
Trent’anni di storia, eppure qualcosa cambia. Un posto al sole, la soap che dal 1996 racconta la vita a Napoli, lascia per la prima volta le sue strade familiari. Dal 15 giugno, le telecamere si spostano in Calabria, tra le fresche alture della Sila e le coste tirreniche, in un territorio che promette scenari nuovi. Non una semplice pausa estiva, ma un vero e proprio salto geografico e narrativo. La collaborazione tra Rai e le istituzioni calabresi apre così una pagina inedita, pronta a segnare il trentennale con un volto diverso, fresco e sorprendente.
La Calabria protagonista: una soap tra Sila e mare cristallino
A giugno la troupe ha preso possesso di diverse località calabresi, spesso ignorate dalla fiction italiana di prima serata, nonostante la loro bellezza. Dal 15 al 19 giugno, si sono girate scene che andranno in onda a metà luglio, con l’intento di far scoprire al grande pubblico paesaggi poco visti in televisione. Dietro questa scelta c’è un accordo solido tra il Dipartimento Turismo della Regione Calabria, la Fondazione Calabria Film Commission e Rai, con l’obiettivo di promuovere il territorio attraverso una serie seguita da milioni di persone.
Il tour dei set parte dalla Sila, con i suoi boschi e la natura intatta, per scendere lungo la costa tirrenica fino a Scalea, San Nicola Arcella e Praia a Mare. Spiagge limpide e panorami spettacolari, già meta ambita d’estate, ma raccontati per la prima volta in modo così ampio da una soap così popolare. Un posto al sole si allontana dalla sua Napoli tradizionale per abbracciare nuovi orizzonti, mantenendo intatta la sua forza narrativa.
Il cast in trasferta è giovane e dinamico. Rossella e Nunzio guidano il gruppo, affiancati da Micaela , Samuel e Jimmy . Sono loro il volto fresco della soap, e il cambio di scenario serve a dare nuova linfa al racconto in vista del trentennale.
Da Napoli al mondo: la lunga storia di Un posto al sole
Nata nel 1996, Un posto al sole è la prima soap opera italiana a essere prodotta interamente nel nostro Paese, e Napoli è da sempre il suo cuore pulsante. Non si può pensare alla serie senza immaginare Villa Volpicelli, in via Ferdinando Russo 4 a Posillipo, che diventa il celebre Palazzo Palladini. La sua facciata, affacciata sul Golfo di Napoli, è un simbolo riconosciuto anche da chi segue la soap solo di passaggio.
La villa non è aperta al pubblico, ma ogni anno attira fan curiosi e appassionati che vogliono vederla da vicino. È un luogo che unisce realtà e finzione, parte della cultura pop locale. Gli interni invece sono costruiti nel Centro di Produzione Rai di Napoli, a Fuorigrotta, dove si ricostruiscono gli appartamenti dei protagonisti, gli uffici e il famoso Caffè Vulcano, da trent’anni teatro delle storie più intime della serie. Chi segue la soap da sempre riconosce subito questi ambienti: sono parte del racconto, parte dell’anima di Un posto al sole.
Napoli non è solo sfondo, ma protagonista a tutto tondo. Dai Quartieri Spagnoli a Spaccanapoli, da piazza del Plebiscito al Vesuvio e Castel dell’Ovo, ogni angolo arricchisce le trame con la sua storia e la sua atmosfera unica.
Di tanto in tanto la serie ha viaggiato oltre la Campania, con episodi ambientati a Torino, Ivrea o Sant’Agata de’ Goti, provincia di Benevento, che nella fiction è il paese di Indica. Questi spostamenti restano eccezioni, ma dimostrano la voglia di ampliare gli orizzonti narrativi quando serve.
In questo contesto, la scelta della Calabria per le riprese del 2026 non sorprende. È un passo deciso, che unisce la volontà di rinnovarsi a quella di valorizzare territori meno noti, aprendo così un nuovo capitolo per una soap che dopo trent’anni non ha paura di cambiare rotta.
