Veliki Tabor: il castello che domina lo Zagorje croato e racconta una leggenda d’amore
Sulla cima del colle Košnički Hum, Veliki Tabor si impone con le sue mura bianche e i tetti rossi, incorniciato da torri semicircolari che raccontano storie antiche. A 333 metri d’altezza, domina il paesaggio dello Zagorje croato, offrendo panorami che spaziano dalle dolci colline ai picchi delle montagne slovene. Non è solo un castello da fiaba, ma un testimone silenzioso di assedi, di nobili casate e di un amore che è diventato leggenda. Nel corso dei secoli, le sue pietre hanno visto trasformazioni e battaglie, adattandosi ai cambiamenti del tempo. Oggi, Veliki Tabor vive come custode di cultura e memoria, uno dei complessi fortificati meglio conservati della Croazia continentale.
Le origini di Veliki Tabor sono avvolte nel mistero. Diverse teorie collocano la costruzione delle prime strutture tra metà Quattrocento e inizio Cinquecento, con la data più accreditata che indica la metà del XV secolo come epoca di nascita del palazzo centrale. Il nucleo è protetto da quattro torri semicircolari con basi inclinate, progettate per resistere alle prime armi da fuoco, segno di un’evoluzione militare importante.
Il castello si estende su circa 3.340 metri quadrati, con ben dodici coperture che spezzano il profilo in modo originale. Accanto alle torri semicircolari spicca una torre pentagonale, ritenuta risalire al XII secolo. Intorno al 1820 la facciata e l’ingresso furono rinnovati, con una nuova porta e un ampio cortile, che aggiunsero carattere e funzionalità all’insieme.
Per lungo tempo il castello fu proprietà della famiglia Rattkay, fino al 1793. Tra i successivi proprietari spicca Oton Iveković, celebre pittore croato, che ha contribuito a trasformare Veliki Tabor in un custode di testimonianze culturali di varie epoche. Oggi il castello non è solo una fortezza, ma un contenitore di storie, mostre ed eventi che parlano del passato e della cultura locale.
Se Veliki Tabor ha un’anima viva, questa è legata soprattutto alla storia di Veronika di Desinić. Un racconto segnato da amore e conflitti familiari. Veronika, giovane donna di umili origini, si innamorò di Fridrik Celjski, figlio del potente conte Herman II di Celje. Il conte si oppose con forza a quel legame, scatenando un dramma che varcò confini e porte di prigioni.
La tradizione vuole che i due si sposarono di nascosto in Slovenia, ma la loro fuga durò poco. Fridrik fu rinchiuso per anni nella Torre di Celje, mentre Veronika fu catturata e tenuta prigioniera proprio a Veliki Tabor. Accusata ingiustamente di stregoneria e assolta in un processo, fu comunque condannata a morte dal conte. Veronika fu annegata in una tinozza nel cortile del castello e il suo corpo murato tra la torre pentagonale e l’ingresso.
Questa vicenda ha attraversato i secoli, dando vita a leggende e racconti di fantasmi. Veronika è diventata una figura simbolica del castello, tanto da entrare nel Registro dei beni culturali immateriali della Croazia nel 2015. All’interno del castello una mostra le è dedicata, ripercorrendo la sua storia e raccogliendo opere artistiche dal XV secolo a oggi. Nei mesi invernali, gli abitanti raccontano di suoni misteriosi tra le mura, come se la leggenda fosse ancora viva.
Varcare la soglia di Veliki Tabor significa immergersi in un luogo dove la storia si fa tangibile. La visita comprende il complesso fortificato, con la sua doppia anima: la solidità delle mura difensive e l’eleganza degli interni. Le gallerie colonnate sprigionano un’atmosfera particolare al calar della sera, quando le ombre si allungano sotto la luce della luna.
Il pozzo, profondo 31 metri, è una delle attrazioni più note; la sua profondità ricorda quanto fosse cruciale avere acqua sicura durante gli assedi. La cantina del vino, con il suo antico torchio, è un ambiente fresco e raccolto che cambia con le stagioni: fresco d’estate, intimo d’inverno. La Rustical Hall, con le sue alabarde appese, riporta ai tempi di battaglie e signori feudali.
Al primo piano si trova la cappella, custode di reliquie legate anche a Veronika, tra cui il suo teschio, conservato secondo la tradizione locale. Il percorso museale propone anche mostre temporanee su temi diversi, dalla storia naturale all’arte. Tra queste, spicca la mostra sui mammut lanosi, che porta indietro nel tempo all’era glaciale e ai cambiamenti ambientali di millenni fa. Un’altra esposizione importante è dedicata a Gjuro Prejac, artista nato a Desinić nel 1870.
La visita va prenotata in anticipo per gruppi e laboratori. Veliki Tabor fa spesso parte di itinerari più ampi che includono Krapina, il Museo dei Neanderthal e il villaggio etnografico di Kumrovec. E non va dimenticato il panorama che si apre dalle sue mura.
Veliki Tabor si trova vicino a Desinić, nello Hrvatsko Zagorje, a circa un’ora d’auto da Zagabria. Il viaggio attraversa paesaggi di dolci colline e prati verdi, tipici del nord della Croazia. La fortezza domina la cima di Košnički Hum e la sua sagoma rossa e bianca si vede bene appena ci si avvicina.
L’auto resta il modo più comodo per arrivarci, sia per una visita singola sia inserendo il castello in un percorso che include altre mete culturali e naturali della zona. La strada da Zagabria a Desinić permette di lasciare alle spalle il caos cittadino e immergersi in un ambiente rurale e rilassante. Dalle mura di Veliki Tabor si gode una vista che arriva fino al confine sloveno, uno scorcio unico dello Zagorje.
Veliki Tabor è un simbolo di storia e resistenza, con sale piene di cultura e leggende che ancora animano le sue pietre con una voce antica. Un ponte tra epoche diverse, immerso in un paesaggio naturale e culturale di grande valore.
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