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Gragnano, scoperta una necropoli del VI secolo a.C. sotto il pastificio Garofalo: un tesoro archeologico che riscrive la storia di Stabiae

Redazione 15 Luglio 2026

Nel cuore di Gragnano, tra le macchine del celebre Pastificio Garofalo, è emerso un tesoro inatteso. Durante i lavori di ampliamento, nel 2025, gli operai hanno riportato alla luce una necropoli del VI secolo a.C. I reperti, incredibilmente ben conservati, hanno subito catturato l’attenzione degli archeologi. Non si tratta solo di ossa o vasi: sono frammenti di vite vissute, di commerci e relazioni sociali dimenticate da secoli. Quel che sembrava un normale cantiere industriale si è trasformato in una porta spalancata sul passato di Stabiae, riscrivendo con forza la sua storia antica.

Sotto il Pastificio Garofalo: l’archeologia che cambia i piani

Quando sono partiti i lavori per ampliare il Pastificio Garofalo, nessuno si aspettava di scoprire un pezzo così importante di storia. Grazie a un’indagine di archeologia preventiva, coordinata dall’archeologa Francesca Mermati e sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio dell’area metropolitana di Napoli, è stata portata alla luce un’area funeraria con una settantina di tombe.

Le sepolture appartenevano a persone di alto rango, come si vede dai corredi funerari: una spada in ferro, fibule di bronzo, collane e pendenti in avorio finemente intagliati con figure umane, oltre a vasi di ceramica e bronzo. Sorprendente è la conservazione di alcune casse funerarie in tufo, che ha permesso di recuperare materiali organici quasi intatti, come tessuti e oggetti in legno, che di solito si perdono col tempo.

Tra i reperti spicca un balsamario in terracotta a forma di sirena, datato tra il 580 e il 550 a.C., ora in mostra al Museo Archeologico Nazionale di Napoli nella rassegna “Parthenope. La sirena e la città”. Nei corredi sono stati trovati anche scarabei egizi provenienti da Naukratis, ambre a forma di animali, coralli e oggetti in argento e bronzo di origine etrusca. Tutto questo dimostra quanto fossero stretti i legami commerciali e culturali di questa comunità con terre lontane.

Stabiae nel Mediterraneo arcaico: un crocevia di popoli e commerci

Questa necropoli appena scoperta è un tassello fondamentale per capire il ruolo di Stabiae nel Mediterraneo antico. La città, costruita su una collina strategica, dominava la via che collegava Nocera al suo porto, diventando un punto chiave nelle rotte commerciali tra Grecia, Egitto e più in generale il Mediterraneo orientale.

Lo studio delle tombe racconta di una società complessa, impegnata in intensi scambi culturali e materiali. Analizzando quaranta sepolture, gli archeologi hanno notato un dato insolito: metà delle tombe appartenevano a bambini sotto i cinque o sei anni, l’altra metà ad adulti maturi, con un solo individuo che aveva superato i cinquant’anni. Questi numeri aiutano a ricostruire la realtà sociale e sanitaria di quella comunità, spesso difficile da cogliere solo dai reperti.

Questa scoperta conferma l’importanza dell’archeologia preventiva. La collaborazione tra istituzioni pubbliche e realtà private ha trasformato un semplice intervento industriale in un’occasione unica per la ricerca scientifica, restituendo al territorio una testimonianza preziosa. Il ritrovamento aggiunge nuovi dettagli sul popolamento della Valle del Sarno e sottolinea ancora una volta il ruolo centrale delle reti commerciali che già in epoca arcaica animavano il golfo di Napoli, offrendo uno sguardo più profondo sulla storia antica della Campania.

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