Adam Scott torna nei luoghi dell’infanzia, portando con sé le ceneri dei genitori appena scomparsi. Non è un viaggio di conforto, ma l’inizio di un incubo. In Hokum, il nuovo horror di Damian McCarthy, il tempo si piega e il passato pesa come un macigno. Tra le campagne nebbiose d’Irlanda e le luci artificiali degli Emirati Arabi Uniti, la storia si dipana tra ombre fitte e silenzi carichi di tensione. Non è solo un racconto di paura: è un viaggio nell’ansia, nel dolore nascosto, in luoghi che sembrano respirare mistero. E lì, dove tutto dovrebbe essere solo ricordo, si nascondono presenze che non vogliono restare sepolte.
La storia segue l’autore interpretato da Adam Scott, che decide di fare i conti con i traumi del passato andando in Irlanda per spargere le ceneri dei genitori. La meta non è casuale: vuole portare le ceneri vicino a una sequoia immortalata in una vecchia foto di famiglia. Prenota una stanza in un piccolo inn, lo stesso dove i genitori avevano passato la luna di miele anni prima. Ma arrivato lì si accorge di essere l’unico ospite e iniziano a farsi strada racconti inquietanti legati alla locanda, come la leggenda di una strega che si dice abiti proprio in quella suite. Da qui parte una serie di eventi soprannaturali che mettono a dura prova la sua sanità mentale. L’atmosfera resta sempre cupa, con una tensione che cresce scena dopo scena, mentre passato e presente si intrecciano senza soluzione di continuità.
Le scene iniziali e finali di Hokum sono state girate nel deserto di Al Ain, negli Emirati Arabi Uniti. Per questa scelta, il team ha lavorato a stretto contatto con enti locali come la Abu Dhabi Film Commission e la Creative Media Authority Abu Dhabi. Al Ain è noto per la sua vasta oasi di oltre 147.000 palme da dattero, attraversata dai falaj, antichi canali d’acqua dichiarati patrimonio dell’UNESCO. Qui c’è anche il Jebel Hafit Desert Park, un sito archeologico con tombe risalenti a più di cinquemila anni fa, che conferisce un’aura misteriosa al paesaggio. Le dune di sabbia e l’aria rarefatta hanno fatto da sfondo perfetto per aprire e chiudere il film, rafforzando i temi dell’isolamento e dell’inquietudine.
Gran parte delle riprese si è svolta nel West Cork, una zona d’Irlanda selvaggia e poco urbanizzata. Qui si incontrano spiagge deserte, rocce brulle e campi spogli, incorniciati da piccoli villaggi isolati, elementi che creano una tensione palpabile. Tra i luoghi preferiti del regista c’è il Caha Pass, un passo montano scavato a mano che attraversa la cresta della catena omonima. Da qui si godono viste mozzafiato sulle montagne e sulla Baia di Bantry, un’ambientazione naturale che ben si presta a raccontare il confronto con il passato e l’ignoto. La durezza del paesaggio, unita alla sua storia profonda, sottolinea il carattere enigmatico della vicenda.
Oltre alle scene all’aperto, molte sequenze sono state girate in spazi verdi e ambienti storici che danno al racconto un senso di continuità tra passato e presente. La foresta di Castlefreke, con la sua natura intatta e le rovine dell’omonimo castello, è uno di questi luoghi. Frequentata da famiglie e appassionati di escursioni, nel film assume un ruolo simbolico: diventa un rifugio per il protagonista, un luogo dove fermarsi e fare i conti con i ricordi. Le scene d’interno sono state realizzate al Liss Ard Estate, una tenuta storica con ambienti raffinati, vasti terreni, un lago privato e giardini che hanno ospitato artisti come James Turrell.
Bantry House, storica residenza affacciata sulla Baia di Bantry, è un’altra location di spicco nel film. Nota per i suoi ampi giardini all’italiana, questa dimora regala al film un tocco di eleganza e solennità. Il regista ha voluto catturare immagini forti e senza tempo, capaci di dare respiro universale alla storia misteriosa del protagonista. Le sale interne e i curati giardini di Bantry House offrono un contrasto netto con la natura selvaggia e inquietante delle zone rurali, accentuando la complessità della vicenda.
L’atmosfera creata da Damian McCarthy fonde paesaggi naturali, architetture storiche e luoghi carichi di significati profondi, regalando allo spettatore un’esperienza intensa e coinvolgente. Ogni location è stata scelta con cura per trasmettere il tormento interiore del protagonista e per immergere chi guarda in un mondo dove il confine tra realtà e soprannaturale si fa sottile e sfuggente. Hokum, atteso nelle sale italiane dal 5 agosto 2026, si presenta così come un viaggio nel mistero e nella memoria, attraverso luoghi che raccontano molto più di quel che si vede a prima vista.
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