
“Qui il tempo sembra rallentare davvero.” È questa la sensazione che colpisce chi arriva in uno dei tanti borghi nascosti d’Italia, lontani dal caos delle città d’arte e dalle folle delle mete più famose. Piccoli paesi, senza grandi hotel, ma con un’accoglienza che sa di famiglia, di tradizioni antiche custodite gelosamente. Negli ultimi due anni, dal 2023 al 2025, questi angoli dimenticati hanno visto un’impennata di visitatori, attratti da un’esperienza autentica e fuori dagli schemi. A confermare questa tendenza è l’Osservatorio sul Turismo Diffuso in Italia, nato dalla collaborazione tra The European House Ambrosetti e Airbnb. Non stupisce allora che ben l’80% dei siti UNESCO italiani si trovi proprio in questi piccoli comuni. Da nord a sud, la voglia di riscoprire l’Italia meno battuta si fa sempre più forte.
Borghi dell’Appennino: panorami nascosti e ritmi lenti al centro Italia
Nel cuore dell’Italia, tra le montagne dell’Appennino, i piccoli borghi stanno vivendo un vero boom. Pettorano sul Gizio, in Abruzzo, fa da protagonista con un incredibile +326% di ricerche su Airbnb tra il 2023 e il 2025. Il borgo si adagia su una roccia che domina la Valle Peligna, con il castello medievale Cantelmo che vigila su vicoli stretti e pietre antiche. Qui la natura è padrona, la storia si respira ad ogni angolo e il silenzio avvolge il visitatore. Poco lontano, in Molise, Rocchetta a Volturno cresce del 53% nelle ricerche: circondato dalle montagne delle Mainarde e dalle sorgenti limpide del Volturno, è un luogo dove bellezza naturale e storia convivono, ancora lontano dal turismo di massa.
Non mancano altre perle del centro Italia: Vicalvi nel Lazio, con il suo castello medievale e l’atmosfera legata alla transumanza riconosciuta dall’UNESCO; Orciano Pisano in Toscana, un angolo di Toscana meno conosciuto, tra colline e borghi rurali vicino alla Costa degli Etruschi; Isola del Piano nelle Marche, considerata la culla dell’agricoltura biologica italiana, con i suoi panorami di colline e antichi monasteri; e Guardea in Umbria, immersa nella valle del Tevere, famosa per gli oliveti secolari e l’olio extravergine DOP. Questi piccoli centri stanno vivendo una nuova primavera grazie a un turismo lento, fatto di vera contemplazione e scoperta.
Nord Italia: borghi tra Alpi nascoste, laghi e vini pregiati
Al Nord, la voglia di piccoli borghi si fa strada in angoli meno battuti ma pieni di fascino. Ornavasso, in Piemonte, ha registrato un +75% nelle ricerche. All’ingresso della Val d’Ossola, questo borgo è legato alle cave di marmo che hanno contribuito alla costruzione del Duomo di Milano. Tra montagne, boschi e laghi, Ornavasso offre un turismo a stretto contatto con natura e storia. Poco distante, anche Roisan in Valle d’Aosta cresce del 75%, con panorami alpini mozzafiato sulle porte della Valpelline.
Marano di Valpolicella, in Veneto, si afferma grazie alle sue colline ricoperte di vigneti, patria dell’Amarone, con un +70% di interesse soprattutto da parte di turisti italiani, tedeschi e olandesi. Qui il territorio si vive a tutto tondo, tra sapori intensi e paesaggi da sogno.
Non mancano poi altri borghi che stanno emergendo: Lierna sul Lago di Como, con spiagge tranquille e il Sentiero del Viandante; Calice Ligure, fulcro di artisti nell’entroterra ligure vicino al mare; Civezzano, in Trentino-Alto Adige, ideale per esplorare Dolomiti e laghi alpini; Canossa in Emilia-Romagna, con il castello di Matilde, simbolo di storia medievale; Mariano del Friuli, punto d’incontro tra vigneti del Collio e cultura di confine. Tutti esempi di una riscoperta autentica e intensa.
Sud e isole: borghi resilienti tra mare, tradizione e natura selvaggia
Al Sud e nelle isole, i piccoli borghi raccontano spesso storie di rinascita e resilienza. Santa Caterina dello Ionio, in Calabria, ha raddoppiato il suo appeal con un +169% di ricerche dal 2023. Dopo il devastante incendio del 1983 che aveva spopolato il borgo, oggi la comunità si sta rifacendo con un turismo diffuso che attira visitatori italiani, ma anche da Germania, Francia, Australia e Patagonia. Un esempio concreto di come la cura del territorio e l’ospitalità possano rilanciare luoghi ai margini.
In Sardegna, Calangianus è la capitale del sughero e ha segnato un +47% negli ultimi anni. Tra boschi e materie prime tradizionali, questa località attira chi cerca percorsi fuori dai soliti circuiti. Nel Salento, Cursi in Puglia racconta la pietra leccese, lavorata da secoli, ed è un punto strategico per scoprire Lecce e i suoi dintorni.
Altri borghi in crescita: Ogliastro Cilento in Campania, porta d’accesso al Parco Nazionale del Cilento tra ulivi e mare; Pomarico in Basilicata, borgo tipico vicino ai famosi Sassi di Matera, un salto nel passato; Montallegro in Sicilia, custode di una natura selvaggia nella Riserva di Torre Salsa, affacciato sulla costa agrigentina. Questi borghi sono la risposta a un turismo che cerca autenticità, contatto con la natura e storie da scoprire con calma.
Ogni piccolo centro racconta così un pezzo dell’Italia meno conosciuta, custodita da comunità vive e da paesaggi capaci di incantare chi vuole vivere esperienze fuori dai sentieri più battuti.
