Quasi metà degli italiani quest’estate non metterà piede fuori città. Un dato che sorprende: 24,2 milioni di persone, il 48,5% degli adulti, rinunceranno alle classiche vacanze lontano da casa. Il fenomeno ha un nome preciso: staycation, ovvero “vacanze restando a casa”. E a guidare questa tendenza sono soprattutto gli over 65, che preferiscono o devono trascorrere il periodo di ferie senza spostarsi. Meno partenze, più soggiorni domestici: l’estate 2026 si prepara a cambiare volto.
I dati dicono chiaramente che l’Italia si divide in due: chi parte e chi resta. Ad agosto saranno circa 17,5 milioni gli italiani in vacanza, mentre altri 4,7 milioni preferiranno spostarsi a settembre, per evitare folla e prezzi alti. Ma resta comunque consistente la fetta di chi non lascerà il proprio domicilio per alcune settimane, quasi uno su due.
Il motivo principale? Le difficoltà economiche, che pesano sul 52,8% degli intervistati. A seguire, problemi legati alla gestione familiare e motivi di salute . Un altro 11,2% cita il rincaro dei prezzi turistici come freno, mentre il 10,4% si scontra con impegni di lavoro.
Interessante notare che il 6,6% degli italiani non rinuncia del tutto alla vacanza, ma sposta il viaggio in periodi meno costosi, evitando l’alta stagione. È un modo per mettere insieme risparmio e desiderio di riposo.
A fare da protagonista in questa tendenza sono gli over 65 e i pensionati. In queste fasce, più di due persone su tre non partiranno per le ferie estive, una percentuale ben più alta rispetto alla media nazionale. Le ragioni? Oltre ai motivi economici, ci sono condizioni di salute e una certa preferenza per restare nei propri ambienti di sempre.
Federalberghi sottolinea come reddito e vacanze siano strettamente legati. Tra le soluzioni proposte, si parla di rafforzare il welfare aziendale per aiutare le famiglie, magari aumentando le soglie di esenzione fiscale sui benefit legati alle vacanze. Si ipotizza anche un buono vacanza simile ai buoni pasto, pensato per i soggiorni estivi.
Il turismo si trova davanti a una sfida: rendere le vacanze più accessibili, soprattutto fuori dai mesi più caldi. Le aziende del settore stanno valutando offerte con tariffe più basse a giugno e settembre, spingendo per un turismo meno affollato e più economico.
Per chi non ha un reddito da lavoro dipendente – come pensionati o disoccupati – si pensa a buoni vacanza legati al reddito, da usare in strutture convenzionate. Potrebbe essere un passo importante per far arrivare le ferie anche a chi finora ha dovuto rinunciare.
L’estate 2026 segna così un cambiamento nel modo di fare vacanza. La staycation si afferma soprattutto tra chi non può o non vuole muoversi. Sul fronte delle politiche sociali ed economiche, il sostegno a chi resta a casa diventa una priorità, non solo per migliorare la qualità della vita, ma anche per rilanciare un turismo più equo e diffuso.
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