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Galleria Henry a Buggerru: il balcone nella roccia tra rotaie, buio e vista sul mare del Sulcis

Redazione 15 Agosto 2026

A Buggerru, non è solo il mare a raccontare storie. C’è un altro volto, nascosto sotto la luce accecante delle spiagge. È quello delle miniere, del sudore dei minatori e di una Sardegna che ha combattuto con la roccia per vivere. La Galleria Henry, un tunnel lungo quasi un chilometro, si apre nella montagna come un sipario su un passato di fatica e speranza. Camminando al suo interno, il silenzio ti avvolge, fino a quando, all’improvviso, la galleria si spalanca sulla luce, rivelando il vecchio borgo minerario e il mare che si stende all’orizzonte. Un luogo dove la natura selvaggia e l’archeologia industriale si fondono in un racconto potente, fatto di lavoro, lotte e memorie.

Galleria Henry, tra roccia e mare: un capolavoro di ingegneria e fatica

La Galleria Henry non è solo un tunnel. È il simbolo più importante della miniera di Planu Sartu, nel Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, riconosciuto dall’UNESCO. Il tunnel si snoda per quasi un chilometro lungo la falesia, a circa 50 metri sopra il livello del mare, con pareti di roccia calcarea che alternano passaggi stretti a nicchie e aperture panoramiche. Queste finestre naturali si affacciano sul mare, regalando scorci spettacolari dove archeologia industriale e natura selvaggia si incontrano.

Dal punto di vista tecnico, la galleria fu progettata quasi due secoli fa per far passare una locomotiva a vapore, una vera rivoluzione per il trasporto del materiale estratto. Si abbandonarono le vecchie modalità di carico a mano e con i muli, per adottare un sistema ferroviario interno con scartamento ridotto. La galleria collegava direttamente i cantieri estrattivi alle laverie, dove si lavorava il minerale, fino al porticciolo da cui partivano le navi cariche di piombo e zinco destinati ai mercati esteri.

Dietro la miniera di Buggerru: una storia di industrie e uomini

La storia industriale di Buggerru parte nel 1865, con l’arrivo della Société Anonyme des Mines de Malfidano, una società francese che trasformò il piccolo borgo di pescatori in un vivace centro minerario. Arrivarono operai, tecnici e dirigenti, che costruirono non solo infrastrutture ma anche un tessuto sociale ricco e variegato. Il paese divenne un crocevia di culture, tanto da guadagnarsi il soprannome di “Petit Paris”, per l’influenza francese sia industriale che culturale.

Nel 1892, con la costruzione della Galleria Henry e l’introduzione della locomotiva a vapore, la miniera fece un salto di qualità. Produzione e efficienza aumentarono grazie a un sistema di trasporto interno all’avanguardia. Ma le condizioni dei lavoratori restavano durissime. La tragedia arrivò il 4 settembre 1904, quando una protesta dei minatori per le condizioni insostenibili finì nel sangue. Tre operai persero la vita e molti rimasero feriti durante l’intervento dell’esercito. Un episodio che scosse il movimento operaio italiano e portò al primo sciopero generale nazionale.

Visitare la Galleria Henry: un viaggio tra storia e panorami mozzafiato

Oggi la Galleria Henry si visita su prenotazione. I turisti possono camminare lungo i corridoi scavati nella roccia e riscoprire le tracce della vita mineraria. Il percorso segue parte della vecchia ferrovia interna, lungo passaggi un tempo attraversati da vagoni mossi a mano o trainati dalla locomotiva. L’atmosfera cambia velocemente: si lascia la luce del Mediterraneo per immergersi in un ambiente fresco, ombroso, dove le pareti parlano di fatica e abilità di operai di un secolo fa.

Il momento più suggestivo è quando la galleria si apre con finestre panoramiche sulla falesia: uno spettacolo raro, con il borgo di Buggerru che si stende sotto come da una terrazza sospesa, i suoi edifici storici aggrappati alla costa. La galleria è l’esempio perfetto di come un’opera industriale possa convivere con il paesaggio naturale, senza rovinarlo, ma anzi esaltandolo.

All’uscita, Buggerru offre ancora molto: spiagge cittadine, Cala Domestica e scorci che intrecciano natura, storia e cultura mineraria, raccontando il legame profondo tra industria del passato e territorio di oggi.

Come arrivare a Buggerru e consigli per la visita

Buggerru si trova sulla costa sud-occidentale della Sardegna, nel cuore dell’Iglesiente minerario, a metà strada tra Iglesias e Fluminimaggiore. La Galleria Henry è raggiungibile dal centro del paese, salendo lungo via Pranu Sartu, a circa 50 metri sul livello del mare. L’ingresso si trova tra la Pizzeria La Baia da Tore e il Bar Fratelli Orrù, da dove parte la visita guidata.

La prenotazione è obbligatoria, si può chiamare il numero ufficiale del Comune o prenotare online tramite i siti dedicati al turismo locale. Il percorso si fa a piedi e non è possibile proseguire in auto oltre il centro abitato. Chi arriva da Iglesias deve seguire la strada provinciale verso Funtanamare, entrando nel paesaggio minerario tipico della zona.

Attraversare la Galleria Henry significa vedere in pochi minuti due Sardegna diverse: quella antica, fatta di lavoro duro sotto terra, e quella di una costa ancora intatta. Un’esperienza che invita a pensare a come l’uomo abbia modellato questo territorio, senza spezzare il legame con la natura intorno.

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