Un passeggero ubriaco che urla in cabina, un altro che rifiuta di indossare la mascherina: basta poco per far slittare di ore la partenza di un volo, specialmente nel pieno dell’estate, quando gli aeroporti sono pieni e le tensioni alte. Questi ritardi, causati da comportamenti molesti o indisciplinati, creano disagi a catena, lasciando a terra centinaia di viaggiatori. Le compagnie aeree, però, spesso si rifiutano di pagare i rimborsi previsti dalla legge, scaricando la colpa sui passeggeri problematici. Ma la realtà è più complessa. Dopo una sentenza della Corte di giustizia europea del 2020, è chiaro quando e come il comportamento dei viaggiatori può davvero escludere l’obbligo di risarcimento.
Quando il passeggero indisciplinato fa saltare il risarcimento: la sentenza europea
La Corte di giustizia europea, con la sentenza C-74/19, ha messo dei paletti chiari. Per considerare il comportamento scorretto di un passeggero una “circostanza eccezionale” — e quindi esonerare la compagnia dal risarcimento — devono essere presenti quattro condizioni, tutte insieme. La prima è che il fatto sia imprevedibile: la compagnia non deve poterlo anticipare o controllare. Se, per esempio, un passeggero era già alterato prima dell’imbarco e la compagnia lo ha fatto salire ugualmente, questa condizione non si verifica.
Poi serve un nesso diretto tra quell’episodio e il ritardo o la deviazione del volo: non valgono problemi generici o legati a tratte precedenti. Terzo punto, la compagnia deve dimostrare di non aver contribuito al problema — magari evitando di servire troppo alcol o adottando misure di sicurezza adeguate. Infine, deve aver fatto tutto il possibile per limitare i danni: assistenza immediata, riprotezioni, contenimento dei ritardi. Se anche uno solo di questi passaggi manca, il risarcimento è dovuto.
Anton Radchenko, CEO di AirAdvisor, spiega che “non basta chiamare un passeggero indisciplinato per rifiutare il rimborso. La compagnia deve dimostrare con fatti di aver gestito correttamente la situazione”. Tuttavia, spesso le compagnie si limitano a questa scusa per semplificare le pratiche di rifiuto.
I numeri e la realtà dietro i passeggeri molesti nei voli estivi
Secondo i dati IATA aggiornati al 2025, gli episodi di disordini a bordo sono in leggera diminuzione: si passa da un caso ogni 307 voli nel 2024 a uno ogni 355 nel 2025. Un dato positivo, ma che non basta a smorzare la tensione, visto che il traffico estivo cresce a vista d’occhio. Con più voli in programma, aumentano anche i casi assoluti di passeggeri molesti, e quindi i ritardi o le deviazioni provocati da queste situazioni. I motivi principali restano il consumo eccessivo di alcol e il mancato rispetto delle regole impartite dall’equipaggio. Sono episodi che mettono in pericolo la sicurezza di tutti e capitano soprattutto su rotte molto frequentate, dove la pressione è più alta.
Nonostante le regole europee prevedano compensazioni tra 250 e 600 euro, a seconda della distanza e del ritardo, molte compagnie usano la “circostanza eccezionale” come scusa per non pagare, rifiutando così il rimborso. Questo atteggiamento alimenta conflitti con i passeggeri e porta a numerose segnalazioni agli enti di controllo e ai tribunali.
Viaggiatori, come muoversi quando il volo è in ritardo per colpa di passeggeri molesti
Se il vostro volo subisce ritardi o deviazioni a causa di un passeggero molesto, ci sono alcuni passi da seguire per non perdere il diritto al risarcimento. Prima di tutto, chiedete alla compagnia una comunicazione scritta e dettagliata che spieghi chiaramente la causa del disservizio. Non accontentatevi di spiegazioni a voce o vaghe. Annotate con precisione orari di partenza, arrivo e ogni comunicazione ufficiale, e fate foto o screenshot dei tabelloni aeroportuali o delle app di monitoraggio.
Conservate anche tutte le ricevute relative a spese extra, come pasti, hotel o spostamenti, perché la legge europea prevede il rimborso di questi costi. Fate attenzione ai voucher che spesso vi vengono proposti: prima di accettarli, verificate se non stiate rinunciando a un indennizzo in denaro che invece avete diritto a ricevere. Le compagnie preferiscono così ridurre i costi, ma voi potete far valere i vostri diritti.
Con un po’ di attenzione e documentazione precisa, si può evitare che la scusa del “passeggero indisciplinato” diventi un alibi per negare i risarcimenti dovuti in un’estate sempre più complicata per chi viaggia in aereo.
