La Galleria Martusciello riapre dopo anni di silenzio. A Ercolano, quel corridoio lungo oltre cento metri torna a collegare la parte moderna della città con l’Antica Spiaggia degli Scavi, il litorale dove, duemila anni fa, si stendeva la città romana. Percorrere quel tunnel non è solo un viaggio fisico, ma un tuffo nel passato: si cammina attraverso la stessa cenere e i detriti vulcanici che, nel 79 d.C., seppellirono Ercolano sotto una coltre mortale. Il tragitto si conclude ai fornici, antichi ricoveri per le barche, luogo carico di storia e di mistero, dove sono emersi anche resti umani. Riaprire questo passaggio significa, in fondo, ricostruire un legame intimo e necessario: quello tra il mare e la città, chiave per comprendere la vita — e la tragedia — di Ercolano.
La Galleria Martusciello è uno dei passaggi più importanti per capire come la città romana si connettesse al mare. Fu scavata proprio per mettere in comunicazione l’abitato con il litorale, dove si trovavano i fornici: strutture usate per le imbarcazioni e le attività commerciali legate al mare. Durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., quei locali ospitarono molte vittime, come testimoniano circa 300 scheletri ritrovati. Oggi attraversare la galleria permette di ripercorrere quel rapporto stretto tra la vita di tutti i giorni e l’ambiente naturale circostante, mostrando come la città fosse pensata e costruita sulla costa.
Scendere nella Galleria Martusciello è quindi un viaggio reale e simbolico dentro le stratificazioni di Ercolano. I materiali vulcanici che si calpestano danno un senso tangibile di quella tragedia. Arrivare fino all’antica spiaggia attraverso questo percorso non è solo una visita archeologica, ma un’esperienza che restituisce la memoria di spazi perduti, riportando in vita la dimensione urbana e ambientale di una città prima della catastrofe.
Per riaprire la Galleria Martusciello si è lavorato molto, con l’obiettivo di renderla più sicura, accessibile e interessante per chi la visita oggi. Il vecchio pavimento, fatto di una griglia appoggiata sulle scalinate in tufo, è stato sostituito da un nuovo camminamento che si integra con un sistema di illuminazione artificiale studiato ad hoc. Non si tratta solo di fare luce, ma di accompagnare il visitatore con giochi di ombre e luci pensati per stimolare la percezione dello spazio.
Sono stati installati due impianti luminosi: uno illumina direttamente il percorso, garantendo sicurezza, mentre l’altro diffonde una luce soffusa tra la rampa e le pareti vulcaniche, creando effetti cromatici che richiamano i toni dei materiali eruttivi. Questo secondo sistema trasforma la passeggiata in un’esperienza suggestiva e coinvolgente, dando risalto alla natura geologica e storica del luogo.
Questi interventi non migliorano solo l’esperienza del visitatore, ma aiutano anche a conservare la galleria, limitando i danni ambientali e aumentando la durata della struttura.
La riapertura della Galleria Martusciello segna un passo avanti nella valorizzazione dell’intero sito archeologico di Ercolano. Il collegamento diretto e rinnovato tra la città moderna e il litorale rende più coerente il percorso di visita, che da giugno 2024 include anche l’area dell’Antica Spiaggia. Oltre a migliorare la vista verso la vicina Villa dei Papiri, questo nuovo assetto aiuta a capire meglio i legami funzionali e simbolici tra la costa e l’abitato.
Il progetto è frutto di una collaborazione tra il Parco Archeologico di Ercolano, la Fondazione Packard e un team di archeologi, restauratori, progettisti e ingegneri. Grazie a questo lavoro di squadra, tutela, ricerca e valorizzazione sono andate di pari passo, offrendo ai visitatori un’esperienza culturale completa e approfondita.
L’apertura di spazi restaurati favorisce anche una gestione più equilibrata dei flussi turistici, proteggendo il patrimonio e promuovendo una fruizione più consapevole. Così Ercolano conferma il suo ruolo di sito chiave per raccontare la storia romana attraverso la vita quotidiana, i disastri naturali e il rapporto con il mare.
La Galleria Martusciello, oggi più sicura e accessibile, è il ponte tra passato e presente. Chi la percorre può vedere con i propri occhi come si presentava la città a chi arrivava dal mare. Un patrimonio recuperato, pronto a essere scoperto e ammirato da tutti.
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