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Egeo Meridionale, la Meta Turistica Più Affollata d’Europa con 127 Turisti per Residente nel 2024

Redazione 21 Agosto 2026

Ogni notte, migliaia di turisti scelgono di dormire sulle isole dell’Egeo meridionale. Tanto da far lievitare i pernottamenti fino a 127 volte il numero degli abitanti locali. Eurostat lo conferma: questa regione greca, con il suo mix di sole e storia, domina l’Europa in termini di afflusso turistico. Non è solo un dato da cartolina, ma un segnale che solleva interrogativi concreti sulla sostenibilità di un turismo così massiccio. Il Mediterraneo, con l’Italia e alcune zone della Croazia, resta il vero epicentro dei viaggiatori. Dietro ai numeri, però, si nascondono sfide complesse per gestire un fenomeno in continua crescita.

L’Egeo meridionale: un’enorme pressione turistica su poche centinaia di migliaia di abitanti

L’Egeo meridionale, territorio che comprende perle come Santorini, Rodi e Kos, si conferma protagonista nel panorama turistico europeo. Nel 2024 ha registrato oltre 41,5 milioni di pernottamenti, a fronte di una popolazione residente di circa 326.000 persone. Il risultato? Un rapporto di 127,2 notti turistiche per ogni abitante, il più alto in tutta Europa secondo Eurostat.

Il dato racconta di una pressione che non si limita a qualche giorno affollato, ma di una presenza costante e massiccia di turisti. Non significa che tutti siano lì contemporaneamente, ma che le notti accumulate dai visitatori sono davvero tante, con tutte le conseguenze che ciò comporta per la vita quotidiana, l’ambiente e l’economia locale.

Non molto distante, anche le isole Ionie, sempre in Grecia, mostrano un rapporto alto: 102,6 pernottamenti per abitante, con 20,5 milioni di notti turistiche e una popolazione di circa 200.000 residenti. Questi dati sottolineano quanto il turismo sia al centro della vita economica di queste zone, ma anche quanto possa pesare sulla loro sostenibilità.

Bolzano: la montagna che non dorme mai

L’Italia entra in questa speciale classifica con Bolzano, una provincia autonoma che fa da porta alle Dolomiti. Qui, nel 2024, sono stati registrati 68,9 pernottamenti per abitante, un record per un’area alpina.

Bolzano attira visitatori tutto l’anno, non solo in inverno per lo sci, ma anche grazie ai paesaggi, ai sentieri e a un’offerta culturale variegata. Questo fa capire che la pressione turistica non è un problema solo delle località di mare o delle isole: anche la montagna sa farsi sentire.

La forte affluenza mette in evidenza la necessità di una gestione attenta degli spazi e dei servizi, per non compromettere la qualità della vita di chi ci vive e per garantire uno sviluppo economico sostenibile.

Croazia, Baleari e Creta: mete che non mollano la presa

Dietro Bolzano, sulla lista di Eurostat, c’è la costa adriatica della Croazia, con città celebri come Dubrovnik e Spalato. Nel 2024, la zona ha fatto registrare 67,5 pernottamenti per abitante, confermandosi tra le mete più ambite dell’Europa sud-orientale.

Le isole Baleari, con Ibiza e Maiorca, continuano a mantenere un posto di rilievo: circa 60 notti turistiche per abitante. Anche Creta, grande isola greca, sorprende con 55,6 pernottamenti per residente, a dimostrazione della solidità del turismo greco che non si concentra solo sulle località più note.

Non tutte le regioni europee vivono questa pressione. In molte zone i pernottamenti restano sotto le 15 notti per abitante. L’Egeo settentrionale, ad esempio, si ferma a 14,9, posizionandosi solo al ventiquattresimo posto, segno di un turismo più contenuto.

Alle estremità opposte, ci sono territori come Mayotte, nel territorio francese dell’Oceano Indiano, con appena 0,5 notti per abitante, e la regione polacca della Mazovia, intorno a Varsavia, con 0,7. Sono realtà dove il turismo ha un impatto molto limitato sulla vita quotidiana.

Questi dati raccontano un’Europa a due velocità nel turismo: zone sature e affollate che convivono con aree più tranquille. Un quadro complesso che richiede strategie diversificate per affrontare le sfide di oggi e domani.

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