Ci sono luoghi che sembrano congelati nel tempo, in attesa di una conclusione che tarda ad arrivare. La Velarca, celebre casa-barca progettata dai BBPR negli anni Cinquanta, ha finalmente il suo giardino. A Ossuccio, sulle sponde del Lago di Como, uno spazio verde è nato dopo sei mesi di lavori, trasformando in realtà un progetto rimasto a lungo solo sulla carta. Quel piccolo fazzoletto di terra non è solo un giardino: è la chiave che completa un racconto di passione, natura e architettura moderna. Ora, visitandolo, si percepisce il respiro autentico di un capolavoro italiano del XX secolo, dove ogni dettaglio, tra lago e terra, è stato pensato con estrema cura.
La storia del giardino nasce da lontano, quando la famiglia Norsa acquistò un terreno a Ossuccio pensando a una villa tradizionale. Ma il terreno non era edificabile. Questo vincolo spinse gli architetti BBPR – Banfi, Belgiojoso, Peressutti e Rogers – a un’idea innovativa: una casa che galleggia. La Velarca è infatti una struttura ancorata davanti alla proprietà, strettamente legata al paesaggio lacustre. Nel progetto era previsto anche un giardino, pensato per estendere la vita all’aperto e legare la quotidianità alla casa-barca.
I disegni descrivevano un giardino rustico, con ulivi, orti, terrazzamenti naturali, una piccola fonte e una tettoia per gli ospiti o per ripararsi dal sole. Lodovico Barbiano di Belgiojoso ricordava che “non si trattava solo di piante o muretti, ma di uno spazio creato con estrema attenzione, un filo che univa natura, architettura e funzione.” Quel progetto però rimase sulla carta per oltre sessant’anni.
Solo ora, grazie al Fondo per l’Ambiente Italiano, che ha ricevuto la Velarca in donazione nel 2011 dalla famiglia Norsa, quel sogno è stato realizzato, rivisitato per accogliere i visitatori in un ambiente che combina bellezza storica e ospitalità moderna.
Il restauro e la realizzazione del giardino hanno trasformato lo spazio in un prolungamento naturale della Velarca. I terrazzamenti, semplici e tipici dell’Italia, sono delimitati da bassi muretti in pietra che creano sentieri sinuosi e invitanti. Le piante scelte riflettono il paesaggio del lago: nuovi ulivi si affiancano a quelli originali, mentre corbezzoli e melograni proteggono questo piccolo angolo verde.
Verso il fondo si trova una tettoia in legno di rovere con copertura in cannicciato. Questa struttura, sobria e funzionale come da stile BBPR, offre un luogo di riposo all’ombra per i visitatori. Oltre all’aspetto architettonico, ospita anche i servizi igienici, unendo praticità ed estetica.
Vicino all’ingresso, uno spazio accogliente spicca per i dettagli curati: il legno color mogano si abbina ai pavimenti blu e agli arredi interni, richiamando l’atmosfera raccolta della Velarca. Ogni elemento è studiato per creare un legame visivo e sensoriale tra esterno e casa-barca, trasformando la visita in un’esperienza completa.
Con il giardino aperto, il pubblico può finalmente vedere la Velarca come l’avevano pensata gli architetti. Non è solo un’opera isolata, ma un equilibrio tra terra, acqua e costruzione. La Velarca, il pontile, il lago e ora il giardino formano un sistema unico, dove ogni parte si completa e si valorizza.
Per BBPR, questa fusione era il cuore del progetto: la casa sospesa sull’acqua, il verde della riva, il design essenziale creavano un’atmosfera speciale. Oggi si può camminare tra pietre antiche e ulivi, ammirando la vista sull’Isola Comacina e Villa del Balbianello.
L’apertura del giardino rientra nel programma “Sere FAI d’Estate”, che nel 2024 propone visite serali nei siti della Fondazione. Dopo il taglio del nastro del 26 giugno, sono previste aperture anche a luglio e agosto, per vivere il luogo in un’atmosfera unica.
Il progetto ha riguardato anche il pontile storico di Ossuccio, dove la Velarca è ancorata, restaurato con il sostegno dell’Autorità di Bacino del Lario e Regione Lombardia nel 2024. Accanto, è stato realizzato un nuovo approdo pubblico, pensato anche per le imbarcazioni che collegano il sito a Villa del Balbianello.
La struttura include una colonnina per la ricarica elettrica, segno di un impegno verso la mobilità sostenibile sul lago. Questa novità supporta barche elettriche e mezzi ecologici, rappresentando un passo avanti per rendere il sito più accessibile e moderno.
Grazie a questi interventi, arrivi e partenze in barca sono più semplici e organizzati, favorendo un turismo attento all’ambiente e i collegamenti tra le attrazioni del lago.
Il pubblico può visitare la Velarca e il giardino fino al 18 ottobre 2024. L’apertura è dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso alle 17, dal martedì alla domenica, esclusi i mercoledì non festivi.
Il biglietto intero costa 8 euro; riduzioni sono previste per bambini dai 6 ai 18 anni, studenti tra i 19 e i 25 anni e soci del National Trust, a 5 euro. Per le famiglie è disponibile un biglietto a 20 euro.
L’ingresso è gratuito per iscritti FAI, residenti nel Comune di Tremezzina e giornalisti accreditati. Così si favorisce l’accesso a un pubblico vario e si promuove la conoscenza di uno dei tesori più belli del Lago di Como.
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