
Tra i Monti Martani, a due passi da Terni, Cesi si apre come un piccolo scrigno medievale sospeso nel tempo. Qui, d’inverno, una corrente d’aria calda sembra emergere dalla montagna stessa, mentre d’estate arriva un fresco che rinfresca l’anima. La chiamano “la montagna che respira”: un fenomeno naturale avvolto in miti e leggende che da sempre cattura chi varca queste porte. Ma Cesi è molto più di un soffio d’aria: antichi insediamenti e rocche medievali raccontano storie lontane, sentieri silenziosi si perdono tra i boschi, e la cucina del territorio aggiunge sapori autentici a un paesaggio già ricco di magia.
Il vento misterioso e le radici antiche di Cesi
Cesi domina la conca ternana con un paesaggio punteggiato di grotte e cavità naturali. Fin dai tempi degli Umbri, questo territorio ha avuto un ruolo di primo piano. Sono ancora visibili mura ciclopiche, necropoli e luoghi sacri che raccontano di un passato ben prima della dominazione romana. Storia e mito si intrecciano: il Monte Eolo, che prende il nome dal dio dei venti, deve la sua leggenda proprio ai getti d’aria che escono dalle fenditure e grotte carsiche della zona.
La Grotta Eolia, accessibile dai sotterranei di Palazzo Stocchi, è la più famosa, ma il massiccio montuoso nasconde un intrico di cunicoli e grotte che custodiscono questo fenomeno. L’aria che “respira” il borgo è spiegata dalla conformazione carsica, che lascia passare il vento attraverso le profondità della montagna. Sul Monte Torre Maggiore, archeologi hanno ritrovato un santuario umbro-romano del VI secolo a.C., mentre nei dintorni si trovano le imponenti mura poligonali di Sant’Erasmo, alte oltre dieci metri. Ancora oggi non è chiaro se si trattasse di una fortezza militare o di un luogo sacro, un mistero che rende il sito ancora più affascinante.
Nel Medioevo, Cesi fu al centro delle Terre Arnolfe, contese tra il papato e l’Impero. Governata da un rappresentante pontificio, il borgo ha vissuto il suo periodo d’oro tra Cinquecento e Seicento, quando sorsero le eleganti dimore nobiliari e la Rocca che ancora oggi domina il paesaggio. Tutto questo racconta la ricchezza culturale e strategica del luogo.
Camminando nel borgo: storia e archeologia a portata di mano
Passeggiare per le strade lastricate di Cesi è come fare un salto indietro nel tempo. Il borgo mantiene intatto il suo fascino medievale: vicoli che raccontano storie antiche, piazze panoramiche e palazzi rinascimentali. Tra gli edifici più significativi spicca la Chiesa di San Michele Arcangelo, fondata nell’XI secolo, testimonianza viva della spiritualità locale. Completano il quadro religioso la Chiesa di Sant’Erasmo, che si affaccia sulla valle, e la Chiesa di Santa Maria Assunta con il celebre dossale del Maestro di Cesi.
Gli appassionati di archeologia possono spingersi oltre i confini del borgo, visitando i Templi di Torre Maggiore e il sito di Sant’Erasmo, parte di un ricco patrimonio umbro preromano. A pochi chilometri, l’antica città romana di Carsulae è una delle aree archeologiche più ben conservate dell’Italia centrale: il foro, il teatro, l’anfiteatro, archi monumentali e tratti della Via Flaminia permettono di immergersi nell’atmosfera di Roma di duemila anni fa.
Questo intreccio di epoche rende Cesi una meta perfetta per chi vuole scoprire le radici della storia umbra e romana, unendo le tracce del passato alle leggende nate dalla natura del territorio.
Natura e avventura: il borgo per chi ama l’aria aperta
Cesi, incastonato nei Monti Martani, non offre solo storia. I boschi intorno al borgo sono solcati da sentieri per passeggiate, trekking, mountain bike e e-bike. I percorsi segnalati portano a panorami mozzafiato, attraversano antichi borghi e si immergono in una natura ancora selvaggia.
Per gli amanti dello sport e dell’avventura, qui c’è di tutto: arrampicate su pareti rocciose, escursioni speleologiche nelle grotte carsiche, e anche il parapendio, che sfrutta le correnti d’aria del luogo. La “montagna che respira” regala a queste attività un fascino tutto speciale.
La posizione di Cesi permette anche di raggiungere facilmente altre bellezze naturali come la Cascata delle Marmore, la Valnerina e il Lago di Piediluco, completando l’offerta per chi cerca un turismo lento, a contatto con la natura e la cultura del territorio.
Sapori di un territorio da gustare
Nessuna visita a Cesi è completa senza assaggiare i prodotti locali. Le colline che circondano il borgo sono ricche di uliveti secolari, in particolare della varietà Moraiolo, da cui si ricava un olio extravergine di oliva di alta qualità. Tra gli alberi spicca un ulivo monumentale, con una chioma che supera i 17 metri di circonferenza.
La cucina locale punta sui sapori genuini: ciriole, strappatelle, bruschette condite con olio d’oliva, frittate al tartufo e pizze cotte al forno a legna. Non mancano piatti a base di selvaggina e carni come la coratella, lo scottadito d’agnello e le pappardelle al cinghiale. Formaggi tipici come pecorini e ricotte fresche, insieme al tartufo, arricchiscono ulteriormente il menu.
Qui il gusto racconta la storia di un territorio, unendo natura, tradizione e cultura popolare in un’esperienza che resta nel cuore.
Come arrivare a Cesi e il futuro del borgo
Cesi si trova a circa dieci chilometri da Terni, sulle pendici dei Monti Martani, ed è facilmente raggiungibile. Da nord, si può prendere l’autostrada A1, uscire a Orte e proseguire sulla SS79 fino a Terni. La E45 collega il borgo ad altri centri dell’Umbria meridionale.
Chi viaggia in treno arriva alla stazione di Terni, da cui è possibile raggiungere Cesi con mezzi privati o trasporti locali in pochi minuti. La vicinanza ai principali centri rende il borgo un ottimo punto di partenza per esplorare la zona.
Negli ultimi anni, Cesi ha acquisito un ruolo importante nel progetto “Cesi Porta dell’Umbria”, uno dei ventuno progetti pilota nazionali finanziati nel 2024 dal Ministero della Cultura con il PNRR. L’iniziativa punta a valorizzare il patrimonio culturale, archeologico e naturale, sviluppando nuovi servizi turistici, promuovendo l’ospitalità diffusa e recuperando edifici storici. L’obiettivo è favorire un turismo lento, che metta al centro l’esperienza autentica e il contatto diretto con la cultura e l’ambiente locale.
Cesi resta così uno dei borghi più intriganti dell’Umbria, capace di offrire un equilibrio raro tra storia, natura e tradizioni ancora vive.
