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Le Incisioni Rupestri più Alte d’Europa a Bormio: Il Tesoro Nascosto tra i Ghiacci dell’Alta Val di Gavia

Redazione 30 Luglio 2026

Incisioni rupestri a 3.000 metri in Alta Val di Gavia: un tesoro preistorico riaffiorato dal ghiaccio

A 3.000 metri di quota, tra i ghiacci che si ritirano lentamente, spuntano incisioni rupestri mai viste prima. Siamo a Punta Segnale, sulle vette aspre dell’Alta Val di Gavia, dove il tempo sembra essersi fermato per millenni. Queste antiche incisioni raccontano di presenze umane di oltre tremila anni fa, in un ambiente ostile e isolato, lontano dal turismo e dalle vie battute. Un ritrovamento che apre una finestra su un passato nascosto, custodito finora dal gelo implacabile.

Punta Segnale: le incisioni che parlano di rituali e vita in quota

Le tredici incisioni ritrovate sul versante del Pizzo Tresero, una vetta dell’Alta Val di Gavia, sono tra le testimonianze preistoriche più alte d’Europa. I petroglifi, incisi su micascisto levigato dal movimento del ghiaccio, mostrano figure umane con le braccia alzate, simboli geometrici e una spirale, probabilmente legati a riti e credenze di quei tempi.

Le cosiddette figure “oranti”, con le braccia levate, sembrano indicare pratiche spirituali o cerimoniali. La loro presenza a quasi tremila metri racconta di un legame profondo tra gli antichi abitanti e l’ambiente montano, non solo per sopravvivere, ma anche in chiave simbolica. Per millenni, queste incisioni sono rimaste nascoste sotto il ghiaccio del Tresero, finché il riscaldamento globale non le ha riportate alla luce.

Il valore di questo sito non sta solo nell’altitudine, ma anche nel fatto che il ritiro dei ghiacciai ha restituito all’uomo moderno un patrimonio antico rimasto invisibile per millenni. Punta Segnale ci offre una rara finestra sulla vita e sulle credenze delle popolazioni dell’Età del Rame e del Bronzo, tra il 3000 e il 1000 a.C.

Il cammino verso le incisioni: un trekking per chi sa guardare oltre

Si parte dal Rifugio Berni, al Passo Gavia, a 2.621 metri, facilmente raggiungibile in auto o con il servizio navetta estivo da Santa Caterina Valfurva. Da qui inizia un percorso di circa 4,6 chilometri con un dislivello di oltre 470 metri, classificato di media difficoltà . Non è una passeggiata: serve preparazione, attenzione al terreno e all’altitudine, tra i ghiacciai che si ritirano e i pendii morenici.

Il sentiero attraversa paesaggi montani spettacolari, con viste ampie sul Parco Nazionale dello Stelvio. Prima di arrivare alle incisioni, si passa vicino alla Capanna Bernasconi, dove si intravedono le prime rocce incise. Il momento migliore per osservare i petroglifi è la mattina presto, idealmente prima delle 10, quando la luce solare mette in risalto i dettagli scolpiti, facendo emergere un patrimonio fragile e prezioso.

Questa escursione è molto più di una semplice camminata: è un tuffo nella storia alpina, un incontro con un sito archeologico che si lega alla memoria del ghiacciaio Tresero. Per gli appassionati di archeologia e montagna, è un’occasione unica per vedere con i propri occhi il legame millenario tra uomo e ambiente estremo.

Punta Segnale tra natura e memoria: un gioiello dell’Alto Adamello-Stelvio

Il sito di Punta Segnale non è un caso isolato, ma parte di un ricco patrimonio storico e naturale nel Parco Nazionale dello Stelvio. Qui l’Alto Adamello e l’area dello Stelvio conservano tracce di epoche diverse: dalla preistoria alla Grande Guerra, fino ai sentieri antichi ancora percorribili, raccolti nel progetto Stelvio Historical Trek.

Questo territorio è un punto d’incontro tra natura e cultura, dove ogni pietra racconta l’adattamento dell’uomo alla montagna. Le incisioni a oltre tremila metri confermano la capacità degli antichi di lasciare segni simbolici sofisticati in un ambiente duro e ostile.

Il riscaldamento globale ha reso possibile scoprire queste testimonianze, ma ha anche acceso un faro sulla necessità di proteggerle. Il Parco Nazionale dello Stelvio lavora per salvaguardare questi luoghi, promuovendone la conoscenza attraverso percorsi organizzati e visite guidate, rivolte a chi è preparato fisicamente.

Gli studi sulle incisioni di Punta Segnale aggiungono un tassello importante alle ricerche archeologiche alpine e stimolano riflessioni sul rapporto tra uomo, montagna e ghiaccio. Questa scoperta arricchisce il patrimonio culturale della Lombardia e apre nuove prospettive per capire la vita in uno dei paesaggi più affascinanti e difficili d’Europa.

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