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Riapre la Galleria di Apollo al Louvre dopo il furto: gioielli spariti, ma bellezza intatta

Redazione 23 Luglio 2026

Sono passati nove mesi da quel furto clamoroso che ha fatto tremare il mondo dell’arte. Oggi, la Galleria d’Apollo al Louvre riapre le sue porte, ma l’aria è diversa. I gioielli imperiali, quei tesori inestimabili, sono spariti nel nulla, e nessuno ha ancora una traccia. Restano intatti gli affreschi, gli stucchi, testimoni silenziosi di un passato glorioso. La sicurezza è stata rafforzata, certo, ma l’ombra del colpo grava ancora sul luogo. Eppure, la Galleria prova a riprendersi, a ritrovare il suo splendore, anche senza quei preziosi che l’hanno resa celebre.

Riapre la Galleria d’Apollo: una nuova sfida per il Louvre

Il 2024 segna un passo importante per il Louvre: la Galleria d’Apollo torna accessibile dopo il furto. A confermarlo è Jean-Luc Leribault, presidente del museo, che ha annunciato nuove misure di sorveglianza e la progettazione di una sala blindata. L’obiettivo è far tornare la galleria un luogo monumentale, capace di celebrare la sua vera identità. Al suo interno, restano visibili i dettagli artistici che l’hanno resa famosa, mentre i gioielli rubati sono custoditi in luoghi sicuri, in attesa di una nuova collocazione.

La ministra della Cultura, Catherine Pégard, presente all’inaugurazione, ha commentato con un certo sarcasmo: “quando i gioielli erano esposti, il pubblico spesso li ignorava, più attratto dal loro splendore che dalla bellezza delle decorazioni.” Ora, senza quei preziosi, le mura classiche raccontano una storia diversa, fatta di assenze che parlano di un furto ancora vivo nella memoria.

Cosa resta da vedere senza i gioielli

Oggi, chi entra nella Galleria d’Apollo deve guardare oltre le teche vuote e alzare gli occhi verso il soffitto a volta, il vero protagonista della sala. Realizzato nel Seicento sotto la guida del pittore di corte Charles Le Brun, il soffitto racconta il viaggio del dio Apollo attraverso i cieli. Le Brun, architetto artistico di Luigi XIV, ha creato un’immagine ricca di simboli legati al Sole e all’ordine cosmico.

Non è solo il Seicento a lasciare il segno. Due secoli dopo, Eugène Delacroix ha aggiunto un grande dipinto centrale, lungo dodici metri, che mostra Apollo mentre uccide il serpente Pitone, simbolo del caos da vincere. Il contrasto con lo stile classico della sala è netto: il dinamismo e i colori intensi del romanticismo catturano l’attenzione. Intorno, 28 arazzi ritraggono sovrani e artisti dell’epoca, arricchendo la storia che la galleria racconta.

Leribault ha ricordato la stretta relazione con la Galleria degli Specchi di Versailles, sottolineando come molti artisti abbiano lavorato a entrambi i progetti, intrecciando arte e politica nella storia francese.

Una storia segnata da fuoco, restauri e grandiosità

La Galleria d’Apollo ha attraversato quasi quattro secoli di vicende complesse. Nata nel 1661, fu duramente colpita da un incendio. Luigi XIV, deciso a farne un simbolo della monarchia assoluta e del “re Sole”, affidò la ricostruzione all’architetto Louis Le Vau.

Le Brun, forte della sua posizione alla corte, si occupò delle decorazioni, creando un capolavoro simbolico che celebrava la magnificenza del sovrano. La galleria divenne così un punto di riferimento per il classicismo francese e ispirò poco dopo la celebre Galleria degli Specchi di Versailles.

Nei secoli, la sala è stata arricchita da diverse generazioni di artisti e artigiani, che hanno lasciato un patrimonio unico fatto di pittura, scultura e arazzi storici, un racconto vivo nell’ambiente stesso.

Il colpo del 2023 e la nuova frontiera della sicurezza

Il furto del 2023 ha fatto il giro del mondo, con ladri che hanno portato via parure e gioielli di inestimabile valore storico. La fuga è stata rapidissima, mettendo a nudo alcune falle nella sicurezza del museo.

Da allora, il Louvre ha investito in nuove tecnologie e strategie di sorveglianza. È in progetto una sala blindata e sistemi di controllo più efficaci, per proteggere al meglio i tesori esposti. Anche l’organizzazione degli spazi è stata rivista, con percorsi studiati e una maggiore attenzione ai dettagli artistici oltre ai gioielli.

I visitatori sono oggi invitati a vedere il vuoto lasciato dal furto non solo come una perdita, ma anche come un monito e un’occasione per scoprire aspetti meno noti della Galleria d’Apollo. Le teche vuote diventano quasi un simbolo, raccontano cosa è sparito e ricordano l’urgenza di proteggere il patrimonio culturale per chi verrà dopo di noi.

Le nuove misure del Louvre puntano a un equilibrio delicato tra bellezza, storia e sicurezza, per evitare che accanto all’arte possa ancora nascondersi l’ombra del crimine.

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