio lontano dal turismo di massa e dagli stabilimenti balneari. La natura incontaminata e l’atmosfera sospesa nel tempo fanno di questo posto un angolo da custodire.

Bagni della Regina Giovanna: tra leggenda e archeologia a Capo di Sorrento

A pochi chilometri da Sorrento, lungo la costa sorrentina, si trova una piccola laguna naturale che non manca di fascino: i Bagni della Regina Giovanna. Il nome nasce da una leggenda che vuole la regina angioina Giovanna II nuotare qui di nascosto con i suoi amanti nel Rinascimento. Oggi è una delle piscine naturali più suggestive della Campania, una vasca raccolta che si apre sul mare attraverso un arco roccioso scolpito dal vento e dalle onde.

L’accesso si trova a Capo di Sorrento e il sentiero è poco più lungo di mezzo chilometro. Camminare in mezzo alla macchia mediterranea fino a una scalinata ripida che scende alla baia è il preludio a questa immersione tra natura e storia. Oltre alla leggenda, c’è un tesoro archeologico: sulla scogliera si possono ammirare i resti della Villa Pollio Felice, una residenza romana del I secolo a.C., citata anche da Plinio il Giovane e Stazio. Un luogo dove la storia si fonde con un paesaggio unico.

Sant’Andrea all’Isola d’Elba: granite levigate e acque limpide

A ovest dell’Isola d’Elba, nel comune di Marciana, ci sono alcune delle piscine naturali più belle del Tirreno: quelle di Sant’Andrea. Partendo dalla spiaggia, si arriva a una serie di conche scavate tra grandi lastre di granito levigate dal mare e dal vento. I “Cote Piane” conducono a una fenditura nella roccia da cui emergono vasche d’acqua trasparente, perfette per tuffi e snorkeling in un ambiente ancora molto naturale.

Il sentiero costeggia Capo Sant’Andrea, offrendo viste spettacolari su formazioni rocciose modellate dal tempo. Il percorso alterna passerelle di legno a tratti di roccia lavorata a mano, regalando scorci indimenticabili. A est si trova anche la spiaggia del Cotoncello, famosa per le sue rocce lisce e le piccole insenature simili a piscine naturali. Sant’Andrea è tappa imperdibile per chi cerca un contatto diretto con un mare cristallino e paesaggi geologici rari.

Bozi di Punta Pineda: le piscine di arenaria delle Cinque Terre tra natura e antiche saline

Le Cinque Terre nascondono un angolo ancora più selvaggio e poco frequentato, raggiungibile superando il villaggio contadino di Campi, vicino a Riomaggiore. Qui si trovano le “bozi” di Punta Pineda: piscine naturali scavate nella roccia arenaria, protette da scogli che impediscono il continuo ricambio con il mare aperto. Un tempo erano saline artigianali, usate dai contadini per estrarre il sale con l’evaporazione. Oggi offrono un rifugio isolato a chi cerca un bagno diverso, lontano dalla folla estiva.

L’accesso è impegnativo: la discesa dura circa trenta minuti, con passaggi esposti e sentieri ripidi. Questo rende il luogo una meta per chi vuole autenticità e silenzio, fuori dai percorsi più battuti. Il panorama resta intatto, con la costa frastagliata e i toni caldi dell’arenaria che si immergono nel mare blu. Le piscine di Punta Pineda sono un esempio raro di come natura e antiche attività umane possano convivere in armonia.

Redazione

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