L’Islanda è un continente in miniatura, dicevano i vecchi esploratori. E basta percorrere il Diamond Circle per capire il perché. A nord, lontano dalle folle del Golden Circle, si apre un mondo dove la natura si mostra in tutta la sua forza primordiale. Qui, tra cascate fragorose e canyon profondi, la terra parla con il rumore di eruzioni e il sussurro delle sorgenti termali.
Sono circa 250 chilometri che raccontano una storia geologica viva, dove la placca nordamericana si allontana lentamente da quella euroasiatica, modellando il paesaggio ogni giorno. Valli scavate dai ghiacciai, campi di lava solidificata, coste aspre sul Mare di Groenlandia: un mosaico di colori che va dal verde brillante delle betulle al nero intenso della roccia vulcanica. Ma non è solo natura selvaggia, è anche un viaggio nel mito, tra leggende vichinghe e saghe antiche, in un luogo dove l’uomo sembra ancora danzare al ritmo della Terra.
Si può percorrere in senso orario o antiorario, ma molti scelgono di partire da Akureyri, la capitale del nord islandese. Si potrebbe fare tutto in un giorno, ma almeno due giornate sono d’obbligo per godersi con calma le meraviglie e concedersi qualche deviazione.
### Goðafoss, la cascata degli dei
A circa 48 chilometri da Akureyri si trova Goðafoss, la “Cascata degli Dei”. È un salto d’acqua largo una trentina di metri e alto 12, a forma di semicerchio. L’acqua del fiume glaciale Skjálfandafljót si getta con fragore in una cornice naturale che crea un anfiteatro unico. Le due sponde offrono vedute diverse, collegate da un ponte pedonale poco a valle, da cui si può anche scorgere Geitafoss, una cascata più piccola ma altrettanto suggestiva. I diversi punti di osservazione rendono questa zona affascinante, grazie alla potenza dell’acqua e al paesaggio che cambia.
### Húsavík, il paradiso del whale watching
Proseguendo verso la costa, a 58 chilometri da Akureyri, si arriva a Húsavík. Questa piccola cittadina affacciata sulla baia di Skjálfandi colpisce per i suoi tetti colorati, i pescherecci e i ristoranti sul porto. L’atmosfera è vivace, sorprendente per le dimensioni ridotte del paese. Húsavík è famosa come “capitale islandese del whale watching” perché le sue acque, ricche di plancton, attirano tutto l’anno diverse specie di cetacei. Megattere, balenottere minori, delfini dal becco bianco e qualche orca popolano il mare davanti alla città, rendendola uno dei posti migliori in Europa per osservare i grandi mammiferi marini nel loro ambiente naturale.
### Ásbyrgi, il canyon a ferro di cavallo tra scienza e leggenda
A meno di un’ora da Húsavík, Ásbyrgi si presenta come un enorme canyon a forma di ferro di cavallo, lungo più di 3,5 chilometri e circondato da pareti verticali alte fino a 100 metri. Dal punto di vista scientifico, si tratta di un’antica inondazione glaciale, causata dallo svuotamento improvviso di un lago sotterraneo sotto il ghiaccio, che ha scolpito il paesaggio con forza enorme.
La mitologia nordica, invece, racconta che il canyon è l’impronta lasciata da Sleipnir, il cavallo a otto zampe di Odino. Alla base cresce una delle foreste di betulle più rigogliose d’Islanda, un vero miracolo in una terra quasi priva di alberi. Sentieri ben segnati attraversano il bosco e conducono al lago Botnstjörn, le cui acque riflettono le alte pareti basaltiche. Poco lontano c’è la valle di Vesturdalur, famosa per le Hljóðaklettar, le “Scogliere dell’Eco”: colonne basaltiche contorte e archi naturali, nati dal raffreddamento della lava.
Appena fuori da Ásbyrgi, a circa 63 chilometri da Akureyri, Dettifoss si impone come la cascata più potente d’Europa per volume d’acqua. Il suo fragore si sente molto prima di vederla. L’acqua grigio latte del fiume Jökulsá á Fjöllum cade da 45 metri di altezza e si estende per quasi 100 metri di larghezza, regalando uno spettacolo di forza incontrollabile.
La corrente viene dal ghiacciaio Vatnajökull e porta con sé sedimenti vulcanici che colorano il fiume di un opaco grigio. Poco più a monte si trova Selfoss, cascata più bassa ma più larga, un altro punto di interesse per chi visita la zona. Dettifoss è stata anche protagonista sul grande schermo: compare in una scena memorabile del film “Prometheus” di Ridley Scott, scelta per rappresentare un mondo ancora dominato dagli elementi naturali.
L’ultima tappa importante del Diamond Circle è il lago Mývatn, a circa 74 chilometri da Akureyri, conosciuto come il “Lago dei moscerini”. È uno dei più grandi laghi naturali islandesi, circondato da una biodiversità ricchissima. Nonostante i piccoli insetti che infestano la zona in estate, è un paradiso per gli appassionati di birdwatching, grazie alle tante specie di uccelli che lo popolano.
L’area attorno a Mývatn è un vero e proprio laboratorio di attività vulcanica e geotermica. Gli pseudocrateri di Skútustaðagígar, rilievi circolari, non sono veri crateri ma si sono formati per esplosioni di vapore quando la lava incandescente ha incontrato terreni umidi. Poco distante si trova l’area geotermica di Hverir, ai piedi del monte Námafjall, con fumarole, pozze di fango ribollente e suoli colorati di ocra, giallo e arancione. Il vapore che esce dal terreno racconta la sottigliezza della crosta terrestre e l’instabilità del territorio.
Il vicino sistema vulcanico di Krafla, attivo soprattutto tra il 1975 e il 1984, si estende su vaste distese di lava con fumarole ancora attive. Qui c’è Víti, un grande cratere esplosivo nato dall’eruzione del 1724, evento che ha dato il via ai cosiddetti Mývatn Fires, una nuova fase di attività vulcanica.
A pochi chilometri si trova anche Dimmuborgir, la “Città Oscura” o “I Castelli Neri”. Questo complesso di archi, torri e pilastri di lava indurita sembra una fortezza immensa. Secondo la tradizione islandese, qui abitano i Jólasveinar, creature metà folletti e metà troll protagonisti delle festività natalizie del folklore locale.
Non lontano c’è anche la piccola grotta termale di Grjótagjá, con una sorgente d’acqua calda turchese. Un tempo era luogo di bagni termali, oggi la temperatura è troppo alta per immergersi, ma resta uno degli angoli più suggestivi della zona.
Il Diamond Circle è insomma un viaggio dentro il cuore pulsante di un’isola in continua evoluzione, dove ogni angolo racconta storie di potenza naturale e leggende antiche, regalando un’esperienza unica e indimenticabile.
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