Fanò – Othoní non si lascia scoprire con un primo sguardo frettoloso. Nessuna folla chiassosa, nessun resort di lusso a interrompere il paesaggio. Solo qualche casa sparsa, mulattiere antiche che si arrampicano tra ulivi centenari e baie così nascoste da sembrare invisibili dalla costa. La chiamano il “Salento della Grecia” perché qui il tempo sembra davvero essersi fermato: il porto cullato dalle onde, le giornate scandite dal sole e dal vento. Il turismo di massa non ha mai messo piede, lasciando intatta un’atmosfera fatta di silenzi, panorami infiniti e acque turchesi che si perdono all’orizzonte.
Fanò, o Othoní, è una delle isole più riservate e affascinanti dell’arcipelago delle Diapontie, a nord-ovest di Corfù. Lunga appena sei chilometri, si alza fino a quasi 400 metri, regalando panorami mozzafiato. In giornate limpide d’estate, si scorgono persino le coste italiane, un dettaglio che sottolinea il legame naturale con il Salento e la Puglia, da cui deriva il soprannome di “Salento della Grecia”. Fanò non è un’isola da visitare con itinerari rigidi. La sua vera forza sta nelle escursioni via mare, nei sentieri nascosti e nei piccoli borghi che sbucano tra filari di ulivi e boschi. Qui le attrazioni più belle sono le spiagge appartate, grotte leggendarie, un faro dell’Ottocento e panorami selvaggi che emozionano quando cala il sole.
Aspri Ammos, che significa “sabbia bianca”, è la spiaggia più famosa di Othoní e custodisce un tesoro naturale: la Grotta di Calipso. Questa cavità, scavata dalle onde, è avvolta dal mito: secondo Omero, qui Ulisse rimase prigioniero per sette anni, incantato dalla ninfa Calipso. La leggenda attraversa i secoli e conferisce alla grotta un fascino unico, tappa d’obbligo per chi ama l’Odissea. Nel 2024, Fanò richiama appassionati di letteratura e cinema, anche grazie alla recente versione di Nolan che ha risvegliato l’interesse per questo mito. La caletta non è solo bella, ma carica di storia e suggestione, un luogo dove mito e realtà si intrecciano tra mare e sabbia.
Il paesaggio costiero di Fanò è molto vario. La costa frastagliata alterna spiagge di sabbia fine, insenature ghiaiose e piccole cale rocciose, perfette per tuffi e immersioni. Fiki, sulla costa nord, è una lunga spiaggia di ciottoli e sabbia, facile da raggiungere, con acque trasparenti e fondali ideali per lo snorkeling. I pescatori e gli abitanti raccontano di antiche anfore e resti di naufragi sommersi, piccoli frammenti di storia nascosti sotto il mare. Più a sud, Imerovigli offre spiagge di sabbia bianchissima, circondate da una vegetazione rigogliosa che arriva quasi al bagnasciuga, regalando colori intensi e avvolgenti. Per chi vuole restare vicino al porto, la baia di Ammos è comoda e sicura, un rifugio perfetto per famiglie in cerca di relax senza rinunciare ai servizi.
Lasciata la costa, Fanò si trasforma. Le strade asfaltate lasciano il posto a sentieri sterrati, antiche mulattiere immerse tra cipressi, ulivi centenari e macchia mediterranea. All’interno si trovano 13 piccoli villaggi, tranquilli e semiabitati, tra cui spicca Horiò. Partendo da Ammos, si raggiunge questo borgo in cima a una collina, da cui al tramonto si gode uno spettacolo di colori unico sull’arcipelago. Passeggiando tra le sue vie si incontrano ruderi, muri a secco, cappelle isolate e letti di torrenti ormai asciutti. Alcuni sentieri portano a calette deserte, dove fondali ricchi di flora e fauna marina offrono rifugio a ricci, stelle marine e tante specie di pesci. Piccoli paradisi per chi ama snorkeling e immersioni leggere.
Sulla costa nord-orientale di Fanò si trovano i resti di fortezze veneziane, testimonianze di quando l’isola giocava un ruolo strategico nel Mediterraneo. Oggi i bastioni sono ruderi, ma raccontano ancora di come si difendevano queste terre. Non lontano si erge il faro dell’Ottocento, un punto di riferimento per chi naviga nel mare Ionio. Non è tra i fari più grandi della zona, ma conserva un fascino d’altri tempi, simbolo di guida nel silenzio e nella vastità del mare. Il faro si raggiunge con una breve passeggiata panoramica ed è uno degli scorci più suggestivi dell’isola, grazie al contrasto tra struttura umana e natura selvaggia.
Fanò si trova nel tratto di mare tra il Canale d’Otranto e il nord del Mar Ionio, ed è l’isola più a ovest della Grecia. La sua vicinanza alla Puglia e a Corfù ne fa un punto strategico ma anche naturale. Nel 2024, il modo più comodo per arrivare dall’Italia è volare a Corfù. Da lì partono traghetti e motonavi, che nei mesi estivi aumentano le corse per garantire collegamenti regolari con Fanò. Questi collegamenti permettono escursioni giornaliere o soggiorni più lunghi in un luogo che conserva un’autenticità sempre più rara nel Mediterraneo. Le traversate tra Corfù e Fanò regalano panorami unici, con l’orizzonte che si apre su acque turchesi e uno scenario che sembra fermarsi nel tempo.
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